6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
| RICONCILIATI E SOLIDALI |
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CELEBRAZIONE DELLA PAROLA
2. Canto d'inizio
Amatevi come io vi amo (CP 58) oppure Avevo fame (CP 103).
3. Saluto e monizione
P. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. T. Amen. P. Fratelli, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo, grazia e pace in abbondanza a tutti voi. T. E con il tuo spirito. P. Fratelli e sorelle, il desiderio di vivere nella tranquillità e nella pace è profondamente radicato nel cuore di ogni persona umana. Ma la storia ci ricorda che purtroppo tante guerre hanno insanguinato le nostre vicende terrene, e i nostri stessi rapporti personali e comunitari ci dicono che troppo frequentemente ci lasciamo prendere dalle inimicizie, dalle cattiverie e dalle antipatie. Dobbiamo umilmente riconoscere che da soli siamo incapaci di vivere una vera solidarietà e di considerarci tutti fratelli e sorelle. La fede cristiana ci ricorda che solo Dio ci riconcilia in Gesù Cristo e che soltanto con la preghiera possiamo ottenere il dono della fraternità e diventare segni di pace nel mondo. Accogliendo l'invito del santo padre perla grande preghiera, eleviamo al Signore la nostra umile implorazione.
4. Orazione
P. Preghiamo O Dio, fonte di ogni comunione, nessuno ha nulla da dare ai fratelli se prima non comunica con te: donaci il tuo Spirito, vincolo di perfetta unità, perché ci trasformi nell'umanità nuova libera e unita nel tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. T. Amen.
5. Lettura biblica Ef 2,13-18
Dalla lettera di s. Paolo apostolo agli Efesini
Cristo è la nostra pace, egli che ha fatto dei due un popolo solo
Fratelli, ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro della separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.
Parola di Dio.
6. Salmo responsoriale Sai 121,1-2; 4-5; 6-7; 8-9
Rit. Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore”. E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme! ~.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore, secondo la legge di Israele, per lodare il nome del Signore. Là sono posti i seggi del giudizio, i seggi della casa di Davide. ~.
Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano, sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi. ~.
Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: “Su dite sia pace!”. Perla casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene. ~.
7. Vangelo Mt 25,31-46
+ Dal vangelo secondo Matteo
Ogni volta che avete fatto qualcosa a uno solo di questo miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si sederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dal capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. Poi dirà anche a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.
Parola del Signore.
Oppure: Mt 6,9-13 6v 17,20-26
8. Omelia
Silenzio di meditazione
Testi di commento
Dall'enciclica Dives in misericordia di Giovanni Paolo Il (nn. 12 e 14)
La vera misericordia è la fonte più profonda della giustizia Basta la giustizia? Non è difficile costatare che nel mondo contemporaneo il senso della giustizia si è risvegliato su vasta scala; e senza dubbio esso pone maggiormente in rilievo ciò che contrasta con la giustizia sia nei rapporti tra gli uomini, i gruppi sociali o le “classi”, sia tra i singoli popoli e stati e, infine, tra interi sistemi politici ed anche tra interi, cosiddetti, mondi. Questa profonda e multiforme corrente, alla cui base la coscienza umana contemporanea ha posto la giustizia, attesta il carattere etico delle tensioni e delle lotte che pervadono il mondo. (...) L'esperienza del passato e del nostro tempo dimostra che la giustizia da sola non basta e che, anzi, può condurre alla negazione e all'annientamento di se stessa, se non si consente a quella forza più profonda, che è l'amore, di plasmare la vita umana nelle sue varie dimensioni. È stata appunto l'esperienza storica che, fra l'altro, ha portato a formulare l'asserzione: summum ius, summa iniuria. Tale affermazione non svaluta la giustizia e non attenua il significato dell'ordine che su di essa si instaura; ma indica solamente, sotto altro aspetto, la necessità di attingere alle forze dello spirito, ancor più profonde, che condizionano l'ordine stesso della giustizia. (...) L'autentica misericordia è, per così dire, la fonte più profonda della giustizia. Se quest'ultima è di per sé idonea ad “arbitrare” tra gli uomini nella reciproca ripartizione dei beni oggettivi secondo l'equa misura, l'amore invece, e soltanto l'amore (anche quell'amore benigno, che chiamiamo <'misericordia”), è capace di restituire l'uomo a se stesso. La misericordia autenticamente cristiana è pure, in certo senso, la più perfetta incarnazione dell'“eguaglianza” tra gli uomini, e quindi anche l'incarnazione più perfetta della giustizia, in quanto anche questa, nel suo ambito, mira allo stesso risultato. L'eguaglianza introdotta mediante la giustizia si limita, però, all'ambito dei beni oggettivi ed estrinseci, mentre l'amore e la misericordia fanno si che gli uomini s'incontrino tra loro in quel valore che è l'uomo stesso, con la dignità che gli è propria. In pari tempo, l'“eguaglianza” degli uomini mediante l'amore “paziente e benigno” non cancella le differenze: colui che dona diventa più generoso, quando si sente contemporaneamente gratificato da colui che accoglie il suo dono; viceversa, colui che sa ricevere il dono con la consapevolezza che anch'egli, accogliendolo, fa del bene, serve da parte sua alla grande causa della dignità della persona, e ciò contribuisce a unire gli uomini fra di loro in modo più profondo.
Dalle Omelie di san Giovanni Crisostomo, vescovo (Omelia sul diavolo tentatore 2,6; PG 49, 263-264)
Le cinque vie della riconciliazione con Dio Volete che parli delle vie della riconciliazione con Dio? Sono molte e svariate, però tutte conducono al cielo. La prima è quella della condanna dei propri peccati. Confessa per primo il tuo peccato e sarai giustificato (cf. Is 43,25-26). Perciò anche il profeta diceva: “Dissi: Confesserò al Signore le mie colpe, e tu hai rimesso la malizia del mio peccato” (SaI 31 ,5). Condanna dunque anche tu le tue colpe. Questo è sufficiente al Signore per la tua liberazione. E poi se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi. Eccita la tua coscienza a divenire la tua interna accusatrice, perché non lo sia poi dinanzi al tribunale del Signore. Questa è dunque una via di remissione, e ottima; ma ve n'è un'altra per nulla inferiore: non ricordare le colpe dei nemici, dominare l'ira, perdonare i fratelli che ci hanno offeso. Anche così avremo il perdono delle offese da noi fatte al Signore. E questo è un secondo modo di espiare i peccati. “Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi” (Mt 6,14) Vuoi imparare ancora una terza via di purificazione? È quella della preghiera fervorosa e ben fatta che proviene dall'intimo del cuore. Se poi ne vuoi conoscere anche una quarta, dirò che è l'elemosina. Questa ha un valore molto grande. Aggiungiamo poi questo: Se uno si comporta con temperanza e umiltà, distruggerà alla radice i suoi peccati con non minore efficacia dei mezzi ricordati sopra. Ne è testimone il pubblicano che non era in grado di ricordare opere buone, ma al loro posto offrì l'umile riconoscimento delle sue colpe e così si liberò dal grave fardello che aveva sulla coscienza. Abbiamo indicato cinque vie di riconciliazione con Dio. La prima è la condanna dei propri peccati. La seconda è il perdono delle offese. La terza consiste nella preghiera, la quarta nell'elemosina e la quinta nell'umiltà.
9. Segno liturgico
Il tema del mese propone di utilizzare il segno della pace scambievole, oppure di aprire uno spazio penitenziale di riconciliazione, se possibile anche con la celebrazione sacramentale della penitenza. Si può pensare anche a un gesto di fraternità verso persone emarginate o dimenticate. Si possono invitare i partecipanti a riconciliarsi con coloro da cui abbiano ricevuto dei torti. Quale segno rituale, nell'ambiente dei ragazzi e dei giovani, si può pensare anche di raccogliere dei biglietti su cui ciascuno ha trascritto qualche sua “divisione” di coscienza; i biglietti vengono poi bruciati in un contenitore attorno al quale tutti si saranno recati.
10. Preghiera dei fedeli
P. Fratelli e sorelle, la preghiera comune che ci pone in rapporto con Dio, sorgente dell'amore, è una forza che distrugge ogni pregiudizio e rende capaci di perdono. Invochiamo con fiducia colui che sa abbattere i muri dell'inimicizia che corrompe e umilia i cuori.
T. Ascoltaci, o Cristo, nostra riconciliazione.
Lett. Perché tutte le persone del nostro Paese sentano vivo il bisogno di lasciarsi riconciliare da Dio in Cristo mediante il riconoscimento delle proprie mancanze e l'impegno di vivere una vera fraternità, preghiamo. ~.
- Per quelle componenti della società italiana, che percorse da tendenze corporative e da rischi separatisti erigono ostacoli alla costruzione della solidarietà, perché siano superate le spinte all'egoismo e al privilegio, preghiamo. ~.
- Per quanti vivono abitualmente nella sopraffazione e nel crimine o coltivano l'odio e la violenza, perché la grazia di Dio tocchi la loro coscienza e li sostenga nella ricerca di una radicale riconciliazione, preghiamo. ~.
- Per quanti si preparano al tempo libero del periodo estivo, perché siano disponibili a vivere il vangelo della carità coltivando il dialogo con Dio e con i fratelli, preghiamo. ~.
- Per quanti si impegnano ad aiutare i più deboli, i poveri, gli emarginati e gli oppressi, perché sentano in se stessi l'energia dello Spirito Santo e avvertano la solidarietà di tutto l'organismo ecclesiale, preghiamo. ~. - Perché i giovani sperimentino la gioia di vivere liberi da ogni schiavitù antica e moderna e siano capaci di offrire agli altri la testimonianza di una fraternità piena di speranza verso un mondo riconciliato in Cristo, preghiamo. ~. T. Padre nostro.
11. Preghiera di benedizione (dal Benedizionale)
P. Benedetto sei tu, Signore del cielo e della terra, per tuo dono è germogliata in Cristo la libertà dei tuoi figli nei solchi della pazienza e del sacrificio; tu vuoi che gli uomini del nostro tempo mettano al centro della vita familiare e sociale il comandamento dell'amore, e doni loro il tuo Spirito, perché, liberi da ogni forma di oppressione, costruiscano per le generazioni presenti e future un modello nuovo, giusto e fraterno, di abitare la terra. A te gloria nei secoli. Per Cristo nostro Signore. T. Amen.
Oppure: P. O Padre, principio e modello di unità e di vita, fa' di noi una cosa sola come il tuo Figlio è una cosa sola in te; il tuo Spirito ci renda perfetti nell'amore, perché il mondo creda in colui che tu hai mandato, Gesù Cristo nostro Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. T. Amen.
12. Conclusione P. Cristo nostro Redentore, che ci ha fatto dono della vera libertà, vi renda partecipi dell'eredità eterna. T. Amen. P. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di VOi, e con voi rimanga sempre. T. Amen.
13. Canto finale Amatevi fratelli (CP 101).
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Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì