6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
| GIUSTIZIA E PACE TRA LE NAZIONI |
|
|
|
|
CELEBRAZIONE DELLA PAROLA
1. Tempo di raccoglimento e di silenzio
2. Canto d'inizio
Lo Spirito di Dio (CP 88).
3. Saluto e monizione
P. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen. P. La grazia di Dio nostro Padre, la salvezza di Gesù Cristo nostra pace e la forza dello Spirito Santo nostra vita, siano con tutti voi.
T. E con il tuo spirito.
P. Fratelli e sorelle, anche in questo tempo estivo ci sentiamo convocati dall'appello alla grande preghiera del popolo italiano, voluta dal santo padre Giovanni Paolo Il. Siamo radunati per meditare sull'esigenza di giustizia e di pace fra tutte le nazioni e per pregare perché i popoli diversi superino le loro divisioni e le tante ingiustizie che affliggono vasta parte dell'umanità. In questo nostro tempo gli incontri tra persone di diversa nazionalità sono enormemente facilitati e permettono di comprendere quanto siano profonde e genuine le aspirazioni di tutti alla giustizia e alla pace e quanto sia assurdo che persistano tante contrapposizioni e tante povertà, che umiliano la dignità della persona umana. Illuminati dalla nostra fede, noi sappiamo che Dio ama tutti come figli e che a tutti gli uomini di buona volontà dona la sua pace. Per questo a lui innalziamo la nostra supplica. 4. Orazione
P. Preghiamo. O Padre, per la tua benevolenza la creazione continua e sorge il sole sui buoni e sui cattivi: libera l'uomo dal peccato che lo separa da te e lo divide in se stesso; fa' che, nell'armonia interiore creata dallo Spirito, diventiamo operatori di pace e testimoni del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. T. Amen.
5. Lettura biblica Is.15 32,15-18 Dal libro del profeta Isaia
Il mio popolo abiterà nella pace
In quel giorno, in noi sarà infuso uno spirito dall'alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino. Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri. Parola di Dio.
Oppure: Is 9,1-6 Gen 1,27-2,13
6 Salmo responsoriale Sai 85, 8; 9; 10; 1142; 1344
Rit. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Ù Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli. ~.
La sua salvezza è vicina a chi lo teme e la sua gloria abiterà la nostra terra. ~.
Misericordia e verità s'incontreranno, giustizia e pace si baceranno. La verità germoglierà dalla terra e la giustizia si affaccerà dal cielo. ~.
Quando il Signore elargirà il suo bene, la nostra terra darà il suo frutto. Davanti a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza. ~.
7. Vangelo Lc 16,19-31 Dal vangelo secondo Luca
Hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro i mali; ora lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'interno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costi si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi.
Parola del Signore.
Oppure: Lc 1,46-55 Lc 12,15-21
8. Omelia
Silenzio di meditazione
Testi di commento
Dalla costituzione pastorale Gaudium et spes del concilio ecumenico Vaticano Il sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, n. 78
La natura della pace La pace non è la semplice assenza della guerra, nè può ridursi al solo rendere stabile l'equilibrio delle forze contrastanti, nè è effetto di una dispotica dominazione, ma essa viene con tutta esattezza definita “opera della giustizia” (Is 32,7). È il frutto dell'ordine impresso nell'umana società dal suo fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta. Poiché infatti il bene comune del genere umano è regolato, ~, nella sua sostanza, dalla legge eterna, ma è soggetto, con il progresso del tempo, per quanto concerne le sue concrete esigenze, a continue variazioni, la pace non è stata mai stabilmente raggiunta, ma è da costruirsi continuamente. Poiché inoltre la volontà umana è labile e ferita per di più dal peccato, l'acquisto della pace esige il costante dominio delle passioni di ognuno e la vigilanza della legittima autorità. Tuttavia questo non basta. Tale pace non si può ottenere sulla terra se non è tutelato il bene delle persone e se gli uomini non possono scambiarsi con fiducia e liberamente le ricchezze del loro animo e del loro ingegno. La ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli altri popoli e la loro dignità, e l'assidua pratica della fratellanza umana sono assolutamente necessarie per la costruzione della pace. In tal modo la pace è frutto anche dell'amore, il quale va oltre quanto è in grado di assicurare la semplice giustizia. La pace terrena, che nasce dall'amore del prossimo, è immagine ed effetto della pace di Cristo, che promana da Dio Padre. Il Figlio incarnato infatti, principe della pace, per mezzo della croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio e, ristabilendo l'unità di tutti in un solo popolo e in un solo corpo, ha ucciso nella sua carne l'odio e, nella gloria della sua risurrezione, ha diffuso lo Spirito di amore nel cuore degli uomini. Pertanto tutti i cristiani sono pressantemente chiamati a “praticare la verità nell'amore” (Ef 4,15), e a unirsi agli uomini sinceramente amanti della pace per implorarla e per attuarla. Mossi dal medesimo Spirito, noi non possiamo non lodare coloro che, rinunciando alla violenza nella rivendicazione dei loro diritti, ricorrono a quei mezzi di difesa che sono, del resto, alla portata anche dei più deboli, purché ciò si possa fare senza pregiudizio dei diritti e dei doveri degli altri o della comunità. Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo, ma in quanto riescono, uniti nell'amore, a vincere il peccato, essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina: “Con le loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo prenderà più le armi contro un altro popolo, nè si eserciteranno più per la guerra” (Is 2,4).
Dal trattato L'ideale perfetto del cristiano di san Gregorio di Nissa, vescovo (PG 46>259-262)
Abbiamo Cristo che è la nostra pace “Egli è la nostra pace, colui che ha fatto di due un popolo solo” (Ef 2,14). Pensando che Cristo è la pace, noi dimostreremo di portare degnamente il nome di cristiani, se per mezzo di quella pace che è in noi, esprimeremo Cristo con la nostra vita. Egli uccise l'inimicizia (cf. Ef 2,16), come dice l'Apostolo. Non dobbiamo dunque assolutamente permettere che essa riprenda vita in noi, ma mostrare chiaramente che è del tutto morta. Non risuscitiamola di nuovo dopo che è stata uccisa da Dio per la nostra salute, non adiriamoci a rovina delle nostre anime e non richiamiamo alla memoria le ingiurie subite, non commettiamo l'errore di riportare all'esistenza colei che è fortunatamente estinta. Siccome possediamo Cristo che è la pace, così uccidiamo l'inimicizia per praticare nella nostra vita la fede in lui. Egli abbatté in se stesso il muro che divideva i due uomini, ne fece uno solo, ristabilendo la pace non soltanto con quelli che ci combattono dal di fuori, ma anche con quelli che suscitano contese in noi stessi. Co~ la carne non potrà avere più desideri contrari allo spirito e lo spirito desideri contrari alla carne, ma la prudenza della carne sarà soggetta alla legge divina. Allora, ricostituiti in un uomo nuovo e amante della pace e, da due, fatti un uomo solo, diventeremo dimora della pace. La pace è la concordia fra due esseri contrastanti. Quindi ora che è stata eliminata la guerra interna della nostra natura, coltiviamo in noi la pace, allora noi stessi diverremo pace e dimostreremo che questo appellativo di Cristo è vero e autentico anche in noi.
9. Segno liturgico
Si potrebbe proporre un tempo di digiuno di solidarietà, raccogliendo eventualmente quanto si è risparmiato per devolverlo a una iniziativa di pace. Ciò può essere accompagnato dall'ascolto di qualche testimonianza di persone che, come volontari o missionari, manifestano il loro impegno nelle terre sconvolte dalla guerra o dalle violenze. Anche l'approfondimento di qualche tematica legata all'educazione alla pace, alla mondialità, alla non-violenza, può trovar posto in un breve spazio della celebrazione.
10. Preghiera dei fedeli
P. Uniamo le nostre voci in una sola preghiera, perché si realizzi l'ardente attesa di un mondo rinnovato nella verità, nella giustizia e nell'amore.
T. Da' libertà e pace ai nostri giorni, o Signore.
Lett. Dio, giusto e misericordioso, conferma in noi la fede nella vittoria del Cristo sul peccato e sulla morte, perché non ci arrendiamo mai alle forze del male. Noi ti preghiamo. ~.
- Fa' che le immense risorse della terra e dell'ingegno umano non siano disperse negli sprechi e nelle armi di distruzione e morte, ma utilizzate per sollevare le moltitudini che gemono nella miseria e nella fame. Noi ti preghiamo. ~.
- Tocca il cuore di pietra di coloro che in ogni parte del mondo opprimono, vendono, uccidono i propri fratelli; accogli con te le vittime innocenti di tutte le stragi e tutti i caduti per la causa della libertà e della giustizia. Noi ti preghiamo. ~.
- Fa' che la pace e i giovani camminino insieme, perché il volto giovane della pace e il volto pacifico dei giovani siano garanzia di un sicuro domani per l'umanità. Noi ti preghiamo. ~.
- Aiutaci a non nominare invano il nome della pace, per esserne promotori e testimoni con gesti concreti e coerenti nella quotidianità della vita. Noi ti preghiamo. ~.
- Tu che nel patriarca Abramo hai benedetto tutte le nazioni della terra, fa' che quanti ti riconoscono Creatore e Signore, formino una sola famiglia. Noi ti preghiamo. ~.
11. Preghiera per l'Italia
Vedi sopra, pp. 17-18
12. Conclusione
P. Cristo nostro Redentore, che ci ha fatto dono della vera libertà, vi renda partecipi dell'eredità eterna. T. Amen. P. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. T. Amen.
13. Canto finale
Cieli e terra nuova (CP 4).
|
Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì