6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
| Via Crucis 1992 |
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Venerdì Santo 1992 Giovanni Paolo II
Preghiera iniziale
Nel nome del Padre...
Fratelli e sorelle, attraverso il racconto evangelico della Passione, Dio ci invita a partecipare al cammino doloroso del Figlio per giungere con lui alla gioia della Pasqua. Percorrendo questa sera la Via Crucis non vogliamo dunque essere solo spettatori, ma compagni di cammino. Ogni personaggio della Passione è specchio e ammonimento per noi: ci spinge a considerare quale sia la nostra situazione dinanzi a Dio. Ma soprattutto Gesù, l'uomo dei dolori, ci invita a vivere le sofferenze nostre e quelle di tutta l'umanità in unione con lui. Consideriamo, fratelli e sorelle, la fecondità dell'amore di Cristo! Contempliamo il frutto della sua offerta sulla Croce: il dono dello Spirito, che raccoglie tutti gli uomini in unità e rinnova l'universo.
Preghiamo Illumina, Padre, con la luce dello Spirito noi tuoi figli, perché la meditazione della Via della Croce ci induca a compiere una scelta più radicale di te e a vivere il mistero del dolore in unione con il tuo Figlio, crocifisso per la nostra salvezza. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen
Prima Stazione GESÙ NELL'ORTO DEGLI ULIVI
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Marco 14, 32-36 Giunsero a un podere chiamato Getsemani. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Andato un po' innanzi si gettò a terra e pregava: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu".
Meditazione "Abbà, Padre!" Parola di fiducioso abbandono, che rivela l'abisso di amore nel quale vive Gesù, come Figlio del Padre. Tutto egli può confidare al Padre: paure, necessità, desideri. Al Padre tutto è possibile. Ma Gesù non si impone al Padre. "Mio cibo - aveva detto un giorno - è fare la volontà di colui che mi ha mandato" (Gv 4,34). E lo riafferma ora, immerso nell'angoscia estrema. Una sola cosa è buona: ciò che vuole il Padre. Svuotato, spoglio di sé, Gesù è tutto dono, risposta senza riserve all'abisso d'amore del Padre. Ecco il destino di noi uomini: vivere da figli, abbandonati con totale fiducia al Padre, fino a lasciare che il Figlio viva in noi e informi tutti i nostri atti, perché diveniamo nel mondo mani della Provvidenza, strumenti di pace e di unità.
Padre nostro
Stai, madre dolorosa, alla croce lacrimosa con il Figlio vittima.
Seconda Stazione GESQ TRADITO DA GIUDA, IL ARRESTATO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Marco 14,43.45-46 Arrivò Giuda e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accostò dicendo: "Rabbì" e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.
Meditazione Una folla con spade e bastoni: vengono alla memoria le innumerevoli scene della storia che hanno visto ergersi l'uomo contro l'uomo. Il bacio del traditore: simbolo della menzogna che da sempre corrompe i rapporti tra uomo e uomo. A tanto giunge la libertà quando non si apre al dono; a tanto giunge l'uomo quando rimane prigioniero di sé, schiavo del suo egoismo. Eppure Giuda era stato guardato da sempre con infinito amore e Gesù lo aveva scelto con gratuita predilezione. Giuda, tragica figura! Non comprende il disegno salvifico di Dio: è scandalo per lui. Chiuso in se stesso, nell'arrogante sicurezza delle proprie ragioni, perverte la sua libertà e la perde, per sempre. Quanto diversa è la libertà di Gesù! Per amore del Padre e degli uomini, egli si consegna. Non fa ricorso alla spada. Non mente. Si dona. E donandosi vince il male e libera l'uomo, per sempre.
Padre nostro
Una spada a te gemente, tenerissima e dolente, trapassava l'anima.
Terza Stazione GESÙ È CONDANNATO DAL SINEDRIO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Marco 14,55.60-61.62.64 I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote interrogò Gesù dicendo: "Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?". Gesù rispose: "Io lo sono!". Tutti sentenziarono che era reo di morte.
Meditazione I capi dei sacerdoti e il sinedrio: immagine drammatica di chi vive schiavo delle proprie convinzioni, prigioniero della sua politica e del suo stesso sistema; specchio impietoso di coloro che, arroccati nelle proprie certezze, non sanno cogliere il manifestarsi di Dio; segno violento di chi, aggrappato al potere, è incapace di riconoscere e servire la Verità. Gesù aveva detto: "Nessuno può servire due padroni" (Mt 6, 24). Ecco la sfida lanciata all'uomo di tutti i tempi: uscire da sé abbandonando vantaggi e sicurezze, aprirsi senza condizioni alla Verità che sola rende liberi. Chi fa un idolo dei propri costumi ed istituzioni sente la Verità come minaccia: egli non l'accoglie: la sacrifica. Uomini e popoli, aprite le porte a Cristo! Aprite le menti alla Verità che salva! Aprite i cuori alla Verità dell'Amore!
Padre nostro
Quanto triste, quanto afflitta eri, o madre derelitta, presso l'unigenito.
Quarta Stazione GESÙ RINNEGATO DA PIETRO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Luca 22,59-62 Passata circa un'ora, un altro servo del sommo sacerdote insisteva: "In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo". Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". E uscito, pianse amaramente.
Meditazione Non basta aver conosciuto Gesù e aver ascoltato la Parola di vita; non basta aver udito promesse straordinarie e aver assistito a miracoli grandiosi; non basta neppure aver visto Gesù trasfigurarsi per restare fedeli ed essere salvi. Elevato ad altissima dignità Pietro fallisce clamorosamente, lui che si era dichiarato pronto ad affrontare con Gesù anche la morte! In un amaro pianto svanisce la sicurezza di Pietro. Ma Pietro non cade nel nulla. Dall'abisso dell'amore e della misericordia di Dio egli rinasce: "Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo" (Gv 21, 17). Ricreato da Colui che "ha scelto ciò che nel mondo è debole" (cf. 1 Cor 1, 27) sarà a capo del nuovo popolo. E con cuore ormai libero seguirà il suo Signore fino ad offrire, anche lui, la vita.
Padre nostro
Ti accoravi, ti affliggevi, pia madre, che vedevi il tuo Figlio martire.
Quinta Stazione GESU È GIUDICATO DA PILATO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Luca 23,13,20-25 Le autorità e il popolo, urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio, e abbandonò Gesù alla loro volontà.
Meditazione Pilato: ancora una volta l'uomo schiavo di falsi valori. Custode del diritto e della giustizia, Pilato non vorrebbe consegnare Gesù, ma la sua debole volontà si sgretola sotto la pressione della folla. Il suo cuore non è ancorato in Colui che solo salva; ondeggia tra il dovere di salvare l'Innocente e il desiderio di salvare se stesso. Prevale, alla fine, la paura, il rispetto umano. Vince il calcolo, il compromesso politico. Un incontro mancato, eppure così vicino: l'incontro di Pilato con Gesù, con la Verità. L'offerta divina è soffocata dalle "spine": la preoccupazione del mondo, l'inganno della ricchezza (cf. Mt 13,22). Quanta libertà occorre per incontrare Gesù, per scoprire e rispondere al suo amore: libertà dai legami e dai condizionamenti umani, libertà da ogni compromesso, libertà da se stessi!
Padre nostro
Chi alle lacrime non cede, madre santa, se ti vede in supplizio gemere?
Sesta Stazione GESC È FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE
Ti adoriamo Cristo
Dal Vangelo secondo Marco 15,17-19 I soldati, dopo aver intrecciato una corona di spine, la misero sul capo di Gesù. Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!". E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso.
Meditazione Umiliato, deriso, percosso: il Figlio dell'uomo si incammina sulla via della sofferenza. In lui si compie la parola profetica di Isaia: "Uomo dei dolori... si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori" (Is 53,3-4). Gesù, uomo dei dolori, prende su di sé il dolore di tutta l'umanità: tradito con i traditi, perseguitato con i perseguitati, fallito, rifiutato, tribolato, torturato, barattato, condannato a morte, divenuto maledizione, trattato da peccato, identificato con tutti per tutti salvare. Non c'è dolore che egli non abbia fatto suo. Per noi. Per portarlo insieme con noi. Gesù, uomo dei dolori, tu ci sei accanto anche nella sofferenza più cruda. Nel tuo sconfinato amore hai voluto in ogni tempo unirti ad ogni uomo. Donaci di riconoscere il tuo volto in ogni uomo che soffre; insegnaci ad accoglierti quando ci vieni incontro, per consumare con noi la tua passione.
Padre nostro
Chi non soffre a contemplare te con Cristo spasimare nello strazio unanime?
Settima Stazione GESU È CARICATO DELLA CROCE
Ti adoriamo Cristo
Dal Vangelo secondo Marco 15,20 Dopo aver schernito Gesù lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
Meditazione La via della croce, via controcorrente. Noi fuggiamo le difficoltà, i pericoli, i dolori. Gesù li prende su di sé, per amore del Padre per amore di noi: "Padre, non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42). Scelta libera, completo abbandono nelle mani amorose del Padre. La via della croce, via della Sapienza divina. Quanto diversa la scelta di Dio dalle scelte degli uomini! Inviando il suo Figlio nel mondo Dio ha scelto per lui la via del dolore. Ha sfidato cosi l'uomo a guardare lontano: dallo scacco del dolore lo slancio liberatore dagli orizzonti ristretti del nostro io; dalla notte della sofferenza il dono totale di sé, in cui l'uomo trova pienezza di vita: "Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perderà la salverà" (Lc 17,32). La via della croce, via d'amore: un nuovo stile di vita; un nuovo stile di ricerca della salvezza, del successo, della felicità; un nuovo stile per risolvere, alla radice, i grandi problemi dell'umanità.
Padre nostro Per le colpe delle genti tu vedevi nei tormenti il Figliol percuotere.
Ottava Stazione GESÙ È AIUTATO DAL CIRENEO A PORTARE LA CROCE
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Luca 23, 26 Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.
Meditazione La croce di Cristo, le nostre croci. Senza quella prima croce il dolore di milioni di uomini non avrebbe un significato. Per quella croce, invece, ogni sofferenza è un invito a unirci a Gesù; ogni dolore è un'occasione per dirgli: "Eccomi, Signore, ho scelto te, voglio seguire te". Simone di Cirene e Gesù: sulla via del Calvario portano la stessa croce. Schiere di martiri hanno fatto altrettanto, non per costrizione, ma in piena libertà. Quale mistero: Gesù condivide con noi la sua croce! Come non abbracciarla, allora, ogni giorno, nei nostri dolori, nel peso e nei doveri delle nostre giornate? Per poter dire con Paolo: "Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa" (Col 1,24). Gesù, tu non hai riservato nulla per te. Tutto dividi con noi, fino ad elevarci alla tua stessa dignità, fino a farci partecipi della tua stessa opera di Redentore. Aiuta ognuno di noi a portare la tua croce nella croce dell'altro!
Padre nostro Tu vedevi il dolce nato, moribondo desolato, esalar lo spirito.
Nona Stazione GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Luca 23, 27-28 Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli".
Meditazione Ancora l'estrema libertà di Gesù! Sulla via del Calvario egli incontra le figlie di Gerusalemme, che fanno lamenti su di lui: "Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli". Gesù non pensa a sé, non è chiuso nel proprio dramma: piange sulla sorte che attende il suo popolo. Gesù, perché noi avessimo la vita, tu hai dato la tua vita. Quale annientamento, quale abisso di amore! Gesù, libera i nostri cuori dall'egoismo, dall'arroganza, dalla presunzione dell'autosufficienza. Apri tutti, uomini e popoli, all'amore per i fratelli; disponili all'incontro con te, con il Padre, con lo Spirito Santo. Donaci una mente secondo il tuo cuore, che abbracci l'intera umanità!
Padre nostro Madre, fonte dell'amore, fa' ch'io senta il tuo dolore, ed insieme lacrimi.
Decima Stazione GESÙ È CROCIFISSO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Marco 15,24 Lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.
Meditazione L'Uomo-Dio è moribondo. I soldati si dividono le sue vesti e tirano a sorte chi debba prendere la tunica: la logica del "prendere"fa sì che un pugno di vesti divenga più importante dell'uomo vivente. Ma sullo sfondo tetro dell'egoismo umano si staglia la luce dell'Amore divino. Amore che dona tutto: i vestiti ed ogni bene materiale, la libertà ed ogni bene spirituale. Gesù non trattiene nulla per sé: sulla croce le braccia sono distese per accogliere, le mani aperte per dare. Il corpo inchiodato sulla croce, inchiodato lo spirito alla volontà del Padre, tutto Egli offre per noi, per riconciliarci a Dio. L'uomo, prendendo, divide, Gesù, donando, unisce cielo e terra. Gesù, solo il tuo amore può guarirci dalla nostra avidità, solo la tua grazia può sradicare dai nostri cuori la cultura del "prendere e possedere", che divide uomini e popoli. Instaura, Signore, sulla terra la cultura del "dare e condividere". Inaugura una nuova epoca, in cui fiorisca tra gli uomini la civiltà della solidarietà, la civiltà dell'amore.
Padre nostro
Fa' che avvampi il cuore mio nell'amare Cristo Dio, sì che a lui mi assimili.
Undicesima Stazione GESÙ PROMETTE IL SUO REGNO AL BUON LADRONE
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Luca 23,39-40.42 Uno dei malfattori appesi alla croce insultava Gesù. Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio?", E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".
Meditazione In Gesù ogni uomo, qualunque sia la sua condizione, trova motivo per sperare: nel suo infinito amore, Egli promette la salvezza ad ogni uomo. Ma come è facile non credere alla promessa di un Dio, che si presenta disarmato, crocifisso tra due malfattori crocifissi! Come è facile non accogliere A suo amore! Chi di noi, come il ladrone impenitente, non è stato tentato di chiudersi ostinatamente nel suo peccato? Chi, nel momento della sventura, non ha reagito con un moto di rifiuto? Beato il buon ladrone! Pur coperto di colpe, è toccato dall'amore di Gesù e riconosce in lui il Dio che salva. Come il pubblicano nel tempio, il ladrone non ha nulla da presentare a Gesù, se non il suo cuore aperto al pentimento, all'umile richiesta di amicizia: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" (Lc 23,42). Miracolo dell'amore di Dio: chi si apre al dono, riceve: "Oggi sarai con me nel paradiso" (Lc 23,43). Gesù, donaci il coraggio di gettare il nostro passato nella tua misericordia! Insegnaci a diventare semplici, a liberarci dalle ideologie e dagli schemi mentali inutili. E introduci tutti noi nel tuo Regno di gratuito amore.
Padre nostro
Santa madre del Signore, fortemente dentro il cuore le sue piaghe infiggimi.
Dodicesima Stazione GESÙ IN CROCE, LA MADRE E IL DISCEPOLO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Giovanni 19,26-27 In quell'ora, Gesù vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco A tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Meditazione "È giunta l'ora" (Gv 12,23). L'ora della nuova creazione, l'ora in cui, come dalle doglie del parto, nasce la Chiesa. Giovanni è affidato a Maria, Maria è consegnata a Giovanni: primizia del nuovo popolo nato dalla croce di Cristo, segnato per sempre dal suo comandamento: "Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,12-13). Maria e Giovanni: gli esordi della Chiesa. Ma a quale prezzo! Dopo aver donato tutto, Gesù dona anche la Madre. Da quel momento Gesù sulla croce è solo. Anche la Madre è sola, privata del Figlio. Ma Gesù vuole che il suo posto sia preso da uno di noi; e ancora una volta Maria pronunzia il suo "sì"e di nuovo diviene madre: madre non più soltanto di Gesù, ma di tutto il suo corpo: Madre della Chiesa. Anche noi siamo affidati alla Madre; anche a noi è affidata la Madre; come Giovanni dobbiamo condurla nella nostra casa, per apprendere, nella convivenza con lei, il suo stile di pensare e di agire, di servire e di amare.
Padre nostro
Con il figlio tuo ferito, che per me tanto ha patito, dividiam gli spasimi.
Tredicesima Stazione GESÙ MUORE SULLA CROCE
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Marco 15,34.36-37 Alle tre Gesù gridò con voce forte: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Uno corse ad inzuppare di aceto una spugna e gli dava da bere. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
Meditazione Gesù, la terra ti ha rifiutato. Ora, innalzandoti sulla croce, sembra volerti restituire al Cielo. Tu, respinto ed espulso, intercedi per tutti: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,34). Unico rifugio, il Padre. Ma ecco l'inaudito, l'inconcepibile: anche il Cielo sembra chiuso. Il Padre tace. Si spalanca una voragine, da cui sale il grido più angoscioso di tutti i tempi: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mc 15,34). Grido d'angoscia, eppur grido di amore, grido come di partoriente (cf. Gv 16,21). Gesù ha fatto suo l'arido deserto del cuore dell'uomo, che, dai solchi della storia, a volte senza neppure saperlo, invoca la grazia. Gesù, nel buio della prova, hai sperimentato la lontananza di Dio, ma con supremo atto di amore ti sei abbandonato nelle sue mani: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,46). E, mentre spiravi, l'abbandono si è fatto dono per noi: dono dello Spirito Santo che ci consente di gridare, con la libertà dei figli, "Abbà, Padre!" (Rm 8,15).
Padre nostro
Fin che vita in me rimanga, con te, madre, fa' ch'io pianga di Gesù il patibolo.
Quattordicesima Stazione GESÙ È DEPOSTO NEL SEPOLCRO
Ti adoriamo Cristo...
Dal Vangelo secondo Marco 15,46 Giuseppe d'Arimatea, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.
Meditazione Il sepolcro: termine di ogni speranza che sia solo umana. Un corpo esanime: ecco tutto quello che rimane di Gesù agli occhi del mondo. Quanto sono limitate le vedute umane; quanto infinitamente più grandi gli orizzonti che Dio schiude. La tomba di Gesù: luogo di risurrezione. Il suo corpo: "chicco di grano" che, "caduto in terra, produce molto frutto" (cf. Gv 2,24). Gesù, morto in croce, solo, sei risorto "primogenito tra molti fratelli" (Rm 8,29). Offrendoti per noi, hai fatto di noi il tuo corpo: la Chiesa (cf. Col 1, 18). La tua carne mortale è stata deposta nella terra; la tua carne risorta anticipa "nuovi cieli e nuova terra" (cf . Is 65,17; Ap 2 1,1). Il tuo sepolcro: sigillo sacro della tua via; sigillo dell'amore vero. Solo chi, per amore, sa anche morire, porta vita: vita che non delude, vita che vince la morte.
Padre nostro
Alla croce insieme stare, nel tuo pianto me associare, madre mia, desidero.
Benedizione
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Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì