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Storia PDF Stampa E-mail

La storia della chiesa dell’Annunziata di Spinazzola è piuttosto incerta. Essa sarebbe stata in origine una modesta cappella suburbana ampliata nel 1555 o 1565, in coincidenza con il ritorno dei Minori Conventuali nella cittadina murgiana. La ricostruzione della chiesa sarebbe terminata solo nel 1632, mentre al 20 marzo del 1657 risale la sua dedicazione, ad opera del vescovo di Venosa Giacinto Tauro. Nel corso del Novecento ha ricevuto diversi restauri; gli ultimi interventi, che hanno comportato tra l’altro la realizzazione di un nuovo tetto a capriate sulla navata centrale, risalgono al 2000.

            La facciata neoromanica della chiesa è frutto di una ricostruzione del 1921, come ricorda la data incisa sul fregio dell’architrave del portale. L’interno è a tre navate separate da archi a tutto sesto; le laterali sono coperte da volte a padiglione. Attualmente, in seguito ai pesanti interventi novecenteschi, la chiesa si presenta quasi del tutto spoglia della sua veste barocca; degli altari laterali, un tempo numerosi, ne restano soltanto due, peraltro recenti. Tuttavia rimangono alcuni arredi a testimoniare della passata ricchezza di questo interno. Lungo la parete della navata sinistra, resti di affreschi difficilmente decifrabili pertinenti probabilmente alla chiesa primitiva; sotto un arco, dipinto murale raffigurante laMadonna in trono col Bambino tra i santi Antonio di Padova e Pietro. Nella terza campata, bella tavola con l’Annunciazione, un tempo pala dell’altar maggiore; sulla parete di fondo della navata, tela mistilinea raffigurante I santi Gioacchino e Anna con Maria bambina. In posizione speculare nella navata destra, altra Annunciazione su tela; in una nicchia lungo la parete, statua lignea di Sant’Antonio di Padova col Bambino. L’originario altar maggiore, collocato sulla parete di fondo del coro, andò distrutto nel 1960, sostituito da uno in marmi policromi proveniente dalla chiesa napoletana di Sant’Anastasia, anch’esso successivamente smembrato; alcuni elementi di questo furono impiegati per realizzare l’altare coram populo, l’ambone e la base per il tabernacolo, mentre altre parti si trovano nell’attiguo convento. Sulla parete di fondo del coro, magnifico Crocifisso ligneo.

            Altri arredi di notevole interesse sono conservati nel convento; tra gli altri, grande tela raffigurante la Madonna del Rosario col Bambino e i santi Domenico e Caterina da Siena, con alcuni dei “misteri” del Rosario rappresentati sulle falde di un baldacchino retto da angeli, tela firmata e datata da Giuseppe Musso nel 1751; statua lignea policroma della Madonna del Monserrato col Bambino, opera che ricorda la lunga presenza in questa chiesa dell’antica confraternita del Monserrato, attualmente estinta; pregevole calicein argento, lavoro dell’argentiere napoletani Vincenzo Buonomo, dell’ottavo decennio del Settecento.

            Lo slanciato campanile, che sorge sul luogo dell’originaria torre campanaria, venne edificato nel 1932, come testimoniato dall’epigrafe apposta alla base.

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