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Incontro di preghiera [2] PDF Stampa E-mail

Epi-fania:  La manifestazione di Dio.

CANTO    n°     121    “Laudato sii o mi Signore”

 

Introduzione:         La parola Epifania significa manifestazione del Signore. Sappiamo che possiamo conoscere con certezza Dio a partire dalla bellezza, dalla varietà, dalle meraviglie del mondo creato intorno a noi. L’uomo accoglie nel suo intimo questa conoscenza di Dio scoprendo in sé stesso i segni incontestabili della propria anima: il senso dell’infinito, il senso del bene morale, la sua apertura all’altro, il suo onnipresente senso religioso sono tutti segni evidenti della presenza di un’anima spirituale; l’uomo non può essere ridotto a sola materia.

 

( Un minutino di silenzio per riflettere su quanto appena letto )

Dunque Dio si manifesta alla sua creatura attraverso il creato. Tuttavia questo modo di conoscere il Signore è parziale: non ci permette pienamente di incontrarlo come amico o come stretto compagno di viaggio in questa vita. Il peccato, poi, oscura profondamente il senso religioso dell’uomo al punto che egli stesso si eleva al rango di Dio.

 

( Un altro minutino di silenzio per riflettere su quanto appena letto )

 

L’Amore infinito di Dio per ognuna delle sue creature porta a qualcosa che sconvolge non solo l’uomo, ma perfino il mondo celeste degli Angeli: Dio si manifesta all’uomo facendosi egli stesso uomo, spogliando sé stesso della favorevole condizione divina.

Così, all’uomo che si eleva superbamente al rango di dio, Dio contrappone il suo abbassarsi al rango di creatura: mentre l’uomo vuole diventare come Dio, Dio invece vuole diventare come l’uomo.

“Le mie vie non sono le vostre vie” dice Dio al profeta dell’Antico Testamento.

 

  • Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.  Amen.
  • O Dio, vieni a salvarmi.  Signore, vieni preso in mio aiuto.
  • Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli.    Amen.
  • Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua Divina Misericordia.

 

 

 

 

CANTO    n°     98     “Custodiscimi”

Prima lettura.          Dal libro della Genesi.

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: “È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino? ”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto!  Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei? ”.  Rispose: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”.

Riprese: “Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare? ”.

Rispose l’uomo: “La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato”. Il Signore Dio disse alla donna: “Che hai fatto? ”. Rispose la donna: “Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato”.

Allora il Signore Dio disse al serpente:

 

“Poiché tu hai fatto questo,

sii tu maledetto più di tutto il bestiame

e più di tutte le bestie selvatiche;

sul tuo ventre camminerai

e polvere mangerai

per tutti i giorni della tua vita.

Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe

e la sua stirpe:

questa ti schiaccerà la testa

e tu le insidierai il calcagno”.

 

Seconda lettura.    Dal libro del profeta Isaia.

Il Signore parlò ancora ad Acaz:  “Chiedi un segno dal Signore tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure lassù in alto”. Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta di stancare la pazienza degli uomini, perché ora vogliate stancare anche quella del mio Dio?  Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Poiché prima ancora che il bimbo impari a rigettare il male e a scegliere il bene, sarà abbandonato il paese di cui temi i due re. Il Signore manderà su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre giorni quali non vennero da quando Efraim si staccò da Giuda: manderà il re di Assiria”.

 

 

 

 

 

Terza lettura.       Dal Vangelo secondo Matteo.

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,

non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:

da te uscirà infatti un capo

che pascerà il mio popolo, Israele.

Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.

Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

 

Quarta lettura.             Dal Vangelo secondo Giovanni.

Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo? ”. Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

 

Riflettiamo e discutiamo insieme

  • Giuda, perplesso dal fatto che Gesù ha chiamato loro, gli apostoli, chiede:  “Perché ti manifesti a noi e non al mondo?”.

Gesù risponde: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

E’ tempo di fare un bilancio del nostro gruppo:  molte parrocchie e persone ultimamente ci “invidiano” perché dall’esterno vedono qualcosa di raro e insolito per i tempi nostri.

Noi invece, dall’interno, che possiamo dire del nostro gruppo?

Possiamo affermare insieme a Giuda che Gesù si è manifestato a noi?

Gesù è riuscito insieme al Padre a “venire a noi e a prendere dimora presso di noi”?

Che senso hanno davanti a Dio le molte prove e cadute che fino a oggi ha voluto farci carico (e che dall’esterno nessuno ha visto)?

CANTO    n°     99      “Dove due o tre”

  • Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.    Amen.

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