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UN’ISPIRAZIONE CRISTIANA PER L’EUROPA PDF Stampa E-mail

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA

1. Tempo di raccoglimento e di silenzio

2. Canto d'inizio

Tu che fai nuove tutte 1C cose (Nella Casa del Padre=CP 98).

3. Saluto e monizione

Presidente Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spi­

rito Santo.

Tutti         Amen.

P.    lì Signore che guida i nostri cuori nell'amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi.

T.    E con il tuo spirito.

P.    La nostra preghiera si svolge sulla terra di un conti­nente che ha accolto e diffuso il vangelo di Cristo. Tuttavia, nel tempo presente, la crisi dei valori morali e religiosi che indebolisce l'italia e l'Europa, nasce sul terreno di un allontanamento dal cristianesimo che è iniziato proprio qui, sul vecchio continente.

Nell'esperienza del Dio vivo e vero, noi possiamo ri­cuperare il valore della vita e l'incontro con la verità che assicurano il futuro per la persona, i popoli e la storia.

 

4. Orazione

P.    Preghiamo.

O Dio, ricco di misericordia, che mediante la missione apostolica della Chiesa

hai donato ai popoli europei la luce del vangelo, fa' che tutti gli uomini accolgano la tua parola e formino il tuo popolo santo, concorde nel testimoniare la vera fede anche sulla terra del vecchio continente. Per Cristo nostro Signore.

T.    Amen.

5. Lettura biblica At 16,440

Dagli Atti degli apostoli

Cercammo di partire per la Macedonia

Paolo e i suoi compagni percorrendo le città, trasmette-vano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero, Le comunità intan­to si andavano fortificando nella fede e crescevano di nu­mero ogni giorno.

Attraversarono quindi la Frigia e la regione della GaIa-zia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la paro­la nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, attraversata la Misia, discesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: gli stava davanti un Ma­cedone e lo supplicava: “Passa in Macedonia e aiutaci!”. Dopo che ebbe avuto questa visione, subito cercammo di partire per la Macedonia, ritenendo che Dio ci aveva chia­mati ad annunziarvi la parola del Signore.

 

Parola di Dio.

 

6. Salmo responsoriale SaI 35 (36),&11

Rit. È in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce.

Signore, la tua grazia è nel cielo, la tua fedeltà fino alle nubi;

la tua giustizia è come i monti più alti,

il     tuo giudizio come il grande abisso. ~.

 

Quanto è preziosa la tua grazia, o Dio!

Si rifugiano gli uomini all'ombra delle tue ali,

si saziano dell'abbondanza della tua casa

e li disseti al torrente delle tue delizie. ~.

 

È in te la sorgente della vita,

alla tua luce vediamo la luce.

Concedi la tua grazia a chi ti conosce,

la tua giustizia ai retti di cuore. ~.

7. Vangelo Gv 14,5-11

+ Dal vangelo secondo Giovanni

Chi ha visto me, ha visto il Padre

In quel tempo disse Tommaso a Gesù: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “lo sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”. Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Pa­dre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Pa­dre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse”.

 

Parola del Signore.

 

Oppure: Lc 9,1-6

 

 

  1. 8. Omelia
  2. 9.

Silenzio di meditazione

Testi di commento

Dalla Lettera del santo padre Giovanni Paolo Il ai vescovi italiani (6 gennaio 1994), nn. 3-4.

A partire da una lettura dei “segni dei tempi” alla luce dei va­lori di umana e cristiana solidarietà, mi sembra quanto mai impor­tante e urgente proseguire coraggiosamente lo sforzo di edifica­zione della nuova Europa, in convinta adesione a quegli ideali che, nel recente passato, hanno ispirato e guidato statisti di grande le­vatura, quali Alcide De Gasperi in Italia, Konrad Adenauer in Ger­mania, Maurice Schuman in Francia, facendone i padri dell'Europa contemporanea. Non è significativo che, tra i principali promotori della unificazione del continente, vi siano uomini animati da pro­fonda fede cristiana?

L'eredità spirituale e politica, tramandata da queste grandi fi­gure storiche, va pertanto non solo custodita e difesa, ma svilup­pata e rafforzata. Occorre una generale mobilitazione di tutte le

forze, perché l'Europa sappia progredire nella ricerca della sua unità guardando, nello stesso tempo, “al di là dei propri confini e del proprio interesse” (Assemblea speciale per l'Europa del Sino­do dei vescovi, Dichiarazione conclusiva, n. li). Potrà così contri­buire a costruire un futuro di giustizia, di solidarietà e di pace per ogni nazione, abbattendo barriere e preconcetti etnici e culturali superando le divisioni esistenti tra occidente e oriente, tra nord e sud del pianeta.

In questo quadro europeo e mondiale, carissimi fratelli nell'e­piscopato, è giusto che ci poniamo la domanda: “Quali sono le possibilità e le responsabilità dell'Italia?”.

Sono convinto che l’Italia come nazione ha moltissimo da of­frire a tutta l'Europa. Le tendenze che oggi mirano a indebolire l'I­talia sono negative per l'Europa stessa e nascono anche sullo sfondo della negazione del cristianesimo. In una tale prospettiva si vorrebbe creare un'Europa, e in essa anche un’Italia, che siano apparentemente “neutrali” sul piano dei valori, ma che in realtà collaborino alla diffusione di un modello postilluministico di vita. Ciò si può vedere anche in alcune tendenze operanti nel funzio­namento di istituzioni europee. Contro l'orientamento di coloro che furono i padri dell'Europa unita, alcune forze, attualmente operanti in questa comunità, sembrano piuttosto ridurre il senso della sua esistenza e della sua azione a una dimensione pura­mente economica e secolaristica.

All'Italia, in conformità alla sua storia, è affidato in modo spe­ciale il compito di difendere per tutta l'Europa il patrimonio religio­so e culturale innestato a Roma dagli apostoli Pietro e Paolo.

 

 

Dalla Dichiarazione finale “Siamo testimoni di Cristo che ci ha liberati” dell'Assemblea speciale per l'Europa del Sinodo dei vescovi (n. 2)

La cultura europea è cresciuta da molte radici. Concorrono a questo complesso quadro d'insieme lo spirito della Grecia e la Romanità, gli apporti venuti dai popoli latini, celtici, germanici, sla­vi e ugrofinnici, la cultura ebraica e gli influssi islamici. Ma nessu­no può negare che la fede cristiana appartenga in modo decisivo al fondamento permanente e radicale dell'Europa. È in questo senso che parliamo di “radici cristiane dell'Europa”, non già per sostenere una coincidenza tra Europa e cristianesimo.

Si può affermare che la religione cristiana ha dato forma al­l'Europa, imprimendo nella sua coscienza collettiva alcuni valori fondamentali per l'umanità: principalmente l'idea di un Dio tra­scendente e sovranamente libero ma anche definitivamente en­trato per amore nella vita degli uomini con l'incarnazione e la Pa­squa del suo Figlio; il concetto nuovo e centrale della persona e della dignità umana; la fondamentale fraternità umana come prin­cipio di convivenza solidale nella stessa diversità degli uomini e dei popoli.

Certamente questo comune patrimonio della civiltà europea ha subito profonde ferite e alterazioni nel corso della storia. Nel­l'Europa occidentale e centrale, a partire dalle guerre di religione conseguenti alla rottura dell'unità ecclesiale dei secoli XVI e XVII, si è affermata una visione della vita, soprattutto nella sua dimen­sione pubblica e sociale, che si concepisce in modo diverso e co­me basata unicamente sulla ragione umana. Non tutti i valori che hanno la loro matrice nella fede cristiana sono stati però messi di­rettamente in discussione. si è piuttosto tentato di conservarli dando loro una nuova fondazione puramente immanente. Soltan­to nel nostro secolo la debolezza di una tale fondazione è emersa anche praticamente, e quei valori sono divenuti oggetto di contestazione in larghe fasce della coscienza collettiva e nelle legisla­zioni civili.

L'Europa non deve oggi semplicemente fare appello alla sua precedente eredità cristiana: occorre infatti che sia messa in gra­do di decidere nuovamente del suo futuro nell'incontro con la per­sona e il messaggio di Gesù Cristo.

 

 

9.    Segno liturgico

Alla vigilia del Sinodo dei vescovi sulla vita consacrata e in unione ideale con l'incontro di Montecassino, si può promuovere a livello locale il pellegrinaggio o la visita, con una veglia o sosta di preghie­ra in uno dei monasteri presenti sul territorio, prendendo parte a momenti della vita monastica.

10.  Preghiera dei fedeli

P.    Fratelli e sorelle, la grande tradizione del cristianesi­mo europeo trova le sue radici nel riconoscimento del primato di Dio che tanti credenti, prima di noi, hanno professato sulla base della Parola evangelica. Suppli­chiamo il Padre perché non manchi mai ai nostri con­temporanei questa forza interiore.

T.    Venga il tuo regno, Signore.

Lett. Perché l'Europa, evangelizzata dalla testimonianza degli Apostoli e dei martiri  da una innumerevole schiera di confessori della fede, ricuperi pienamente la propria identità umana e cristiana, preghiamo. ~.

-      Perché le Chiese dell'occidente e dell'oriente met­tano in comune i loro doni e uniscano al fervore apo­stolico lo spirito di contemplazione e di ascesi, pre­ghiamo. ~.

-      Perché tutte le lingue e le culture si facciano stru­menti di evangelizzazione e promozione umana, al servizio della giustizia e della pace universale, pre­ghiamo. ~.

-      Perché le nostre comunità cristiane promuovano la ri­conciliazione fra le generazioni e le classi sociali con la forza dell'amore, che vince ogni violenza e apre gli animi alla speranza, preghiamo. ~.

-      Perché i nostri fratelli, che soffrono persecuzione a causa della fede e della libertà, possano raccogliere il frutto della loro paziente semina nella fatica e nel do­lore, preghiamo. ~.

T. Padre nostro.

11.           Preghiera per l'Italia

P.     O Dio, nostro Padre, ti lodiamo e ringraziamo. Tu che ami ogni uomo e guidi tutti i popoli accompagna i passi della nostra nazione, i segni della tua presenza

T.    Gloria a te, o Padre, che operi tutto in tutti.

P. Signòre Gesù, Figlio di Dio e Salvatore del mondo, fatto uomo nel seno della Vergine Maria, ti confessiamo la nostra fede.

Il     tuo Vangelo sia luce e vigore per le nostre scelte personali e sociali.

La tua legge d'amore conduca la nostra comunità civile a giustizia e solidarietà, a riconciliazione e pace.

T.    Gloria a te, o Figlio,

che per amore ti sei fatto nostro servo.

P. Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio, con fiducia ti invochiamo.

Tu che sei maestro interiore

svela a noi i pensieri e le vie di Dio.

Donaci di guardare le vicende umane

con occhi puri e penetranti,

di conservare l'eredità di santità e civiltà

propria del nostro popolo,

di convertirci nella mente e nel cuore

per rinnovare la nostra società.

T. Gloria a te, o Spirito Santo,

che semini i tuoi doni nei nostri cuori.

P. Gloria a te, o Santa Trinità,

che vivi e regni nei secoli dei secoli.

T. Amen.

 

Oppure

P.    O Dio, Padre di tutti gli uomini, per te nessuno è straniero, nessuno è escluso dalla tua paternità; per l'intercessione dei santi Benedetto, Cirillo e Metodio, patroni d'Europa, fa' che i popoli dell'oriente e dell'occidente promuovano nel mondo

un'era di uguaglianza e di concordia.

Per Cristo nostro Signore.

I.     Amen.

 

12.           Conclusione

P.    Dio onnipotente allontani da voi ogni male e vi conceda i doni della sua benedizione.

T. Amen;

P.    Renda attenti i vostri cuori alla sua Parola, perché possiate camminare nella via dei suoi precetti.

T.    Amen.

P.    Vi aiuti a comprendere ciò che è buono e giusto, perché diventiate coeredi della città eterna.

T.    Amen.

P.    E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.

T.    Amen.

 

 

13. Canto finale Tu percorri con noi (CP 134).

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