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La Voce dell'Angelo

«Tutti al mare, tutti al mareee…», eccetera eccetera.

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Parrocchia Maria SS. Annunziata di Spinazzola

Commento al Vangelo di Domenica 22 Gennaio 2012 PDF Stampa E-mail

Convertitevi e credete al Vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore


Commento a cura di P. Nicola Rosa

La liturgia della Parola, di questo nuovo Anno liturgico, ci proporrà ogni domenica la lettura del Vangelo di Marco, per contemplare il Mistero della nostra fede ed esortarci a renderci testimoni di tale Mistero. Il brano di questa III domenica del Tempo Ordinario Mc 1,14-20 ci presenta nei primi due versetti l’inizio della vita pubblica di Gesù raccontandoci sinteticamente la sua comparsa in Galilea, in cui espone il contenuto essenziale del messaggio di Gesù e il suo comando più importante: Il tempo e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo” (1,15).

Il Signore vuol indicare innanzitutto che la sua presenza è legata a Dio, il suo annuncio è: Dio è il Signore ed è vicino. Pertanto la presenza del Signore nella nostra esistenza ci fa sentire l’esigenza ad abbandonare il nostro “abituale” ed accogliere l’esortazione a “convertirci” a saper “cambiare rotta” e tale conversione avviene “credendo al Vangelo”.

Dopo tale descrizione l’evangelista ci presenta la prima azione concreta pubblica di Gesù che è la chiamata dei primi quattro discepoli (1,16-20). Quali sono le caratteristiche che possiamo cogliere da tale azione di Gesù? Innanzitutto è Gesù che “chiama” di sua iniziativa, e dai discepoli non viene fatta alcuna domanda ma accolgono tale chiamata, che è esigente ma che sa dare pienezza di senso alla loro vita. La chiamata di Gesù raggiunge i suoi discepoli in mezzo alle occupazioni del loro mestiere, non sono persone che non sanno che fare, ma hanno già un mestiere, il loro rispondere alla chiamata di Gesù manifesta la radicalità della chiamata stessa e che trasforma profondamente la vita dei chiamati esigendo decisione e distacco. La chiamata di Gesù è chiamata a lui “Venite dietro a me!” (1,17); “ed essi subito…lo seguirono” (1,20). Non gli propone subito un programma ma li chiama a “seguirlo”. L’orientamento è Gesù e la comunione con lui. I discepoli non sanno dove li condurrà il cammino; si sono affidati alla guida di Gesù. La chiamata di Gesù è un lasciarsi formare da lui: “Vi farò pescatori di uomini” (1,17) accogliendo il nuovo compito che il Signore affida. La chiamata di Gesù è anche invito a entrare nella comunità. A seguire Gesù non sono singoli individui isolati, ma una comunità di discepoli. Prima di rivolgersi al popolo Gesù costituisce intorno a sé questo gruppo, li forma e l’esperienza di condivisione di vita con Gesù li fa essere inviati per portare altri a Gesù.

Si diventa discepoli accogliendo la chiamata di Gesù. La continua apertura a questa chiamata è la caratteristica permanente del discepolo.

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