6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
| LA FAMIGLIA CRISTIANA ALLA SCUOLA DI NAZARET |
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CELEBRAZIONE DELLA PAROLA
I. Tempo di raccoglimento e di silenzio
2. Canto d'inizio Signore, vieni (Nella Casa del Padre, 12).
3. Saluto e monizione
Presidente Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Tutti Amen. P. lì Dio della speranza, che riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. P. La famiglia è la primaria risorsa per la vita della nazione e il suo rinnovamento alla scuola del Vangelo è un passaggio necessario per ricostruire un tessuto civile nella comunione e nella sperànza. Nella preghiera della famiglia, per la famiglia e con la famiglia, possiamo riscoprire e valorizzare l'identità autentica di questa realtà e metterla al servizio della promozione civile e cristiana del nostro Paese.
4. Orazione P. Noi ti lodiamo e ti benediciamo, o Padre, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra. Fa' che mediante il tuo Figlio Gesù Cristo, nato da Donna per opera dello Spirito Santo, ogni famiglia diventi un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano. Fa' che il tuo Spirito orienti i pensieri e le opere dei coniugi al bene della loro famiglia e di tutte le famiglie del mondo. Fa' che i figli trovino nella comunità domestica un forte sostegno per la loro crescita umana e cristiana. Fa' che l'amore, consacrato dal vincolo del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi. Concedi alla tua Chiesa. di compiere la sua missione per la famiglia e con la famiglia in tutte le nazioni della terra. Per Cristo nostro Signore. T. Amen.
5. Lettura biblica Ef 5,21-6,4
Dalla Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini
La vita cristiana nella famiglia
Fratelli: siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Dio. Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla donna e i due formeranno una carne sola (Gen 2,24). Questo mistero è grande: lo dico in riferimento al Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito. Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa: perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra (Es 20,12; Dt 5,1 0). E voi, padri, non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore. Parola di Dio. 6. Salmo responsoriale SaI 126
Rit. Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori.
Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. ~.
Invano vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai 'suoi amici nel sonno. ~.
Ecco, dono del Signore sono i figli, è sua grazia il frutto del grembo. Come frecce in mano a un eroe sono i figli della giovinezza. ~.
Beato l'uomo che ne ha piena la faretra: non resterà confuso quando verrà a trattare alla porta con i propri nemici. ~ 7. Vangelo Lc 2,44-51 + Dal vangelo secondo Luca
Tornò a Nazaret ed era la loro sottomesso
In quel tempo, i genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non ayendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: “Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”. Ed egli rispose: “Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio”. Ma essi non compresero le sue parole. Parti dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.
Parola del Signore.
8. Ornella
Silenzio di meditazione
Tesfi di commento Dalla Lettera di Giovanni Paolo Il alle famiglie, n. 13
Carissime famiglie, la questione della paternità e della maternità responsabili si inscrive nell'intera tematica della “civiltà dell'amore”, di cui ora desidero parlarvi. Da quanto finora è stato detto risulta in modo chiaro che la famiglia sta alla base di quella che Paolo VI ha qualificato come “civiltà dell'amore”, espressione entrata poi nell'insegnamento della Chiesa e diventata ormai familiare. Oggi è difficile pensare a un intervento della Chiesa, oppure sulla Chiesa, che prescindà dal riferimento alla civiltà dell'amore. L'espressione si collega con la tradizione della “chiesa domestica” nel cristianesimo delle origini, ma possiede un preciso riferimento anche all'epoca contemporanea. Etimologicamente il termine “civiltà” deriva da “civis” -“cittadino”, e sottolinea la dimensione politica dell'esistenza di ogni individuo. lì senso più profondo dell'espressione “civiltà” non è però soltanto politico, quanto piuttosto “umanistico”. La civiltà appartiene alla storia dell'uomo, perché corrisponde alle sue esigenze spirituali e morali: creato a immagine e somiglianza di Dio, egli ha ricevuto il mondo dalle mani del Creatore con l'impegno di plasmarlo a propria immagine e somiglianza. Proprio dall'adempimento di questo compito scaturisce la civiltà, che altro non è, in definitiva, se non '“umanizzazione del mondo”.
Dai “Discorsi” di Paolo VI (Discorso tenuto a Nazaret, 5 gennaio 1964)
La casa di Nazaret è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo. Qui si impara ad osservare, ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato così profondo e così misterioso di questa manifestazione del Figlio di Dio tanto semplice, umile e bella. Forse anche impariamo, quasi senza accorgercene, a imitare. Qui impariamo il metodo che ci permetterà di conoscere chi è il Cristo. Qui scopriamo il bisogno di osservare il quadro del suo soggiorno in mezzo a noi: cioè i luoghi, i tempi, i costumi, il linguaggio, i sacri riti, tutto insomma ciò di cui Gesù si servì per manifestarsi al mondo. Qui tutto ha una voce, tutto ha un significato. Qui, a questa scuola, certo comprendiamo perché dobbiamo tenere una disciplina spirituale, se vogliamo seguire la dottrina del Vangelo e diventare discepoli del Cristo. Oh, come volentieri vorremmo ritornare fanciulli e metterci a questa umile e sublime scuola di Nazaretl In primo luogo essa ci insegna il silenzio. Oh! se rinascesse in noi la stima del silenzio, atmosfera ammirabile e indispensabile dello spirito: mentre siamo storditi da tanti frastuoni, rumori e voci clamorose nella esagitata e tumultuosa vita del nostro tempo. Oh! silenzio di Nazaret, insegnaci a essere fermi nei buoni pensieri, intenti alla vita interiore, pronti a ben sentire le segrete ispirazioni di Dio e le esortazioni dei veri maestri. Insegnaci quanto importanti e necessari siano il lavoro di preparazione, lo studio, la meditazione, l'interiorità della vita, la preghiera, che Dio solo vede nel segreto. Qui comprendiamo il modo di vivere in famiglia. Nazaret ci ricordi cos'è la famiglia, cos'è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro e inviolabile; ci faccia vedere com'è dolce e insostituibile l'educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell'ordine sociale. Infine impariamo la lezione del lavoro.Oh! dimora di Nazareth, casa del Figlio del falegname! Qui soprattutto desideriamo comprendere e celebrare la legge, severa certo, ma redentrice della fatica umana; qui nobilitare la dignità del lavoro in modo che sia sentita da tutti; ricordare sotto questo tetto che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che riceve la sua libertà ed eccellenza, non solamente da quello che si chiama valore economico, ma anche da ciò che lo volge al suo nobile fine; qui infine vogliamo salutare gli operai di tutto il mondo e mostrar loro il grande modello, il loro divino fratello, il profeta di tutte le giuste. cause che li riguardano, cioè Cristo nostro Signore.
9. Segno liturgico Durante le celebrazioni o in un altro momento opportuno si può consegnare alle famiglie il sussidio La famiglia in preghiera (edito dalla CE!), formulando un “mandato” semplice ma incisivo che inviti le famiglie cristiane a riscoprire i tempi, i modi.e i linguaggi per la preghiera da vivere nelle case.
10. Preghiera dei fedeli P. Uniti alla famiglia di Nazaret, modello e immagine dell'umanità nuova, innalziamo al Padre la nostra preghiera, perché tutte le famiglie diventino luogo di crescita in sapienza e grazia. T. Rinnova le nostre famiglie, Signore.
Lett. Per la santa Chiesa di Dio, perché esprima al suo interno e nei rapporti con il mondo il volto di una vera famiglia, che sa amare, donare, perdonare, preghiamo. ~. - Per la famiglia, piccola Chiesa, perché ispiri ai vicini e ai lontani la fiducia nella Provvidenza, che aiuta ad accogliere e a promuovere il dono della vita, preghiamo. ~.
- Per i genitori e i figli, perché nell'intesa profonda e nello scambio reciproco sappiano costruire un 'autentica comunità domestica, che cresce nella fede e nell'amore, preghiamo.
- Per i fidanzati, perché nella realtà unica e irripetibile del loro amore sentano la presenza di Dio Padre, che li ha fatti incontrare e li guiderà in ogni momento della vita, preghiamo. ~.
- Per le famiglie nuove, perché possano avere una casa, lieta e accogliente, in cui non manchi la salute, la serenità e la capacità di diffondere il messaggio di speranza e di pace, preghiamo. ~. T. Padre nostro
11. Preghiera di benedizione (dall'esortazione Apostolica Christifideles laici) p. o Vergine santissima, Madre di Cristo e Madre della Chiesa, con gioia e con ammirazione, ci uniamo al tuo Magnificat, al tuo canto di amore riconoscente.
T. Con Te rendiamo grazie a Dio, “la cui misericordia si stende di generazione in generazione”, per la splendida vocazione e per la multiforme missione dei fedeli laici, chiamati per nome da Dio a vivere in comunione di amore e di santità con Lui e ad essere fraternamente uniti nella grande famiglia dei figli Dio, mandati a irradiare la luce di Cristo e a comunicare il fuoco delle Spirito per mezzo della loro vita evangelica in tutto il mondo.
P. Vergine del Magnificat, riempi i loro cuori di riconoscenza e di entusiasmo per questa vocazione e per questa missione.
T. Tu che sei stata, con umiltà e magnanimità, “la serva del Signore”, donaci la tua stessa disponibilità per il servizio di Dio e per la salvezza del mondo. Apri i nostri cuori alle immense prospettive del Regno di Dio e dell'annuncio del Vangelo a ogni creatura.
P. Nel tuo cuore di madre sono sempre presenti i molti pericoli e i molti mali che schiacciano gli uomini e le donne del nostro tempo. Ma sono presenti anche le tante iniziative di bene, le grandi aspirazioni ai valori, i progressi compiuti nel produrre frutti abbondanti di salvezza. T. Vergine coraggiosa, ispiraci forza d'animo e fiducia in Dio, perché sappiamo superare tutti gli ostacoli che incontriamo nel compimento della nostra missione. Insegnaci a trattare le realtà del mondo con vivo senso di responsabilità cristiana e nella gioiosa speranza della venuta del Regno di Dio, dei nuovi cieli e della terra nuova.
P. Tu che insieme agli apostoli in preghiera sei stata nel Cenacolo in attesa della venuta dello Spirito di Pentecoste, invoca la sua rinnovata effusione su tutti i fedeli laici, uomini e donne, perché corrispondano pienamente alla loro vocazione e missione, come tralci della vera vite, chiamati a portare molto frutto per la vita del mondo.
T. Vergine Maria, guidaci e sostienici perché viviamo sempre come autentici figli e figlie della Chiesa di tuo Figlio e possiamo contribuire a stabilire sulla terra la civiltà della verità e dell'amore, secondo il desiderio di Dio e per la sua gloria. Amen.
12. Conclusione P. Dio che vi dà la grazia di celebrare nell'Avvento (nel Natale) la prima venuta del suo Figlio e di attendere il suo glorioso ritorno, vi santifichi con la luce della sua visita. T. Amen.
P. Nel cammino di questa vita Dio vi renda saldi nella fede, gioiosi nella speranza, operosi nella carità. T. Amen.
P. Voi che vi rallegrate per la venuta del nostro Redentore, possiate godere della gioia eterna, quando egli verrà nella gloria. T. Amen.
P. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre. T. Amen.
13. Canto finale Rallegratevi (Nella Casa del Padre, 196).
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Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì