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Via Crucis 1995 PDF Stampa E-mail

Giovanni Paolo II

Venerdì santo 1995

 

Preghiera iniziale

Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo.

 

Fratelli e sorelle, siamo riuniti per celebrare la Via Crucis: cammino di Cristo verso il luogo dove egli, Sommo Sacerdote, offrirà il sacrificio della propria vita; dove, Maestro di verità, annuncerà, in un contesto di morte, il Vangelo della vita; dove, Agnello innocente, compirà, morendo, il mistero della Pasqua.

Via Crucis, cammino di Cristo, che si prolunga nell'umanità immersa nel dolore, in preda all'angoscia della morte,

vittima della violenza e di guerre fratricide.

Di nuovo Gesù sale il Monte Calvario con noi, in noi, per noi: perché di nuovo l'umanità contempli nel suo volto insanguinato la rivelazione suprema dell'amore del Padre.

Con noi è la Madre di Gesù: ella seguì il Figlio fino alla Croce, ne accolse il testamento, lo vide morire, lo seppellì con pietà immensa, attese con fiducia l'adempimento della parola: "Il terzo giorno risorgerò".

 

Preghiamo

Vieni, Santo Spirito, illumina le nostre menti e i nostri cuori, perché comprendiamo il significato profondo che il cammino della Croce ha oggi per noi, per tutta la Chiesa, per il mondo.

A te, divino Amore, con il Padre e il Figlio

ogni onore e gloria nei secoli dei secoli.

Amen.

 

 

Prima Stazione

Gesù nell'Orto degli Ulivi

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Giunsero a un podere chiamato Getsemani. Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate". Andato un po' innanzi si gettò a terra e pregava: "Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu".

 

Meditazione

Dopo aver mangiato la Pasqua con i tuoi discepoli, Gesù,

ed avere inaugurato la santa Cena, discendi con loro,

come di consueto, nella valle del Cedron e risali il monte degli ulivi.

Questa volta ti fermi a un podere chiamato Getsemani, nel luogo detto "il frantoio".

I tuoi discepoli hanno paura. Dov'è l'atmosfera intima,

la comunione che poco prima hanno vissuto con te, nella camera alta,

quando pregavi per loro, per la loro unità?

Sconcertati, si addormentano, appesantiti dalla tristezza.

Tu, Gesù, sai che questa sera è giunta la tua ora;

l'ora desiderata ardentemente. Tu ne hai paura, adesso, nel profondo della tua umanità.

Vuoi amare fino in fondo... Ma ti sommerge un'angoscia immensa all'idea di essere consegnato a tutto lo strazio del male come un agnello schiacciato dal peccato del mondo...

Tu supplichi: "Abbà, Padre! se vuoi, allontana da me questo calice!". Ma il tuo cuore rimane un cuore di figlio: "Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu". Dopo avere rivolto al Padre questa supplica tre volte,

ti rialzi. Il tuo sì mobilita ora tutto il tuo essere di uomo, che diviene una cosa sola con la volontà d'Amore del Padre, fino in fondo.

 

Orazione

Padre, con la grazia del tuo Santo Spirito,

apri i nostri cuori all'accoglimento della tua volontà,

perché abbiamo la forza di vegliare e pregare con Gesù

nel suo combattimento contro il male,

e la partecipazione alle sue sofferenze

ci faccia sperimentare la potenza della sua risurrezione.

 

Stai, madre dolorosa,

alla croce lacrimosa

con il Figlio vittima.

 

Seconda Stazione

Gesù, tradito da Giuda, è arrestato

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Arrivò Giuda e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Gli si accostò dicendo: "Rabbì" e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono.

 

Meditazione

Non come un eroe, ma come il Servo, tu, il figlio diletto che sa donde viene e dove va, accogli, con il cuore aperto e disarmato, la banda di uomini mandata ad arrestarti come un malfattore.

In testa, Giuda, tuo discepolo ed amico, compagno della prima ora.

Non rifiuti il suo bacio; gli domandi solo: "perché in questo modo?".

Avresti voluto farlo uscire dalla sua prigione? ma lui è ormai troppo impegnato nel suo progetto; troppo, ahimè, per tornare indietro. E i tuoi discepoli... fuggono, tutti.

 

Orazione

Gesù, tu hai affrontato la prova che per noi è la più dura da sopportare: il tradimento e l'abbandono degli amici. Aiutaci a rimanere in piedi, in ogni circostanza, senza chiudere il cuore all'Amore.

 

Una spada a te gemente,

tenerissima e dolente,

trapassava l'anima.

 

Terza Stazione

Gesù è condannato dal Sinedrio

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano. Il sommo sacerdote interrogò Gesù dicendo: "Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?". Gesù rispose: "Io lo sono!". Tutti sentenziarono che era reo di morte.

 

Meditazione

Tutto è terribilmente falso in questo processo, come in tanti processi nel corso della storia, provocati dalla rivalità, dalla paura di perdere il potere, di perdere l'autorità.

Tu rimani in silenzio, come il servo che non apre la bocca.

Il tuo cuore è gonfio di sofferenza in questo momento tragico, in cui si scava un abisso tra te e il tuo popolo, il popolo prediletto da tuo Padre. "Sì, io sono il Cristo, il Figlio di Dio benedetto", e l'abisso si scava ancora...

Ma tu non hai mai rinnegato il tuo popolo: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". E ciò che essi hanno fatto noi, la tua Chiesa, lo facciamo, da quasi duemila anni...

 

Orazione

Padre, perdonaci: tante volte facciamo della fede una nostra proprietà, un privilegio che ci appartiene. Ma solo per tua grazia possiamo riconoscere Gesù come il Cristo, tuo figlio, nostro Signore. Perdonaci anche di avere rifiutato il tuo popolo, di averlo schernito, persino nelle nostre liturgie.

 

Quanto triste, quanto afflitta

eri, o madre derelitta,

presso l'Unigenito.

 

Quarta Stazione

Gesù è rinnegato da Pietro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca

Passata circa un'ora, un altro servo del sommo sacerdote insisteva: "In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo". Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". E uscito, pianse amaramente.

 

Meditazione

Ecco il tuo discepolo, la roccia della quale avevi detto: "Su questa pietra edificherò la mia Chiesa"; il discepolo che aveva dichiarato: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente!".

Né la carne né il sangue glielo avevano rivelato, ma il Padre che sta nei cieli.

Quale roccia!... Era stato così sicuro di seguirti sino alla fine. Sarebbe rimasto accanto a te ad ogni costo: ed ora nega di essere dei tuoi, nega la propria identità di Galileo...

Ma tu non hai cessato di pregare per lui, come non cessi di pregare per la tua Chiesa, nonostante le sue infedeltà e i suoi tradimenti. Al canto del gallo Pietro incontra lo sguardo di Gesù e rientra in se stesso. Piange amaramente, come Giuda, purtroppo, non ha saputo fare. A poco a poco il suo orgoglio si spezza, la carne e il sangue si aprono alla volontà del Padre. Sulla riva del lago il capo diverrà il pastore che confermerà i fratelli e le sorelle e si lascerà condurre, umilmente, là dove non vorrebbe andare.

 

Orazione

Gesù, tu non cessi di pregare per noi. Non ci abbandonare quando ci smarriamo. Il tuo sguardo compassionevole si posi su di noi, e ci faccia tornare a te, sempre.

 

Ti accoravi, ti affliggevi,

pia madre, che vedevi

il tuo Figlio martire.

 

Quinta Stazione

Gesù è giudicato da Pilato

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca

Le autorità e il popolo, urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio, e abbandonò Gesù alla loro volontà.

 

Meditazione

"Il tuo regno non è di questo mondo, Signore Gesù, perché tu porti il mondo sulle spalle, come un pastore la pecora smarrita". Ecco, tu sei ora davanti al governatore romano dopo essere stato messo a confronto con le autorità religiose del tuo popolo.

Ammanettato, tu sei libero; accusato, resti fermo nella verità, saldamente ancorato alla volontà di amore del Padre; disarmato, rimani in piedi.

Inauguri così il tuo Regno, il Regno dell'amore e della verità, della giustizia e della pace; il Regno delle beatitudini e della ritrovata libertà dei figli di Dio.

Quanti martiri, nel loro impegno definitivo per la Verità, sono stati fortificati dal tuo esempio.

Ma il male è ben più profondo di questa macchinazione, di questa diplomazia più o meno riuscita...

Tu devi percorrere il cammino fino in fondo, esposto agli scherni e alla tortura.

 

Orazione

Signore Gesù, prega per noi, perché possiamo continuare a seguirti nel tuo cammino di amore e di libertà, ora, in questa Via Crucis, e nella vita di ogni giorno.

 

Chi alle lacrime non cede,

madre santa, se ti vede

in supplizio gemere?

 

Sesta Stazione

Gesù è flagellato e coronato di spine

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

I soldati, dopo aver intrecciato una corona di spine, la misero sul capo di Gesù. Cominciarono poi a salutarlo: "Salve, re dei Giudei!". E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso.

 

Meditazione

"Re coperto di ferite, straziato per il mio peccato, ricoperto di ingiurie, appeso alla croce; coronato già dagli eterni splendori, ti vedo ora ornato di crudeli spine".

"Ecco l'uomo!", il solo vero uomo, il servo, che inaugura l'era messianica.

Gesù, il tuo battesimo è cominciato. Eccoti consegnato a tutto il male di cui l'essere umano nella sua abiezione è capace, spesso perfino per divertirsi. Ma tu sei re, perché non cessi di amare. Lasci che facciano, perdoni, ti dai senza riserve.

Prendi su di te, concretamente, tutti i mali da cui il nostro mondo è afflitto: la violenza, lo scherno, l'odio e il disprezzo, che infliggiamo con tanta facilità, gli uni agli altri, noi che siamo creati a immagine e somiglianza di Dio...

 

Orazione

Padre, hai creato l'uomo a tua immagine e somiglianza. In Gesù ci riveli la tua perfetta immagine. Lo Spirito Santo renda la nostra vita sempre più conforme a quella del tuo Figlio, e ci insegni a riconoscere il suo volto, che traspare dal volto dei torturati e degli umiliati di questo mondo.

 

Chi non soffre a contemplare

te con Cristo spasimare

nello strazio unanime?

 

Settima Stazione

Gesù è caricato della Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Dopo aver schernito Gesù lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

 

Meditazione

Gesù, ti caricano della croce, sulla quale sarai inchiodato fuori della città.

Come è pesante la croce, carica dell'abbandono dei tuoi discepoli, del rifiuto del tuo popolo, della viltà del governatore,

della crudeltà dei soldati, del fanatismo della folla volubile, che qualche giorno prima ti aveva acclamato re al tuo ingresso in Gerusalemme.

È resa ancora più pesante, la croce, da tutti i nostri rifiuti, i nostri fanatismi, i nostri atti di vigliaccheria. Ma per questo tu, l'Agnello di Dio, porti la croce; ti carichi dei peccati del mondo per liberarcene.

E ti lasci condurre fuori dell'accampamento, nel luogo della vergogna. Avremo noi il coraggio di raggiungerti là, fra tutti gli umiliati della terra?

 

Orazione

Gesù, ti sei lasciato condurre fuori della città. Donaci la grazia di non provare vergogna a seguirti fin là e a raggiungere tutti gli uomini e le donne che nel nostro mondo sono disprezzati ed esclusi. È tra loro il luogo privilegiato della tua presenza.

 

Per le colpe delle genti

tu vedevi nel tormenti

il Figliol percuotere.

 

Ottava Stazione

Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca

Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

 

Meditazione

I tuoi discepoli ti seguono da lontano, smarriti e sgomenti. Come avrebbero voluto aiutarti a portare questa Croce .. Ma per essi l'ora non è ancora venuta.

Tu non ne puoi più, le forze ti abbandonano; questo legno che ti porterà è troppo pesante per te, ora, per te che ci chiedi di portare la nostra croce, anch'essa talvolta così pesante.

Si costringe un passante, Simone di Cirene, a compiere questo servizio faticoso e ingrato; un operaio straniero, uno che non è neppure di Gerusalemme! La vita di quest'uomo e di tutta la sua famiglia, la vita dei suoi figli Alessandro e Rufo, non sarà ormai più quella di prima.

 

Orazione

Signore, la tua grazia ci basta; la tua potenza si manifesta nella nostra debolezza. Quando la croce ci sembra troppo pesante, tu la porti con noi. Aiutaci ad accettarla senza esitazione.

 

Tu vedevi il dolce nato,

moribondo desolato,

esalar lo spirito.

 

NONA STAZIONE

Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli".

 

Meditazione

Lungo questa salita interminabile, finalmente un segno di compassione: sono le donne che osano piangere su di te, Gesù, loro Maestro e Salvatore. Tu le avevi riconosciute e rispettate, le avevi amate e mai disprezzate,

nella loro realtà di donne. Avevi parlato loro del Regno.

E anche adesso ti volgi verso di loro e a loro dici: "Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli". Tu sai che la rovina si abbatterà su Gerusalemme, come si è abbattuta su di te.

Tu accogli in te le lacrime delle donne, quelle di Rachele e quelle di tutte le madri del mondo, le lacrime di Maria, la Madre dei dolori. Tu le accoglierai nella tua morte, perché le nostre lacrime possano scorrere liberamente, e divenire il luogo stesso del nostro incontro con te, il Risorto.

 

Orazione

Gesù insegnaci a piangere, come tu hai pianto su Lazzaro, il tuo amico, e sulla tua città, Gerusalemme. Non permettere che ci chiudiamo nelle nostre lacrime, perché sei disceso nei nostri inferi e ci tendi sempre la mano, tu, il Risorto.

 

Madre, fonte dell'amore,

fa' ch'io senta il tuo dolore,

ed insieme lacrimi.

 

Decima Stazione

Gesù è crocifisso

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse quello che ciascuno dovesse prendere.

 

Meditazione

Ti hanno spogliato delle vesti, Gesù, ti hanno inchiodato sulla croce. Tu hai rifiutato il vino e la mirra perché il tuo cuore deve rimanere vigile fino alla fine.

"Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".

Ecco l'uomo! il re dei Giudei, l'Unigenito. Lui stesso si è spogliato assumendo la condizione di servo che dà la vita per gli amici, per i nemici, per ogni essere umano.

Hai preso su di te, sul tuo corpo torturato, sfinito, offerto senza riserve, tutta la violenza che ci possiede, tutto il peso dei nostri rifiuti, delle nostre rivolte, dei tradimenti, dei fallimenti, e ci apri per sempre la fonte del perdono, le porte del Regno. Si manifesta così, pienamente, nella tua estrema debolezza la forza dell'Amore; e le tue mani inchiodate sulla croce sono aperte, in un gesto di benedizione, su tutto l'universo.

 

Orazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Con la tua croce hai redento il mondo.

Ti adoriamo.

 

Fa' che avvampi il cuore mio

nell'amare Cristo Dio,

sì che a fui mi assimili.

 

Undicesima stazione

Gesù promette il suo Regno al buon ladrone

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Luca

Uno dei malfattori appesi alla croce insultava Gesù. Ma l'altro lo rimproverava: "Neanche tu hai timore di Dio?". E aggiunse: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno".

 

Meditazione

Bestemmie, scherni, ingiurie dei passanti: "Salva te stesso!". Perché questo gusto perverso di divertirsi alle spalle del debole senza difesa? Perfino uno dei condannati si abbandona a questo piacere con le poche forze che gli rimangono.

Le forze del regno delle tenebre sono all'opera, in piena luce e si accaniscono a salvare ciò che possono del loro potere.

Ma tu, l'Agnello di Dio, con il cuore ferito da un dolore immenso, rimani completamente nella volontà del Padre. Interrompi la spirale della violenza rifiutando di lasciarti coinvolgere in essa e di mantenere gli altri nel loro accecamento. "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".

Sì, tu perdoni, e oggi accogli nel tuo Regno, solo per tua grazia e per sempre, il buon ladrone, l'omicida che si apre alla fede; e il centurione, un pagano, rimane stupito.

 

Orazione

Nel tuo regno senza frontiere,

ricordati anche di noi, Signore!

 

Santa madre del Signore,

fortemente dentro il cuore,

le sue piaghe infliggimi.

 

 

Dodicesima Stazione

Gesù in croce la Madre e il discepolo

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quell'ora, Gesù vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!" Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

 

Meditazione

Maria ha vissuto tutta la sofferenza che una donna può provare nella più straziante angoscia.

Ha assistito impotente alla tortura del figlio, ha visto il popolo farsi beffe di lui e i soldati spartirsi le sue vesti.

Ha conosciuto il disprezzo, l'umiliazione; ha sentito il cuore lacerarsi, spezzarsi, trafitto dalla spada.

Sente la voce di Gesù: "Madre, ecco il tuo figlio". E il suo cuore è inondato di tenerezza, dalla consolazione ineffabile di un amore che le rivela un'altra maternità. "Tu non mi hai più con te, ma conoscerai un amore più grande. D'ora in poi il tuo cuore non sarà pieno di una sola tenerezza, amerai all'infinito. Ti lascio i miei, il mio discepolo prediletto. Sarai la madre che compatisce, che incoraggia, che prega, e con loro riceverai lo Spirito Santo".

 

Orazione

Gesù, tu hai lasciato a Maria, tua Madre, e al tuo discepolo prediletto il dono di un amore più grande, sorgente di vita per la tua Chiesa. Concedi anche a noi di accoglierlo e di viverlo insieme.

 

Con il figlio tuo ferito,

che per me tanto ha patito,

dividiam gli spasimi.

 

Tredicesima Stazione

Gesù muore sulla Croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Alle tre Gesù gridò con voce forte: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?". Uno corse ad inzuppare di aceto una spugna e gli dava da bere. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

 

Meditazione

Grido di desolazione estrema, angoscia profonda dell'uomo in preda ai tormenti della morte, abbandonato a se stesso.

"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?".

Tu non sei più che sete, sete del Padre, nonostante la sua assenza; sete del nostro amore, nonostante i nostri rifiuti.

Nel luogo del frantoio, avevi presentito che il tuo sì alla volontà del Padre sarebbe dovuto giungere a questo punto per sposare l'umanità nel suo allontanamento da Dio, nel suo stato di separazione. Tu avevi acconsentito, e ora il sì prorompe dalle tue viscere in un altro grido, il grido del neonato, primizia dell'umanità nuova.

"Padre, tutto è compiuto; nelle tue mani consegno il mio spirito". Estremo abbandono nelle mani del Padre, che accoglie l'ultimo respiro del Figlio diletto.

 

Orazione

Cristo, Gesù, tu hai distrutto nella tua carne i muri che ci dividono tanto facilmente, e, con la tua Croce, hai eliminato l'odio, tu che sei la nostra pace. Che noi siamo una cosa sola; tu in noi e noi in te, come tu sei nel Padre e il Padre è in te, perché il mondo creda che il Padre ti ha mandato e ci ama come ama te.

 

Fin che vita in me rimanga,

con te, madre fa' ch'io pianga

di Gesù il patibolo.

 

Quattordicesima Stazione

Gesù è deposto nel sepolcro

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,

perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

Dal Vangelo secondo Marco

Giuseppe d'Arimatea, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia.

 

Meditazione

Un colpo di lancia: acqua e sangue. La morte è già avvenuta. Il tuo corpo straziato, contorto dalla sofferenza può finalmente entrare nel riposo.

I tuoi amici ti calano delicatamente dalla Croce. Le donne sono lì per ricevere il tuo corpo; incredule, contemplano il tuo volto. È veramente finito tutto?

Con cura, avvolgono in un lenzuolo il tuo corpo prezioso e lo depongono con amore in un sepolcro nuovo. Declina il giorno, vigilia di un nuovo Sabato, bisogna affrettarsi a rotolare la pietra davanti alla tomba.

Un intenso silenzio avvolge la creazione nel suo riposo, ma Dio Padre continua la sua opera di compassione. La Vita scende negli abissi della morte, illuminando i luoghi più tenebrosi degli inferi. Fecondità del chicco di grano deposto nella terra, che muore al suo stato originario per risorgere alla vita nuova ed eterna.

 

Orazione

O Dio, che ci ami, con il Battesimo nella morte di Gesù, tuo Figlio, siamo stati sepolti con lui.

Donaci la grazia di un vero pentimento, perché, attraverso la morte e la porta della tomba, risorgiamo, nella gioia, a una vita nuova, per il Cristo, tuo Figlio, che è morto, è stato sepolto ed è risorto per noi.

 

Alla croce insieme stare,

nel tuo pianto me associare,

madre mia, desidero.

 

Preghiera conclusiva

Noi ti adoriamo, Gesù Cristo!

Ti adoriamo. Ci mettiamo in ginocchio.

Non troviamo le parole sufficienti

né i gesti per esprimerti la venerazione,

della quale ci compenetra la tua croce;

della quale ci compenetra il dono della Redenzione,

offerto a tutta l'umanità, a tutti e a ciascuno,

mediante la sottomissione totale e incondizionata

della tua volontà alla volontà del Padre.

La potenza del tuo amore si dimostri ancora una volta

più grande del male che ci minaccia.

Si dimostri più grande del peccato, dei molteplici peccati

che si arrogano in forma sempre più assoluta

il pubblico diritto di cittadinanza

nella vita degli uomini e delle società.

Perché con il tuo sangue e la tua passione

Tu hai redento il mondo!

Amen

Giovanni Paolo II

 

Benedizione

C.        Il Signore sia con voi

T.          E con il tuo spirito

C.        Per i meriti della Santa Croce           

            ci benedica Dio onnipotente

            Padre, Figlio e Spirito Santo. 

            Amen

 

C.        Benediciamo il Signore

T.          Rendiamo grazie a Dio

 

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