6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
| Commento al Vangelo di Domenica 12 Settembre 2010 |
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Ci sarà gioia in cielo per un solo peccatore che si converte. + Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,1-32) Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Commento a cura di P. Nicola Rosa Il Vangelo della XXIV domenica del Tempo Ordinario ci presenta una pagina nota dell’evangelista Luca, che tante volte anche noi abbiamo, ascoltato o letto e che tanto studio è stato fatto. Ciò che maggiormente viene messo in risalto è il vivere la gioia, il pastore per aver ritrovato la pecorella smarrita, la donna la moneta persa, il padre per aver riabbracciato il figlio che “rientrato in se stesso” ritorna alla sua casa. Una gioia che non è goduta in un modo egoistico ma viene condivisa con gli amici, i vicini di casa, facendo festa in casa. Dio è rivelato attraverso queste parabole come colui che desidera ardentemente la gioia del cuore degli uomini. Francesco d’Assisi, giullare del Signore, diffonde intorno a se l’Amore che Dio ha per gli uomini esprimendolo attraverso la gioia del cuore, così come Maria all’annuncio dell’Angelo magnificò il Signore per aver compiuto grandi cose nella vita della sua serva, perché ha guardato l’umiltà, Elisabetta gioisce nel sentire al voce di Maria e il suo bambino esulto nel suoi grembo riconoscendo la presenza del Signore. Nella nostra vita quanto riusciamo ad esprimere la gioia per la presenza del Signore? o ci lasciamo animare dalla tristezza del cuore, dalla noia, dalla pigrizia di non “cercare” più quanto ci smarriamo. Dimenticando che Dio è quel Padre che ci Ama e continua ad attendere che noi, ogni peccatore, sappia “rientrare in se stesso” e riprendere la strada della casa per “far festa”. Questa è la verità che Gesù ha rivelato di Dio, essere un Padre amoroso che sa sedersi a tavola con i peccatori per ridonargli la vera identità di figli e costruire una mondo d’amore, di giustizia e di pace. Se anche noi accogliamo ogni giorno sempre di più il Signore nella nostra vita tanto più la nostra esistenza si riempie di gioia, la vera gioia, che ha è sue radici più profonde nell’Amore. |
Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì