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Da laici cristiano nella vita sociale e politica PDF Stampa E-mail

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA

1.    Tempo di raccoglimento e di silenzio

2.    Canto d'inizio

Se voi avete fame (Nella Casa del Padre, L5).

 

  1. 3. Saluto e monizione
  2. 4.

Presidente Nei nome dei Padre e del Figlio

e dello Spirito Santo.

Tutti         Amen.

P. La pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo, sia con tutti voi.

T.    E con il tuo spirito.

P.    Fratelli e sorelle, la nostra azione di preghiera non può essere limitata ai problemi più gravi e urgenti del­la società; anzi, ben oltre l'intimismo che può illudere

il     sentimento religioso, l'azione dei cristiano nei mon­do deve vincere la seduzione degli idoli e dei falsi as­soluti. Ma ciò può avvenire solo riconoscendo la re­galità dei Figlio d Dio nella storia universale e invo­cando insieme la venuta del suo Regno.

 

4.    Orazione

P.    Preghiamo.

 

O  Dio, nostro Padre, che in Cristo, tua Parola vivente, ci hai dato il modello dell'uomo nuovo, fa' che io Spirito Santo ci renda non solo uditori, ma realizzatori del Vangelo, perché tutto il mondo ti conosca e glorifichi il tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te,

nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

T.    Amen.

 

5. Lettura biblica lPt 2,11-17

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Comportatevi come uomini liberi

Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all'ani­ma. La vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile, perché mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio nel giorno del giudi­zio.

State sottomessi ad ogni istituzione umana per amore del Signore: sia ai re come sovrano, sia ai governatori co­me ai suoi inviati per punire i malfattori e premiare i buoni. Perché questa è la volontà di Dio: che, operando il bene, voi chiudiate la bocca all'ignoranza degli stolti. Comportate­vi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio.

Onorate tutti, amate i vostri fratelli, temete Dio, onorate il re.

 

Parola di Dio.

 

6.                                                                    Salmo responsoriale SaI 144

Rot  I/tuo regno e regno di tutti i secoli.

O     Dio, mio re, voglio esaltarti

e benedire il tuo nome

in eterno e per sempre.

Ti voglio benedire ogni giorno,

lodare il tuo nome. ~

 

Paziente e misericordioso è il Signore,

lento all'ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti,

la sua tenerezza si espande su tutte le creature. ~

 

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

Dicano la gloria dei tuo regno

e parlino della tua potenza. ~

 

il     tuo regno è regno di tutti i secoli,

il     tuo dominio si estende ad ogni generazione.

il     Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto. ~

7. Vangelo Gv 17,12-21

+ Dal vangelo secondo Giovanni

Anch'io li ho mandati nel mondo

In quel tempo, Gesù pregò così: Padre, quand'ero con loro, io conservavo nei tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il fi­glio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono dei mondo, come io non sono del mondo.

Non chiedo che tu li tolga dai mondo, ma che li custodi­sca dal maligno. Essi non sono dei mondo, come io non so­no dei mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nei mondo, anch'io li ho mandati nei mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità.

Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una sola cosa, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

 

Parola del Signore.

 

8.    Omelia

Silenzio di meditazione

Testi di commento

Dalla Lettera del santo padre Giovanni Paolo Il ai Vescovi italiani (6 gennaio 1994), n. 6

I laici cristiani non possono dunque, proprio in questo decisivo momento storico, sottrarsi alle loro responsabilità. Devono piuttosto testimoniare con coraggio la loro fiducia in Dio, Signore della storia, e il loro amore per l'Italia attraverso una presenza uni­ta e coerente e un servizio onesto e disinteressato nel campo so­ciale e politico, sempre aperti a una sincera collaborazione con tutte le forze sane della nazione.

 

Dall'Esortazione apostolica post-sinodale Christifideles laiCi di Giovanni Paolo Il, n. 42

Per animare cristianamente l'ordine temporale, nel senso det­to di servire la persona e la società, i fedeli laici non possono affat­to abdicare alla partecipazione alla “politica”, ossia alla molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale, destinata a promuovere organicamente e istituzional­mente il bene comune. Come ripetutamente hanno affermato i Padri sinodali, tutti e ciascuno hanno diritto e dovere di partecipa­re alla politica, sia pure con diversità e complementarità di forme, livelli, compiti e responsabilità. Le accuse di arrivismo, di idolatria del potere, di egoismo e di corruzione che non infrequentemente vengono rivolte agli uomini del governo, del parlamento, della classe dominante, del partito politico; come pure l'opinione non poco diffusa che la politica sia un luogo di necessario pericolo mo­rale, non giustificano minimamente nè lo scetticismo nè l'assen­teismo dei cristiani per la cosa pubblica.

Una politica per la persona e per la società trova il suo criterio basilare nel perséguimento del bene comune, come bene di tutti gli uomini e di tutto l'uomo, bene offerto e garantito alla libera e re­sponsabile accoglienza delle persone, sia singole che associate.

Inoltre, una politica per la persona e per la società trova la sua linea costante di cammino nella difesa e nella promozione della giustizia, intesa come “virtù” alla quale tutti devono essere edu­cati e come “forza” morale che sostiene l'impegno a favorire i di­ritti e i doveri di tutti e di ciascuno, sulla base della dignità perso­nale dell'essere umano.

Nell'esercizio del potere politico è fondamentale lo spirito di servizio, che solo, unitamente alla necessaria competenza ed efficien­za, può rendere “trasparente” o “pulita” l'attività degli uomini po­litici, come del resto la gente giustamente esige. Ciò sollecita la lotta aperta e il deciso superamento di alcune tentazioni, quali il ri­corso alla slealtà e alla menzogna, lo sperpero del pubblico dena­ro per il tornaconto di alcuni pochi e con intenti clientelari, l'uso di mezzi equivoci o illeciti per conquistare, mantenere e aumentare ad ogni costo il potere.

Stile e mezzo per il realizzarsi d'una politica che intenda mira­re al vero sviluppo umano è la solidarietà: questa sollecita la par­tecipazione attiva e responsabile di tutti alla vita politica, dai singoli cittadini ai gruppi vari, dai sindacati ai partiti: insieme, tutti e cia­scuno, siamo destinatari e protagonisti della politica.

 

Dalla Lettera a Diogneto (n. 5)

I cristiani sono uomini come gli altri: non si distinguono per il paese in cui vivono nè per la lingua che parlano nè per le abitudini di vita. Non si isolano in città loro nè usano particolari linguaggi: la stessa vita che conducono non ha niente di strano. La loro dottrina non nasce da disquisizioni di intellettuali né seguono, come tanti fanno, una filosofia frutto del pensiero umano. Abitano in città greche o barbare, dovunque loro capiti di vivere, e si adattano alle tradizioni locali nel vestire, nel mangiare e negli usi di ogni giorno; meravigliano tutti per il loro modo di stare insieme, che ha dello straordinario. Abitano nella propria patria ma come fossero stranieri; adempiono con lealtà ai loro doveri di cittadini ma sono trattati come forestieri. Ogni terra straniera per loro è patria ed ogni patria è terra straniera. Si sposano come tutti, hanno dei figli ma non abbandonano i neonati. Hanno in comune la mensa, ma non le donne.

Sono uomini ma non agiscono seguendo il proprio interesse o il proprio egoismo. Dimorano sulla terra ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi dello Stato ma con la loro vita

vanno oltre la legge. Amano tutti e da tutti sono perseguitati: non sono compresi ed apprezzati e tutti li condannano.

Vengono uccisi, ma dalla morte traggono vita; sono poveri, ma arricchiscono molti; non hanno nulla, ma posseggono tutto.

 

 

9.    Segno liturgico ed ecclesiale

Le domeniche del mese richiamano le comunità cristiane ad al­cune particolari intenzioni ed impegni: la giornata di sensibilizza­zione al sostegno economico della Chiesa (6 novembre), la giorna­ta nazionale del ringraziamento (13 novembre), la giornata mon­diale delle migrazioni insieme con la solennità di Cristo Re (20 no­vembre).

I pastori d'anime potranno individuare alcune opportune mo-. dalità per megliQ sensibilizzare i fedeli su questi temi e per invitarli a un impegno di servizio più deciso in chiara prospettiva di solida­rietà cristiana.

10. Preghiera dei fedeli

P. Uniamo le nostre voci in una sola preghiera perché, in forza del dono dello Spirito Santo, si realizzi l'ar­dente attesa di un mondo rinnovato nella verità, nella giustizia, nell'amore.

T. Dona libertà e pace ai nostri giorni, o Signore.

Lett. Per tutti i credenti impegnati nelle responsabilità fami­liari e sociali, perché dalla loro fede traggano la forza di una coerente testimonianza cristiana, preghia­mo ~

 

-      Perché i fedeli laici, ciascuno secondo la propria vocazione, contribuiscano fattivamente alla ricerca

e alla realizzazione del bene comune, preghiamo ~

 

-      Perché nell'esercizio del potere politico sia sempre presente lo spirito di servizio, insieme con una competente efficienza e una trasparente moralità, preghiamo ~

 

-      Per i genitori e tutti gli educatori,

perché, mediante la loro coerenza personale, trasmettano ai giovani il valore dell'onestà professionale e della solidarietà sociale, preghiamo ~

T.    Padre nostro

 

13.  Canto finale

Com'è bello (Nella Casa del Padre, 105).

 

 

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