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IL DISCERNIMENTO EVANGELICO DELL'ORA PRESENTE PDF Stampa E-mail

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA

1.    Tempo di raccoglimento e di silenzio

2.    Canto di inizio

Uno degli inni di Pentecoste; ad esempio Lo Sprito di Dio (CP 8~).

3.    Saluto e monizione

P. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen.

P. La pace, la carità e la fede, da parte di Dio Padre

e del Signore nostro Gesù Cristo, sia con tutti voi.

T. E con il tuo spirito.

P. La grande preghiera del popolo italiano ci raduna anco­ra per un tempo di riflessione e di supplica corale. Per orientare il nostro cammino, come quello dell'intero paese, è necessario lasciarci illuminare dalla luce dello Spirito Santo, dono pentecostale che assicura anche oggi il discernimento delle coscienze e della storia. Facciamoci guidare, fratelli e sorelle, dalla parola di Dio per riconoscere le nostre responsabilità nell'ora presente.

 

4.    Orazione

P. Preghiamo.

 

O  Dio nostro Padre, tu ci hai creati a tua immagine, facendoci dono della libertà e della verità; sostieni il nostro itinerario di fede in mezzo ai pericoli che ci insidiano; e a noi, che confessiamo le nostre colpe, concedi di riconoscere la tua misericordia, che ci chiama alla fedeltà nel cammino che conduce alla vita senza fine. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

U.

5. Lettura biblica Eb 4,12-13

Dalla lettera agli Ebrei

La parola di Dio scruta i sentimenti e i pensieri del cuore

Fratelli, la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divi­sione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e sco­perto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.

Parola di Dio

 

Oppure: Ne 8,142; Ef 6,1O-l8

 

6.Salmo responsoriale Sal 118, 105-112

 

Rit   Lampada ai miei passi è la tua parola, Signore.

 

Lampada per i miei passi è la tua parola,

luce sul mio cammino.

Ho giurato, e lo confermo,

di custodire i tuoi precetti di giustizia. ~.

 

Sono stanco di soffrire, Signore,

dammi vita secondo la tua parola.

Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,

insegnami i tuoi giudizi.

 

La mia vita è sempre in pericolo,

ma non dimentico la tua legge.

Gli empi mi hanno teso i loro lacci,

ma non ho deviato dai tuoi precetti.

 

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,

sono essi la gioia del mio cuore.

Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,

in essi è la mia ricompensa per sempre.

 

7. Vangelo Gv 16,7-15

+ Dal vangelo secondo Giovanni

Lo Spirito vi guiderà alla verità tutta intera

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà”.

 

Parola del Signore.

 

  1. 8. Omelia

Silenzio di meditazione

Testi di commento

Dalla lettera del santo padre Giovanni Paolo Il ai vescovi d'Italia (6 gennaio 1994), nn. 4-7)

All'Italia, in conformità alla sua storia, è affidato in modo spe­ciale il compito di difendere per tutta l'Europa il patrimonio religio­so e culturale innestato a Roma dagli apostoli Pietro e Paolo. Di questo preciso compito dovrà avere chiara consapevolezza la so­cietà italiana nell'attuale momento storico, quando viene compiuto il bilancio politico del passato, dal dopoguerra ad oggi.

A tale bilancio non possiamo rimanere estranei o indifferenti, perché, come pastori animati da profondo amore per il bene vero e integrale dell'uomo e della società, siamo chiamati a “discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui il po­polo di Dio prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio” (Gaudium et spes li)...

Certamente oggi è necessario un profondo rinnovamento so­ciale e politico. Accanto a coloro che, ispirandosi ai valori cristiani, hanno contribuito a governare l’Italia nel corso di quasi mezzo se­colo, acquistando innegabili meriti verso il paese e il suo sviluppo, non sono mancate purtroppo persone che non hanno saputo evi­tare addebiti anche gravi: persone, in particolare, che non sempre sono state capaci di contrastare le pressioni sia delle forze che spingevano verso un eccessivo statalismo, sia di quelle che cer­cavano di far prevalere i propri interessi sul bene comune. Alcuni, inoltre, sono accusati di aver violato le leggi dello stato

Un bilancio onesto e veritiero degli anni dal dopoguerra ad oggi non può dimenticare, però, tutto ciò che i cattolici, insieme ad altre for­ze democratiche, hanno fatto per il bene dell’Italia. Non si possono di­menticare cioè tutte quelle significative realizzazioni che hanno porta­to l’Italia ad entrare nel numero dei sette paesi più sviluppati del mon­do, nè si può sottovalutare o scordare il grande merito di avere salvato la libertà e la democrazia. Tanto meno si può accettare l'idea che il Cri­stianesimo, e in particolare la dottrina sociale della Chiesa, con i suoi contenuti essenziali ed irrinunciabili, dopo tutto un secolo dalla Rerum novarum al concilio Vaticano Il e alla Centesimus annus, abbiano ces­sato di essere, nell'attuale situazione, il fondamento e l'impulso per l'impegno sociale e politico dei cristiani...

Se la situazione attuale sollecita il rinnovamento sociale e po­litico, a noi Pastori tocca richiamarne con forza i necessari presup­posti, che si riconducono al rinnovamento delle menti e dei cuori, e dunque al rinnovamento culturale, morale e religioso (cf. Verita­tis splendor 98).

Proprio qui si colloca la nostra missione pastorale: dobbiamo chiamare tutti ad uno specifico esame di coscienza. Questo è un bilancio non solo di carattere politico, ma anche e soprattutto di carattere culturale ed etico. È necessario allora aiutare tutti a libe­rare tale bilancio dagli aspetti utilitaristici e congiunturali, come pu­re dai rischi di una manipolazione dell'opinione pubblica.

 

Dall'omelia del santo padre Giovanni Paolo lI nella celebrazione eucaristica con i vescovi del Consiglio permanente presso la tomba dell'apostolo Pietro (15 marzo 1994), n. 8.

Successivamente nel continente europeo iniziarono i tempi dell'allontanamento dal cristianesimo: fu un allontanamento piutto­sto radicale. È una constatazione che riempie la Chiesa di dolore, ma non le toglie la speranza. Essa sa infatti che è Cristo, e lui solo, ad aver parole di vita eterna: solo lui è capace di soddisfare le aspira­zioni più profonde della ragione e del cuore umano.

Nel rievocare il periodo degli “abbandoni”, non si può, tuttavia, non rilevare la potenza del bene che emersa in mezzo a quelle molteplici forme di male, presenti nella storia d'Europa negli ultimi se­coli, e soprattutto in quello corrente. A fronteggiare radicali pericoli sono sor>i testimoni altrettanto radicali di Cristo. E l’Italia è patria di molti fra questi: penso a san Paolo della Croce, sant’Alfonso Maria de' Liguori, san Giovanni Bosco. Ricordiamo pure il grande numero di santi e di beati di questo secolo. S'avverte ben presente, anche ai nostri tempi, il poderoso soffio dello Spirito Santo che rinnova la Chiesa mediante associazioni e movimenti sorti di recente. Molti di essi sono nati proprio qui, in Italia.

Il programma di san Paolo: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12,21) è diventato il programma di questa nostra epoca. Quando dopo la seconda guerra mondiale si è delineato il programma della ricostruzione dell'Europa, in esso hanno avuto una parte importante due cristiani quali A. De Gaspe­ri e quella figura carismatica che fu il sindaco di Firenze G. La Pira.

10.  Segno liturgico

Se si è in prossimità di Pentecoste, si può accendere un fuoco che arderà per i successivi momenti di preghiera. Oppure si può valorizzare qualche elemento iconografico dell'aula in cui si prega (chiesa, oratorio, santuario, ecc.) mettendo in rilievo il collegamento con il tempo liturgico e con il dono dello Spirito Santo, luce per il vero discernimento ecclesiale. Un altro elemento da valorizzare può essere una icona mariana.

Si può anche sostare per un breve esame di coscienza, condotto sui temi delle letture bibliche e dei testi di commento, eventualmente ar­ricchiti con altri contributi.

11.  Preghiera dei fedeli

P. Uniamo le nostre voci in una sola preghiera, perché nella luce della Pasqua lo Spirito doni a noi, discepoli del Risorto, di essere disponibili al rinnovamento del cuore e della vita.

  1. I. Donaci il tuo Spirito, o Signore.

 

Lett             Dio, giusto e misericordioso:

conferma in noi la fede nella vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, perché non ci arrendiamo mai alle forze del male. Noi ti preghiamo..

 

-   Da te viene la misericordia e la pace:

accogli la confessione delle nostre colpe, con cui abbiamo tradito

l'eredità di fede che ci è stata tramandata e rinnovaci con la potenza del tuo Spirito. Noi ti preghiamo.

 

-   La tua parola, o Signore, è lampada ai nostri passi:

donaci di aprirci con disponibilità all'ascolto di quanto hai rivelato al tuo popolo, perché illumini la nostra storia. Noi ti preghiamo.

 

-   Dio, nostro creatore e Padre, sei tu la fonte della verità:

donaci il tuo Spirito, perché diventiamo capaci di discernere i segni della tua presenza salvifica nelle vicende del nostro paese. Noi ti preghiamo.

 

-   Tu ci chiami ad essere annunciatori del tuo disegno di salvezza:

donaci il coraggio e la perseveranza per riconoscere e denunciare il male, che si oppone alla tua Legge di verità e di vita. Noi ti preghiamo.

 

T. Padre nostro

 

 

  1. 12. Preghiera di benedizione

P. Benedetto sei tu, Signore del cielo e della terra,

nella tua bontà hai offerto a noi Gesù, tua Parola vi­vente,

perché fosse luce sul cammino di tutti:

a chi riconosce le proprie infedeltà

tu doni un perdono generoso

ed offri sempre la grazia che dà forza nelle difficoltà della vita:

il tuo Spirito ci liberi dalle passate schiavitù e ci sostenga nella costruzione di una società più giu­sta e solidale.

A te gloria nei secoli.

Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

Oppure:

Preghiera per l'Italia

Vedi sopra a p. 17-18

13.  Conclusione

P. Cristo nostro Redentore,

che ci ha fatto dono della vera libertà,

vi renda partecipi dell'eredità eterna.

T. Amen.

P. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga. sempre.

T. Amen.

 

  1. 13. Canto finale

Uno degli inni di Pentecoste, ad esempio Luce divina (CP 89).

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