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La verità è una scelta…? PDF Stampa E-mail

Ascoltando l’ultimo cd di Luciano Ligabue, c’è una canzone il cui titolo, questa mattina, mi risuona nella mente più forte che mai

Ascoltando l’ultimo cd di Luciano Ligabue, c’è una canzone il cui titolo, questa mattina, mi risuona nella mente più forte che mai “La verità è una scelta”. Una scelta difficile, molto difficile, a quanto pare, al giorno d’oggi. Il fatto stesso che sia una scelta implica di per sé la presenza di altre possibilità. È come essere ad un bivio dinanzi al quale, pur intuendo quale possa essere la strada giusta, quella sicura, siamo tentati di seguirne un’altra. Magari perché è più breve, più facile da percorrere. O forse perché è quella che il “navigatore” (alzi la mano chi al giorno d’oggi non ne possiede uno!) ci suggerisce essere la migliore. E così, anziché battere sentieri da sempre percorsi e a noi più familiari, decidiamo di abbracciarne di nuovi. Salvo poi ritornare sui nostri passi laddove dovessimo accorgerci di aver sbagliato.

Ma perché scegliere la verità? Perché oggi non rappresenta più una scelta scontata? Forse che la scelta implichi l’assunzione di una responsabilità? L’assunzione di una consapevolezza? Un maggior impegno? Una maturità?

Eppure Gesù, nel vangelo di Giovanni dice che “la verità vi farà liberi”. E questa libertà, che l’uomo tanto ricerca, tanto desidera, non dovrebbe bastare da sola a guidarci, non dovrebbe essere lo stimolo più forte ad ispirare le nostre azioni? Il problema è che forse oggi siamo abituati a considerare questi due concetti, quello di verità e di libertà, onnicomprensivi, talmente vasti che alla fine non si sa più cosa essi significhino veramente. Siamo talmente pronti a combattere, a rivendicare immaginifiche ed immaginarie libertà da non saper più riconoscere cosa sia giusto e cosa no. Il concetto di limite è ormai divenuto un optional, quello di regola del tutto obsoleto. Oggi vantiamo solo diritti. Ed i doveri? Beh, quelli toccano sempre agli altri laddove dovessimo arrivare a prefigurarne qualcuno. E non deve stupirci se in questa confusione generale non sappiamo più compiere scelte.

A volte, proprio per il senso di responsabilità che sentiamo potrebbe avvolgerci, desidereremmo che fossero altri a farle al posto nostro. Deleghiamo ad altri il compito di essere protagonisti della nostra stessa vita. Ma a che prezzo? A quale costo? E la nostra libertà? La nostra esistenza? Può la paura di sbagliare o di soffrire o di star male essere talmente paralizzante da sopraffarci? Può l’incertezza del futuro essere così enigmatica da costringerci a rintanarci in un presente “mordi e fuggi”? Ed i nostri progetti, i nostri sogni, i nostri desideri…valgono davvero così poco?

Io scelgo. Scelgo di essere libera. Scelgo la verità. Sempre e comunque. Nel bene e nel male. Anche quando è faticosa, è dolorosa. Ma soprattutto quando mi permette di crescere, di realizzarmi, di diventare ciò che sono chiamata ad essere.

 

Stefania

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