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  • "Se ho il dono di tutta la scienza, anche se ho la fede che smuove i monti, se non ho la carità, che vale? - Lettera di San Paolo ai Corinzi, 13,2"
  • "Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre. - Salmi 24,6"
  • "Chi legge la Bibbia per trovarci degli errori, si renderà presto conto che la Bibbia trova degli errori in lui. - Charles Spurgeon"
  • "Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere?Anche se le madri dimenticassero,non io dimenticherò te - Isaia 49:15"
  • "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (14, 6) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "La Bibbia ci dice di amare i nostri vicini di casa, ed anche di amare i nostri nemici. Probabilmente perché spesso sono la stessa cosa. - Gilbert Chesterton"
  • "Un piatto di verdura con l'amore è meglio di un bue grasso con l'odio. - Proverbi 15, 17"
  • "L'anima mia attende il Signore più che le sentinelle l'aurora. - Salmi 130.6"
  • "L'odio suscita litigi, l'amore ricopre ogni colpa.- Proverbi 10, 12"
  • " Egli solo è la mia roccia e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare - Salmi 62:5"
  • "Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?» - Giovanni 11:25"
  • "Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. - 2Timoteo 1,7"
  • "L'amore è forte come la morte, la gelosia dura come l'inferno. - Cantico dei Cantici, 8, 6"
  • "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica - Filippesi 4:13"
  • "Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. - 1Giovanni 4,8"
  • "Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. - Romani 5:8"
  • "Le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne - 2Corinzi 4:18"
  • "L'amore non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità. - 1Corinzi 13:4"
  • "Il cuore dei saggi è in una casa in lutto e il cuore degli stolti in una casa in festa. - Qoèlet, 7,4"
  • "Il Signore protegge lo straniero. - Salmi, 146, 9"
  • "In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. (8, 34) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "Ciò che è storto non si può raddrizzare e quel che manca non si può contare. - Qoèlet, 1,15"
  • "Se io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non possedessi l'amore, sono come una campana che non suona, come un tamburo che non rimbomba.- Lettera di San Paolo ai Corinzi, 13,1"
  • "Chi è fedele nel poco lo è anche nel molto e chi è disonesto nel poco lo è anche nel molto. (16, 10) - Vangelo secondo Luca"
  • "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio. (6, 68) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere. (20, 35) - Atti degli Apostoli"
  • "Egli guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe. Egli conta il numero delle stelle,le chiama tutte per nome. - Salmi 147:3"
  • "La collera è crudele, l'ira è impetuosa; ma chi può resistere alla gelosia? - Proverbi 27,4"
  • "Il povero è odioso perfino ai parenti, il ricco invece ha molti amici. Chi disprezza il tapino, commette peccato, felice invece chi ha pietà dei poveri.- Proverbi, 14|20|21"
  • "Sì, tu fai risplendere la mia lampada;il Signore, il mio Dio, illumina le mie tenebre. - Salmi 18:28"
  • Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. (8, 31-32) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "Non vi è nulla di nascosto che non debba essere rivelato. Né cosa segreta che non venga alla luce. - Matteo X, 26"
  • "Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino. (22,16) - Atti degli Apostoli"
  • "La mente dell'uomo pensa molto alla sua via, ma il Signore dirige i suoi passi.- Proverbi 16, 9"
  • "Chi è lento all'ira vale più del prode guerriero; chi ha autocontrollo vale più di chi espugna città - Proverbi 16:32"
  • "C'è una via che all'uomo sembra diritta, ma finisce con il condurre alla morte - Proverbi 16:25"
  • "Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. - Giovanni 3:16"
  • "Che farete il giorno che Dio vi visiterà? - Isaia 10:3"
  • "Accetta ogni dolore e incomprensione per amore di Gesù. - Padre Pio da Pietrelcina"
  • "La fede è il fondamento di ciò che speriamo e la prova delle cose che non vediamo.- Ebrei 11, 1"
  • "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. (15, 13) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il Signore, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai. - Giosuè 1:9"
  • "Gesù le disse: «Non mi trattenere, ma va' dai miei fratelli e dì loro: io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (20, 17) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "C'è un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare. Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace. - Qoèlet 3, 8"
  • "Chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto. - Luca 11:9"
  • "Il Signore castiga chi ama. - Ebrei, 12, 6"
  • "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. (8, 7) - Vangelo secondo Giovanni"
  • "Non esser troppo scrupoloso né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti? - Qoèlet, 7, 16"
  • "L'amico fedele è un balsamo nella vita. - Siracide 6,16"
  • "Signore, la mia speranza fin dalla mia giovinezza. - Salmi 70, 5"
  • "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?» (6, 41 – 42) - Vangelo secondo Marco"
  • "Che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura? - Salmi 8:4"
  • "Il saggio ha gli occhi in fronte, ma lo stolto cammina nel buio. Ma so anche che un'unica sorte è riservata a tutti e due. - Qoèlet, 2,14"
  • "Di solito la gente è infastidita da quei passi della Bibbia che non comprende, mentre i passi che infastidiscono me sono quelli che comprendo. - Mark Twain" Condividi:               
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  • "Non vi chiamo più servi,perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. - Giovanni 15,15"
  • "Solo un soffio è ogni uomo che vive, come ombra è l'uomo che passa. - Salmi 39, 7"

La Voce dell'Angelo

Questa luminosa messaggera dell’amore di Dio, come la definisce lo stesso Vaticano, nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, in Albania.

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Brani proposti da Mariateresa Saraceno


Ecumenismo e dialogo interelligioso PDF Stampa E-mail
Scritto da P.Peppe   
1. Alcune Definizioni                                            

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Ecumenismo:

Il termine ecumenismo indica il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. Il punto di partenza è la comune fede nella Trinità: in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e in Dio Spirito Santo. La parola deriva dal terminegreco oikouméne, che indica in origine la parte abitata della Terra; la scelta indica come una sorta di indirizzo nella ricerca di una sempre più stretta collaborazione e comunione tra le varie chiese cristiane che abitano il mondo. (Cfr. www.wikipedia.org)

Ecumenismo è tutto quel movimento che mira al ristabilimento dell'unità fra tutti i cristiani e questo è uno dei principali intenti del Concilio ecumenico Vaticano II. Da Cristo Signore la Chiesa è stata fondata una e unica, eppure molte comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredità di Gesù Cristo. Tutti invero asseriscono di essere discepoli del Signore, ma hanno opinioni diverse e camminano per vie diverse, come se Cristo stesso fosse diviso. Tale divisione non solo si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura (dal proemio del decreto sull’Ecumenismo Unitatis Redintegratio del Concilio Vat. II).

"L'ecumenismo è anzitutto un atteggiamento fondamentale, è un modo di vivere il cristianesimo. Non è un settore particolare, accanto ad altri settori. Il desiderio dell'unità, l'impegno per l'unità dipende dalla struttura dello stesso atto di fede, perché Cristo è venuto per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi(Card. Ratzinger presso la Facoltà Valdese).

 

Dialogo interreligioso:

L'espressione dialogo interreligioso si riferisce all'interazionepositiva e cooperativa fra persone o gruppi di persone appartenenti a differenti tradizioni religiose, basata sul presupposto che tutte le parti coinvolte, a livello individuale e istituzionale, accettino e operino per latolleranza e il rispetto reciproco (Cfr. www.wikipedia.org).      

Nel nostro tempo in cui il genere umano si unifica di giorno in giorno più strettamente e cresce l'interdipendenza tra i vari popoli, la Chiesa esamina con maggiore attenzione la natura delle sue relazioni con le religioni non-cristiane. Nel suo dovere di promuovere l'unità e la carità tra gli uomini, ed anzi tra i popoli, essa in primo luogo esamina tutto ciò che gli uomini hanno in comune e che li spinge a vivere insieme il loro comune destino (dall’introduzione della dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vat. II).

Nel contesto del pluralismo religioso, dialogo significa «ogni tipo di relazione interreligiosa positiva e costruttiva con indi vidui e comunità appartenenti ad altre fedi, che sia mirato al la mutua comprensione e al mutuo arricchimento», nel pieno  rispetto della verità e della libertà(DA 9).

Un dialogo interreligioso autentico può esservi solo tra persone preparate alla multiculturalità, consapevoli e rispettose della fede altrui. Un dialogo tra persone che professano fedi differenti non può reggersi solo sulla frequenza degli incontri, ma sulla loro qualità. Qualità che si traduce in una preparazione accurata sul proprio e sull’altrui credo religioso e, in definitiva, su un modo di procedere che punti con trasparenza alla ricerca della verità, attraverso la carità e il rispetto reciproco. (BenedettoXVI)  Nell’uno e nell’altro caso si tratta dell’atteggiamento del cristiano che, senza rinunciare alla propria identità, accorgendosi che la verità e la realtà non iniziano e finiscono con lui e con la propria fede, favorisce l’incontro con le persone di cultura e di religione diversa. Gli obiettivi sono differenti. Nel caso dell’ecumenismo si mira al ristabilimento dell’unità perduta a motivo dell’unica fede. Nel caso del dialogo interreligioso l’obiettivo non è quello di fare di tutte le religioni una solamente, ma quello di perseguire la pace e il bene comune, valorizzando e riscoprendo la bellezza e quei semi di verità presenti in ogni religione. 

2. Perché sono urgenti l’ecumenismo e di dialogo interreligioso

 

-         Non sono argomenti nuovi, già il Concilio Vaticano II ne ha parlato dedicando all’Ecumenismo il decreto “Unitatis redintegratio” e al Dialogo Interreligioso la dichiarazione “Nostra Aetate”. Questo significa che già prima del Concilio questi discorsi si facevano sentire piuttosto urgenti. Per quanto riguarda l’ecumenismo in particolare c’è l’urgenza della Chiesa (laici compresi) di rendere credibile l’annuncio della salvezza che è Cristo crocifisso e risorto. L’orgoglio dell’appartenenza a questa o quell’altra chiesa e la preoccupazione di testimoniare un’identità più che il soggetto che identifica hanno reso l’annuncio poco credibile, si è data l’idea di un Cristo diviso. Diceva un protestante filippino rivolgendosi ad una assemblea di missionari: «Voi ci avete inviato dei missionari che ci hanno fatto conoscere Gesù Cristo: non possiamo che ringraziarvi. Ma voi ci avete portato anche le vostre distinzioni e le vostre divisioni; alcuni ci predicano il metodismo, altri il luteranesimo, il congregazionismo o l’episcopalismo. Noi vi domandiamo di predicare il Vangelo e di lasciare a Cristo Signore di suscitare lui stesso all’interno dei nostri popoli, sotto la sollecitudine del suo santo Spirito, la Chiesa conforme alle sue esigenze, che sarà la Chiesa di Cristo libera finalmente da tutti gli “ismi” con cui avete classificato la predicazione del Vangelo in mezzo a noi». È urgente quindi ricentrare il nostro sguardo sulle parole di Gesù e non essere i primi a far finta che non abbia mai detto una cosa del genere: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17, 20-21).

 

-         In campo sociale la questione principale è l’aumento della mobilità, che ha portato a contatti con persone di religione diversa. Dal punto di vista culturale i confini si sono fatti meno netti a causa dell’influenza delle comunicazioni sempre più rapide e della diffusione dell’informatica.

Cronologia dei concili ecumenici

Alcuni fanno risalire la prassi conciliare al cosiddetto Concilio di Gerusalemme, riportato negli Atti degli Apostoli (15,1-29), in cui si stabilirono le norme da seguire con i convertiti dal paganesimo.

  1. Primo concilio di Nicea (325): condannò l'arianesimo e ilquartodecimanesimo, adottò il simbolo niceno;
  2. Concilio di Costantinopoli I (381): formulò definitivamente ilsimbolo niceno-costantinopolitano e vietò ulteriori modifiche senza il consenso di un concilio ecumenico;
  3. Concilio di Efeso (431): condannò il nestorianesimo e ilpelagianesimo, adottò il titolo di Theotokos ("Madre di Dio") in riferimento a Maria, madre di Gesù;
  4. Secondo concilio di Efeso (449): condannò il nestorianesimo. Il patriarca Dioscoro di Alessandria dichiarò ortodosso Eutiche;
  5. Concilio di Calcedonia (451): condannò la dottrina di Eutiche(monofisismo), affermò le due nature in Cristo, l'umana e la divina, adottò il Credo calcedoniano;
  6. Concilio di Costantinopoli II (553): confermò delle dottrine accettate nei precedenti concili, condannò di nuovi testi ariani, nestoriani e monofisiti, promulgò la formula Theopaschite;
  7. Concilio di Costantinopoli III (680-681): condannò il monotelismo e affermò che Cristo possiede volontà umana e divina;
  8. Concilio di Costantinopoli IV (691), detto anche Quinsextium("quinto e sesto") o Concilio in Trullo: si trattò di un concilio a carattere amministrativo che stabilì alcuni canoni di importanza locale e principi di disciplina ecclesiastica;
  9. Concilio di Costantinopoli V (754), detto anche Concilio di Hieria: condannò l'iconodulia;
  10. Concilio di Nicea II (787): condannò l'iconoclastia, ripristinò la venerazione delle icone;
  11. Concilio di Costantinopoli VI (869-870): dispose la deposizione del patriarca Fozio di Costantinopoli, atto non riconosciuto dalle Chiese orientali;
  12. Concilio di Costantinopoli VII (879-880): ristabilì Fozio comepatriarca di Costantinopoli, anatemizzò le alterazioni al Credo niceno-costantinopolitano e condannò l'uso del filioque.
  13. Concilio Lateranense I (1123);
  14. Concilio Lateranense II (1139);
  15. Concilio Lateranense III (1179);
  16. Concilio Lateranense IV (1215);
  17. Concilio di Lione I (1245);
  18. Concilio di Lione II (1274);
  19. Concilio di Vienne (1311-1312);
  20. Concilio di Costantinopoli VIII (1341-1351): accettò la teologiaesicastica secondo Gregorio Palamas e condannò il filosofo occidentalizzante Barlaam di Calabria.
  21. Concilio di Pisa (1409): non venne riconosciuto ufficialmente poiché non era stato convocato da un papa;
  22. Concilio di Costanza (1414-1418): risolse lo scisma d'Occidente, espresse dottrine conciliariste, condannò Jan Hus;
  23. Concilio di Siena (1423-1424): fu il punto più alto del conciliarismo;
  24. Concilio di Basilea, Ferrara e Firenze, (1431-1445): avanzò propositi di riunione con le chiese ortodosse, che in seguito non accettarono l'offerta. Venne trattata l'unione anche con altre chiese orientali;
  25. Concilio Lateranense V (1512-1517): tentò di riformare la Chiesa;
  26. Concilio di Trento (1545-1563, con interruzioni): reagì alle dottrine del calvinismo e luteranesimo ed operò una riforma della Chiesa;
  27. Concilio Vaticano I1870: sancì l'infallibilità papale;
  28. Concilio Vaticano II, (1962-1965): avanzò un rinnovamento dellaliturgia romana e l'uso delle lingue moderne; emanò decreti pastorali sulla natura della Chiesa e la sua relazione con il mondo moderno; trattò, inoltre, di teologia della comunione, di studi biblici, di ecumenismo e dialogo interreligioso. 4. La Chiesa ortodossaLa Chiesa ortodossa è la Chiesa cristiana che riconosce il primato d'onore al Patriarca ecumenico di Costantinopoli. La chiesa ortodossa si articola in una serie di Chiese autocefale, di norma eretti al rango dipatriacati. Il nome deriva dal fatto che la Chiesa ortodossa ritenga sussistere in sé la Chiesa universale fondata da Gesù Cristo, a cui appartengono tutti i battezzati, ritenendosi custode dell'originalecristianità efesina, rispetto alla Chiesa cattolica, della quale non riconosce in particolare le dottrine del primato papale, del celibato ecclesiastico, del purgatorio e della processione dello Spirito Santo dal Figlio. La Chiesa Ortodossa inoltre differisce dalla Chiesa Cattolica in quanto non ammette la grazia creata ma, piuttosto, crede che l'uomo sia reso partecipe delle energie divine increate.

    Le Chiese ortodosse più importanti sono quella greca, quella russa, quella serba, quella bulgara e quella rumena. Nel suo complesso l'Ortodossia è per dimensioni la terza maggiore confessione cristiana, vantando 250 milioni di fedeli, sia in Oriente che in Occidente.

    Si deve notare che le Chiese Ortodosse considerano in linea di massima eretica la Chiesa Cattolica per la dottrina del Filioque e per le innovazioni dogmatiche introdotte da papa Pio IX (infallibilità papaleImmacolata Concezione), mentre la Chiesa Cattolica considera le Chiese Ortodosse come scismatiche, non eretiche, a differenza di quanto avviene per esempio nei confronti delle Chiese Protestanti.

    I Sacramenti

    La Chiesa Ortodossa non ha mai definito dogmaticamente il numero ufficiale dei sacramenti, ma in tempi recenti ha riconosciuto di fatto i sette sacramenti della Chiesa Cattolica, ai quali aggiunge altri riti come la tonsura monastica, la benedizione delle acque, la consacrazione delle icone.
    In altre parole: la Chiesa Ortodossa a differenza della Chiesa Cattolica Romana , non distingue fra sacramenti e sacramentali . Distinzione questa conseguente alla scolastica .

    I sette sacramenti, detti anche misteri sono Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordine sacro, Matrimonio.

    Il Battesimo è il sacramento che apre la porta a tutti gli altri. A differenza della Chiesa Cattolica Romana che amministra il battesimo per infusione [anche se la Chiesa Romana prescrive come prima formula il battesimo per immersione e quello per infusione è l' "oppure", ovvero il secondo modo possibile. Infatti diversi movimenti cattolici, ad es. il Cammino Neocatecumenale, praticano il battesimo per immersione], gli Ortodossi praticano questo rito con tre immersioni integrali del candidato nel Fonte battesimale, e con la formula in terza persona "Il Servo di Dio N. viene battezzato nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo".

    La Cresima, equivalente della Confermazione occidentale, è l'unzione che segue immediatamente il Battesimo per donare al neofita lo Spirito Santo. Il rito è esteso su tutto il corpo con una serie di più unzioni col Crisma benedetto dal vescovo. A differenza della Chiesa latina, il ministro ortodosso della Confermazione è il sacerdote, il crisma é comunque consacrato da un vescovo.  L'Eucaristia, o Divina Liturgia, è il sacramento che perfeziona il legame di comunione con Cristo, mediante la partecipazione al suo Corpo e al suo Sangue in cui si trasformano il pane e il vino consacrati dal sacerdote. Questo processo, chiamato trasmutazione, è l'equivalente della transustanziazione cattolica ma non è definita dogmaticamente. L'Eucaristia é celebrata con pane di frumento fermentato e non azzimo e vino rosso mescolato con acqua tiepida all'interno di un calice. La Comunione è distribuita sempre sotto le due specie, rispettando alla lettera il comando di Cristo "Prendete e bevetene tutti".
    Per ricevere l'Eucaristia non si esige la capacità di distinguere il pane comune da quello trasmutato, tanto che la Comunione viene amministrata subito dopo il Battesimo.
    Mentre i cattolici identificano con le parole di Cristo all'ultima cena la formula del sacramento che compie la transustanziazione, al contrario gli ortodossi identificano la trasmutazione nella conclusione del canone eucaristico, cioè l'Epiclesi o invocazione dello Spirito Santo.

    La Penitenza o "Confessione" è molto simile all'equivalente occidentale, anche se ognuno deve confessarsi col proprio "padre spirituale" e in assenza del classico confessionale a grata, introdotto solo in Occidente. Inoltre la Confessione è priva del contesto legalistico peccato-pena tipicamente occidentale, vedendo nella Confessione piuttosto una terapia per l'anima. Infatti, a differenza che nella Chiesa Cattolica Romana il confessore non "assolve" il penitente dai peccati bensì recita una preghiera invocando il perdono divino.

    L'Unzione degli infermi è data liberamente anche a coloro che soffrono solo spiritualmente. Non è mai stata riservata solo all'ultima ora (come era nell'Estrema Unzione occidentale), ma al contrario è data anche a tutti i fedeli in occasioni in cui si richieda soccorso spirituale.

    L'Ordine è il sacramento che permette la nomina dei ministri della Chiesa, nei tre gradi di vescovo, presbitero e diacono. Solo il vescovo è eletto fra celibi (nella fattispecie monaci), mentre sacerdoti e diaconi possono esser scelti fra clero celibe e sposato indifferentemente, purché non siano persone in seconde nozze e non si sposino dopo l'ordinazione. I ministri sono eletti solo fra i maschi.

    Il Matrimonio è il sacramento che unisce un uomo e una donna in un vincolo indissolubile d'amore. Per questo è assolutamente monogamico ed eterosessuale. Neppure la morte di uno dei due coniugi scioglie il vincolo del matrimonio. Solo il vescovo può decidere di ammettere i suoi diocesani a seconde o terze nozze che peraltro vengono celebrate con austerità. Ove sia assolutamente venuto meno l'amore coniugale può ammettersi il divorzio.

    5. Chiese protestanti

    Il Protestantesimo è una forma di cristianesimo sorta nel XVI secolo dallaChiesa cattolica a seguito del movimento politico e religioso noto come "Riforma protestante", derivato dalla predicazione dei riformatori, fra i quali i più importanti sono Martin Lutero e Giovanni Calvino.

    La teologia

    Da un punto di vista teologico il protestantesimo si caratterizza per la varietà delle confessioni di fede e delle chiese, sebbene sia possibile individuare alcuni tratti comuni, fra i quali:

    • l'accentuazione del rilievo della Bibbia nello stabilire la regola della fede, rispetto alla tradizione della Chiesa (Sola Scriptura).
    • la dottrina della "giustificazione per sola fede", cioè il ritenere che la salvezza sia un dono gratuito di Dio, al quale l'uomo risponde con un atto di fede, piuttosto che un premio per le buone opere umane (Sola Fide)
    • l'idea che la natura umana sia intrinsecamente malvagia e meritevole di distruzione, ma che l'uomo si salvi grazie al sacrificio espiatorio di Gesù. (Sola Gratia)

    Vi sono anche altri argomenti teologici controversi, con risultati differenti a seconda delle confessioni. Fra questi:

    Un'altra caratteristica del Protestantesimo storico è stata l'accentuata dipendenza dallo Stato. Ciò è ancora vero per alcune monarchie nord europee, dove il luteranesimo è religione ufficiale, e in Inghilterra, dove il sovrano è anche supremo governatore della Chiesa anglicana. Ciò era particolarmente evidente in Germania, prima della dissoluzione dell'Impero, dove i principi protestanti avevano autorità sulle chiese locali simile a quella dei vescovi cattolici nelle loro diocesi. Pur riconoscendo che l'appoggio di poteri politici ha contribuito a rafforzare e difendere le chiese protestanti dai loro avversari, questa dipendenza è del tutto in via di superamento. Le chiese protestanti valorizzano oggi sempre più l'importanza della loro autonomia rispetto allo Stato non solo per non esserne manipolate (ed essere così strumento del potere) ma come sua istanza critica. Il Protestantesimo americano, in ogni caso, ha sempre sostenuto il valore della separazione delle chiese dallo Stato.  I sacramenti

    Nel Protestantesimo viene ridiscussa la natura dei sacramenti, e generalmente vengono considerati tali solo quelli di cui il Nuovo Testamento riporta un comando esplicito da parte di Gesù, cioè ilbattesimo, l'eucarestia e parzialmente la confessione. Gli altri segni vengono considerati riti ecclesiastici.

    Chiese protestanti in Italia

    Le confessioni protestanti tradizionali sono riunite in un organismo denominato Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e sono:

    Altre chiese, seppur di area protestante, ufficialmente si dichiarano esclusivamente di area evangelicale o pentecostale sottolineando in tal modo, la loro differenza con le chiese protestanti storiche in campo etico-dottrinale. Di queste chiese sono da citare:

    La Chiesa di Cristo, seppur sia a tutti gli effetti protestante-evangelicale, si dichiara ufficialmente non tale ma solamente cristiana.

    Molte delle chiese elencate, come segnalato, fanno parte dellaFederazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), altre sono riunite nella Alleanza Evangelica Italiana (AEI) o nell'Alleanza delle Chiese Evangeliche in Italia (ACEI), altre ancora non hanno alcun collegamento.  6. Cammino ecumenico

    Il Movimento ecumenico moderno incomincia col grande movimento missionario europeo dei secoli 18° e 19°, e con la domanda, "Come annunziare credibilmente, restando divisi, l'evangelo della riconciliazione?"

    È nell'ambiente protestante, estremamente frammentato, che sorgono i primi impulsi ad un dialogo tra diverse Chiese cristiane. La sua prima manifestazione di rilievo avviene nel 1910, data alla quale si fa di solito risalire la nascita del movimento ecumenico: a Edimburgo si tenne la Conferenza delle società missionarie, una riunione di associazioni protestanti che aveva lo scopo di coordinare l'attività missionaria delle Chiese protestanti, in seguito alla constatazione dei danni causati alla missione dalla divisione tra le Chiese. A Edimburgo non erano stati invitati né cattolici né ortodossi, tuttavia durante la seduta conclusiva un metodista inglese disse: «Aspetto con impazienza il giorno in cui avremo una conferenza nella quale ortodossi e cattolici romani potranno discutere con noi le questioni che riguardano il servizio di Cristo». Un'affermazione rivoluzionaria per l'epoca.

    La prima guerra mondiale ebbe tra le sue molteplici conseguenze anche quella di favorire una ricerca di maggiore unità tra i cristiani, già durante il conflitto. Un nuovo movimentoFede e Costituzione, di grande importanza per lo sviluppo dell'ecumenismo, fu fondato proprio subito dopo la guerra dal vescovo episcopaliano americano Charles Brent. La prima riunione di Fede e Costituzione avviene a Ginevra nel 1920, con la partecipazione di alcune Chiese protestanti, come l'anglicana, e alcune Chiese ortodosse. La Chiesa cattolica, pur invitata, declina l'invito: i tempi non erano ancora maturi.

    Vita e Azione è un altro movimento, il cui è animatore e iniziatore Nathan Soderblom, arcivescovo luterano in Svezia, le cui origini si rifanno ad alcuni contatti tra i cristiani dei paesi in conflitto durante la prima guerra mondiale. Caratteristica di questo movimento: tentare di realizzare una sorta di ecumenismo pratico, cioè mettere insieme, al lavoro su obiettivi comuni, cristiani di diversa provenienza, al fine di testimoniare la comune fede in Cristo in attività di assistenza sociale (dalla disoccupazione al sostegno alla famiglia, all'aiuto ai bambini e ai giovani bisognosi, al problema dell'alcolismo, fino alla promozione della pace).

    Ancora nell'estate del 1920 videro la luce altri due documenti importanti per la storia dell'ecumenismoIl primo fu una enciclica del patriarcato di Costantinopoli rivolta a tutte le Chiese cristiane del mondo. In questa enciclica il patriarcato formulava alcune proposte per favorire il dialogo nel reciproco rispetto, come, ad esempio, l'adozione di un calendario comune al fine di celebrare il Natale e la Pasqua nel medesimo momento (gli ortodossi celebrano infatti il Natale 12 giorni dopo il 25 dicembre), lo sviluppo di uno studio imparziale delle reciproche teologie nei seminari e nei libri, il rispetto delle usanze delle diverse Chiese, la regolazione del problema dei matrimoni misti e lo sviluppo di forme di mutua assistenza tra le Chiese nelle attività che hanno per oggetto il progresso religioso e la solidarietà sociale.

    Il secondo importante documento è una lettera che i vescovi della Chiesa anglicana indirizzarono 'a tutto il popolo cristiano', nella quale si affermava la necessità e l'impegno a lavorare per superare le divisioni tra i cristiani. «Noi riconosciamo - si legge nel documento - che tutti coloro che credono in Nostro Signore Gesù Cristo e che sono stati battezzati nel nome della Santa Trinità possiedono assieme a noi la qualità di membri della Chiesa universale del Cristo, la quale è il suo Corpo».

     

    Purtroppo il documento anglicano e l'enciclica ortodossa non sono riusciti a suscitare l'entusiasmo del mondo cristiano per il dialogo ecumenico. Tuttavia, una prima tappa deve essere registrata:

    Il Concilio Vaticano II (1962-1965) ha segnato una svolta epocale in molte cose, tra queste c'è senz'altro l'ecumenismo. A partire dal Concilio la gerarchia della Chiesa cattolica ha abbandonato la sua tradizionale posizione passiva, di attesa, limitata ad appelli rivolti ai non cattolici di ritornare all'interno della Chiesa cattolica e intraprende, invece, il cammino verso un incontro responsabile e rispettoso con gli altri fratelli cristianiPrima del Concilio la dottrina della Chiesa affermava che «la Chiesa di Cristo è la Chiesa cattolica», in tal modo non vi era alcuna possibilità di dialogo con i non cattolici, ai quali infatti erano rivolti soltanto inviti a ritornare nella Chiesa cattolica. Nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen Gentium, il Concilio ha ridefinito in modo radicalmente nuovo la Chiesa di Cristo, affermando che questa «sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui, ancorché al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità». La Chiesa di Cristo, quindi, è sì presente nella Chiesa cattolica, ma anche nelle altre Chiese cristiane, questo riconoscimento della dignità cristiana dei non cattolici è il presupposto fondamentale per lo sviluppo di ogni dialogo ecumenico.

    Ma l'atto ufficiale con il quale inizia l'impegno ecumenico della Chiesa cattolica è il decreto sull'ecumenismo, Unitatis Redintegratio. Per prima cosa si riconosce la validità del movimento ecumenico già esistente al di fuori della Chiesa cattolica, ma la cosa più importante è che l'ecumenismo viene considerato come un bisogno vitale in seno alla Chiesa cattolica e come il frutto di una vera conversione e di un vero rinnovamento della Chiesa: «Ecumenismo vero non c'è senza interiore conversione, poiché il desiderio dell'unità nasce e matura dal rinnovamento della mente, dall'abnegazione di se stessi e dal pieno esercizio della carità», in questo spirito diviene importante la preghiera per l'unità, «questa conversione del cuore e questa santità di vita - prosegue infatti il documento - insieme con le preghiere private e pubbliche per l'unità dei Cristiani, si devono ritenere come l'anima di tutto il movimento ecumenico». Ma impegno dei cattolici è anche lo studio per la conoscenza e il dialogo con i non cattolici: «Bisogna conoscere l'animo dei fratelli separati. A questo scopo è necessario lo studio, il quale deve essere condotto secondo la verità e con animo ben disposto. I cattolici debitamente preparati devono acquistare una migliore conoscenza della dottrina e della storia, della vita spirituale e liturgica, della psicologia religiosa e della cultura, propria dei fratelli. A questo scopo molto giovano i congressi, con la partecipazione di entrambe le parti (...) dove ognuno tratti da pari a pari (...). In questo modo si verrà a conoscere meglio il pensiero dei fratelli separati e a loro verrà esposta con maggiore precisione la nostra fede».  Il CEC

    Al di fuori della Chiesa cattolica, il cammino del movimento ecumenico ebbe una forte ripresa fin dalla fine della seconda guerra mondiale. Ad Amsterdam, nel 1948, 147 tra le Chiese protestanti, anglicane e ortodosse dettero vita al Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), «un'associazione fraterna di Chiese che accettano Nostro Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore», come dichiara la base da tutti condivisa. Il CEC non è e non intende essere una super-Chiesa o comunque una struttura ecclesiastica unificata indipendente dalle Chiese, le Chiese appartenenti al CEC mantengono ciascuna la propria identità religiosa, di tradizione e di dottrina.

    Nel 1969 papa Paolo VI andò in visita alla sede del CEC a Ginevra. Questo atto di apertura, a pochissimi anni dalla fine del Concilio, fece pensare a molti che anche la Chiesa Cattolica sarebbe entrata in breve tempo nel CEC, cosa però che non avvenne e non è ancora avvenuta. Tuttavia le relazioni tra la Chiesa Cattolica e il CEC sono andate sempre più sviluppandosi, principalmente con la Costituzione di commissioni comuni impegnate nello studio di aspetti specifici dell'ecumenismo.

    7. L’ecumenismo non è una questione che riguarda solo gli esperti

    Il decreto conciliare Unitatis redintegratio sottolinea quanto l’impegno ecumenico riguarda l’intera compagine cattolica. Il documento afferma che «la sollecitudine di instaurare l’unione riguarda tutta la Chiesa, sia i fedeli sia i pastori, e tocca ognuno secondo la propria capacità, tanto nella vita cristiana di ogni giorno quanto nelle ricerche teologiche e storiche» (UR, 5). I cristiani per esprimere vivamente quella unione con la quale sono già uniti tra loro hanno bisogno di una formazione ecumenica che permetta di risvegliare la propria identità cattolica, che costituisce il punto di partenza di ogni azione ecumenica, e permetta la conoscenza degli altri, indispensabile strumento per instaurare il dialogo. Una terza esigenza di tale formazione è il raggiungimento di una concezione del dialogo sostanzialmente corretta. Il rischio infatti è quello di cadere in un dialogo che cela lo spirito di relativismo, indifferentismo, spirito largamente diffuso nella nostra civiltà. Il vero dialogo ecumenico deve essere un dialogo nella carità e nella verità.

    Gli ambiti nei quali i fedeli laici hanno un ruolo fondamentale sono: l’educazione dei figli alla tolleranza e al rispetto degli altri e delle loro opinioni, oltreché a opzioni spirituali di riconciliazione e di pace.Ogni luogo dove esiste vita sociale e culturale è una ottima occasione di azione ecumenica. È da privilegiare lo studio comune delle questioni sociali ed etiche. Un caso tipico per l’impegno dei laici è poi quello dei matrimoni misti. Anche se molto difficili posso essere motivo di arricchimento per il movimento ecumenico. La preghiera in comune è infine il motere di propulsione dell’ecumenismo: la conversione del cuore, la santità di vita insieme alla preghiera privata e pubblica, sono da ritenersi l’anima di tutto il movimento ecumenico.

    L’ecumenismo coinvolge anche noi. A Spinazzola sono presenti oltre ad alcune persone islamiche, moltissimi cristiani di confessione ortodossa, si pensi alla massiccia presenza delle badanti, quasi tutte di nazionalità rumena, quasi tutte ortodosse e moltissime con famiglie appresso. La loro presenza tra noi sembra quasi compensare il vuoto creato da tanti spinazzolesi che hanno abbandonato l’amata città natale per trovare lavoro in altri luoghi.  Consideriamo anche il fatto che cresce il numero dei matrimoni misti, senza considerare le convivenze. Ormai fanno gli ortodossi fanno parte del nostro tessuto sociale, vivono con noi, nelle nostre case, si intrattengono sulle nostre piazze e lavorano con noi. Questo significa che non possiamo esimerci di condividere con loro anche la nostra fede. 

 

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