6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
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Canto
Preghiera di inizio
Sac. Nel nome del Padre... Sac. Riviviamo con Gesù le ultime ore della sua vita, ripercorrendo spiritualmente la strada dei Calvario. Gesù ha sofferto ed è morto per noi, per espiare i peccati di ciascuno di noi e per restituirci alla comunione con il nostro Padre del cielo. Iniziamo questa nostra meditazione sulla passione, con un sincero atto di dolore.
Sac. Padre, misericordioso e compassionevole, rimetti a noi i nostri peccati, le nostre ingiustizie, le nostre cadute e negligenze. Non tenere in conto alcun peccato dei tuoi servi e delle tue serve, ma purificaci con la purificazione della tua verità. Sì, o Signore, rivelaci il tuo volto per il nostro bene nella pace, perché siamo protetti dalla tua mano potente e siamo liberati da ogni peccato per mezzo del tuo braccio sublime. Per cristo nostro signore. Amen.
1a Stazione - Gesù e Pilato Quando mai ti ho visto affamato?
Dal Vangelo secondo Matteo Intanto i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: "Chi dei due volete che vi rilasci?". Quelli risposero: "Barabba!". Disse loro Pilato: "Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!". Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?". Essi allora urlarono: "Sia crocifisso!". Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: "Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!". E tutto il popolo rispose: "Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli". Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso.
La vergogna della fame
Corpi emancipati, ventri gonfi, braccia secche tese come in preghiera, teste immense, mal poste su ossa scarne: come si possono guardare queste immagini senza perdere il sonno? E questi occhi, questi occhi affamati che vi riempiono di paura: come fuggirli? Gli occhi di una madre che porta in braccio il suo bambino morto, e che non sa dove andare: sembra che voglia continuare a camminare, a cercare, a urlare in silenzio fino al termine della terra. E gli occhi di un nonno che deve domandarsi perché e come la creazione ha fallito, e se valeva la pena fondare una famiglia, avere fede nel futuro, trasmettere la miseria di generazione in generazione. E gli occhi dei bambini: così profondi, così spalancati, così gravi: che cosa vedono? La morte? Il nulla? Dio? E se vedessero noi, e se osservassero noi per giudicare il nostro rifiuto di vederli? La fame genera l'umiliazione. Chi ha fame prova un sentimento opprimente di vergogna: chi ha fame non pensa che alla sua fame. Essa riempie il suo universo. Umiliato dalla fame, l'essere umano lo è sia fisicamente che spiritualmente. La sua fantasia non corre dietro alle parole né dietro ai suoni, ma soltanto dietro alle briciole di un pane smarrito o dimenticato nella sabbia bruciante. La sua preghiera non si eleva verso Dio, ma verso una tazza di latte. Da qui la sua vergogna. (E. Wiesel)
Preghiera
O Signore, ti preghiamo per coloro che non hanno mai sperimentato la gioia di essere amati, o che non hanno trovato corrispondenza, per tutti gli uomini e le donne che sono rimasti soli per non aver incontrato la persona con la quale condividere la vita.
Ti preghiamo per i milioni di persone morte per la fame: il loro sacrificio non sia inutile; per quelli che non hanno il pane quotidiano e devono andare a dormire a stomaco vuoto.
Per tutte le mamme del mondo che hanno visto i loro figli morire di fame, senza poter fare nulla. Per coloro che devono abitare in baracche, non degne di un uomo.
Per i profughi sparsi nel mondo, costretti a vivere lontani dalla loro patria e dalle famiglie. Per quelli che ancora vivono nei campi di concentramento.
Suscita in noi, Signore, una volontà decisa a collaborare con te alla liberazione dell'uomo dalla miseria e dalla sofferenza, dal male. Liberaci da ogni chiusura ed egoismo e rendici persone aperte, capaci di amare, di dividere quello che siamo e che abbiamo con gli altri.
2a Stazione Gesù e la veronica Ero malato e mi avete visitato
Dal libro del profeta Isaia Chi avrebbe creduto al nostro annuncio? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri guardi, non splendore per potercene compiacere Disprezzato e reietto dagli nomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Da una lettera La mia famiglia è stata recentemente colpita da un lutto per il quale abbiamo molto sofferto. È scomparso un nostro zio, poliomelitico quasi fin dalla nascita. Credo sia stata la persona più sensibile, più intelligente, più umana che io abbia mai conosciuto. Eppure c'è stato chi alla sua morte ha creduto di confortarci dicendo: "E stato meglio così. Non ha goduto niente della vita". Ma chi l'ha detto che soltanto a noi, esseri con due gambe sane, è dato di godere la vita? Perché mio zio (e come lui moltissime altre persone handicappate) non può aver avuto una vita piena, degna di essere vissuta? Perché si muoveva su una carrozzella? Troppa gente si scorda che anche queste persone hanno due occhi per vedere, due mani per sentire, un cuore per amare, una mente per capire e un'anima che li rende figli di Dio, oggetto del suo amore. Noi non immaginiamo minimamente quante cose più di noi, proprio per la loro condizione, riescono a fare. Quanti amici hanno, quanto amore danno e ricevono; quanta abilità, anche tecnica, e quanta sensibilità artistica possono esprimere. Mio zio, per esempio era diventato un bravissimo decoratore. Dal suo lavoro ha avuto grosse gratificazioni che noi impiegati, professori, operai, avvocati... forse non avremo mai, pur con la nostra integrità fisica. Conserverò sempre gelosamente i suoi dipinti, le sue ceramiche, le centinaia di libri che ha accumulato, perché sono una grande testimonianza di quanto sia stata profonda la sua vita. E come vorrei avere almeno un briciolo della sua fede, che gli ha permesso di accettare serenamente la sua infermità, anzi di essere un esempio vivente di forza, di coraggio e di gioia di vivere. Vorrei che noi "normali" fossimo capaci di tanto.
Preghiera Dammi, o Signore, la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla. Dammi, o Signore, un'anima santa che faccia tesoro di quello che è buono e puro, affinché non si spaventi del peccato, ma trovi alla tua presenza la via per mettere di nuovo le cose a posto. Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti i sospiri e i lamenti e non permettere che io mi crucci eccessivamente per quella cosa troppo evidente che si chiama "io". Dammi, o Signore, il senso dei ridicolo. Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po' di gioia e possa farne parte anche agli altri. Amen.
3 Stazione Gesù è spogliato "Ero nudo e mi avete vestito"
Dal Vangelo secondo Giovanni I soldati che avevano crocifisso Gesù presero i suoi vestiti e ne fecero quattro parti, una per ciascuno. Poi presero la sua tunica, che era tessuta d'un pezzo solo da cima a fondo, e dissero: "Non dividiamola! Tiriamo a sorte a chi tocca". Così si realizzò la parola della Bibbia che dice: Si divisero i miei vestiti e tirarono a sorte la mia tunica. Mentre i soldati si occupavano di questo, accanto alla croce stavano alcune donne: la madre di Gesù, sua sorella, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù vide sua madre e accanto a lei il discepolo preferito. Allora disse a sua madre: "Donna, ecco tuo figlio". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre". Da quel momento il discepolo la prese in casa sua.
Da una lettera Fino a due anni fa sono stata una buona figlia per due genitori meravigliosi e una discreta sorella per una sorella della quale non so dare una definizione. Mi sono diplornata con il massimo dei voti alla maturità magistrale, ho fatto l'anno integrativo per potermi iscrivere alla facoltà dì lettere moderne, sogno che mi portavo dentro fin da ragazzina, ho sostenuto 15 esami su 20 riportando un solo 28, tutti gli altri sono 30 e 30 e lode. Po due anni fa è successa una cosa che non avrei mai creduto possibile: sono diventata tossicodipendente da eroina e mia sorella (pur scoprendolo io solamente dopo) lo era già da più tempo di me. Ora non ho parole per spiegarle cosa ho fatto di me, della mia vita e di quella di coloro che mi amano, in questi due anni; sono irriconoscibile anche fisicamente. Ho provato varie volte a smettere, ma ho sempre fallito perché non avevo nessuna motivazione sufficiente, anche se mi sembrava che la sofferenza di mia madre nel vedere lo sfacelo della famiglia, e soprattutto di due figlie (ma io in particolare ero la prediletta, "quella più brava") delle quali andava fiera e che erano la sua unica consolazione, sarebbe dovuta bastare. Ero una brava ragazza alla quale non mancava nulla. Ero persino carina e sapevo rendermi simpatica quando volevo. Ora mi vergogno di dire che cosa ho fatto in questi due anni di vita da tossica. Mi sono messa con un ragazzo più giovane di me, solo al mondo, tossicodipendente dall'età di 14 anni; a modo suo si è innamorato di me, ma non è riuscito a mettermi in guardia verso le cose cui andavo incontro, o forse io non volevo essere avvisata. Fu così che con la scusa di tirare fuori lui mi sono immersa io negli abissi di un inferno dal quale mi sembra impossibile uscire. In due anni ho venduto tutto il mio oro, rubato soldi a mio padre e mia madre. Mi sono umiliata a chiedere soldi a persone cui non mi sarei mai sognata di chiederli, insomma mi sono trasformata in un'altra Nicoletta che io stessa stento a riconoscere. Unica cosa buona è che ho convinto il ragazzo ad entrare in una Comunità terapeutica, ma per ottenere questo ho dovuto fare in modo che mi disprezzasse, perché gli ero rimasta solo io, ero il suo unico appiglio alla vita. Ora non so più che fare, per chi farlo, perché farlo, sono prigioniera di me stessa, di una Nicoletta che detesto: ma è la sola che mi sia rimasta; l'altra è morta, e l'ho seppellita io con queste mani, non potrà tornare mai più dopo una esperienza del genere. Non mi appaga questa vita, non mi rende serena; neppure quando l'eroina scorre nelle mie vene io trovo quella pace che vorrei e che so di non dover andare lontano per cercarla, la devo trovare dentro di me.
Preghiera Prometti a te stesso di pensare solo al meglio, di lavorare solo per il meglio, di aspettarti solo il meglio, di essere entusiasta del successo degli altri come lo sei del tuo. Prometti a te stesso di dimenticare gli errori del passato per guardare a quanto di grande puoi fare in futuro; di essere sereno in ogni circostanza e di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontri; di dedicare così tanto tempo a migliorare il tuo carattere da non aver tempo per criticare gli altri. Prometti a te stesso di essere troppo nobile per l'ira, troppo forte per la paura, troppo felice per lasciarti vincere dal dolore.
4a Stazione Gesù sulla croce "Ero in carcere e siete venuti a trovarmi"
Dal Vangelo secondo Marco
In quel momento passava di lì un certo Simone, originario di Cirene, il padre di Alessandro e di Rufo. Veniva dai campi. I soldati lo obbligarono a portare la croce.
Riflessione Non è facoltativo che la vita degli altri scalfisca e incida la tua: semmai, è facoltativo decidere di subire questo scontrarsi di vite o piuttosto scegliere che la vita degli altri sia nel bene e nel male ciò che più segna la tua vita. Puoi accettare più o meno passivamente che essa si svolga in mezzo ad altri grosso modo indifferenti a te come tu a loro: oppure decidere di accogliere dalle mani degli altri quello che li costruisce, accettare che la tua vita non solo sia in mezzo agli altri, ma scavata dagli altri, vita con e per loro. Parti da un dato di fatto, che non vivi da solo, e lotti perché insieme si vada verso la solidarietà, la non - indifferenza.
Testimonianza Siamo genitori di un figlio naturale ed una figlia adottiva. Come abbiamo voluto il figlio, con qualche paura, un po' d'ansia, ma in un clima di attesa gioiosa, così è stato per la bambina, che abbiamo voluto superando l'iter burocratico, che spesso è sufficiente a demoralizzare e a far tornare sui propri passi. A meno di un anno dalla presentazione della domanda al Tribunale dei minori, dopo la richiesta di certificati vari e di colloqui, ci hanno convocati per comunicarci che una bimba attendeva di essere amata. Abbiamo pianto come avevamo pianto alla nascita di nostro figlio; pur non avendola generata, l'abbiamo amata da prima che entrasse nella nostra vita, proprio come si ama la creatura che cresce nel grembo materno, sognando e fantasticando sul suo volto e sul colore dei suoi occhi. All'arrivo in casa di nostra figlia ci siamo sentiti circondati da grande solidarietà e condivisione, e questo ci ha resi maggiormente felici. Da due esperienze diverse di diventare genitori abbiamo capito che l'amore che si dona e si riceve è sempre lo stesso. Marilena e Guido
Preghiera Signore, insegnaci a non amare noi stessi, a non amare soltanto i nostri cari, a non amare soltanto quelli che ci amano. Insegnaci a pensare agli altri ed amare anzitutto quelli che nessuno ama.
Signore, facci soffrire della sofferenza altrui. Facci la grazia di capire che in ogni istante, ci sono milioni di esseri umani, che muoiono di fame senza meritare di morire di fame, che muoiono di freddo senza aver meritato di morire di freddo.
Non permettere più, o Signore, che viviamo felici da soli. Facci sentire l'angoscia della miseria universale e liberaci da noi stessi. Amen.
5a Stazione Gesù muore in croce "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli l'avete fatta a me"
Dal Vangelo secondo Marco Quando fu mezzogiorno si fece buio su tutta la regione fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò molto forte: Eloì, Eloì, lemà sabàctani? che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonalo? Alcuni dei presenti udirono e dissero: "Sentite, chiama il profeta Elia". Un tale corse a prendere una spugna, la bagnò nell'aceto, la fisso in cima a una canna e cercava di far bere Gesù. Diceva: "Aspettate. Vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce!". Ma Gesù diede un forte grido e mori. Allora il grande velo appeso nel tempio si squarciò in due, da cima a fondo. L'ufficiale romano che stava di fronte alla croce, vedendo come Gesù era morto, disse: "Quest'uomo era davvero il Figlio di Dio!".
Da "La notte" di E. Wiesel
Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sui piazzale dell'appello: tre corvi neri. Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia. Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo pipel, l'angelo dagli occhi tristi. Le S.S. sembravano più preoccupate, più inquiete del solito. Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco. Il capo dei campo lesse il verdetto. Tutti gli occhi erano fissati sul bambino. Era livido, quasi calmo, e si mordeva le labbra. L'ombra della forca lo copriva. I tre condannati salirono insieme sulle loro seggiole. I tre colli vennero introdotti contemporaneamente nei nodi scorsoi - Viva la libertà - gridarono i due adulti. Il piccolo, lui, taceva. - Dov'è il Buon Dio? Dov'è? - domandò qualcuno dietro di me. A un cenno del capo del campo le tre seggiole vennero tolte. Silenzio assoluto. All'orizzonte il sole tramontava. Dietro di me udii il solito uomo domandare: - Dov'è dunque Dio? E io sentivo in me una voce che gli rispondeva: - Dov'è? Eccolo: è appeso lì, a quella forca...
Commento Noi dubitiamo, abbiamo dubitato... Per quante notti ho respinto l'idea che Dio, sopra di noi, non è che un tiranno o un monarca incapace, e l'ateo che lo nega è il solo uomo che non bestemmi... Poi s 'è fatto un chiarore in me; la malattia è un'apertura. Se noi ci ingannassimo postulando la Sua onnipotenza e vedendo nei nostri mali l'effetto della sua volontà? Se dipendesse da noi ottenere che il suo regno arrivi? Ho già detto, una volta, che Dio si delega; ora dirò di più. Forse egli non è che una fiammella nelle nostre inani, e dipende da noi l'alimentarla e non lasciarla spegnere; forse noi siamo la punta più avanzata cui egli pervenga... Quanti infelici offesi dall'idea della sua onnipotenza accorrerebbero dal fondo del loro sconforto, se si chiedesse loro di venire in aiuto alla debolezza di Dio? Dio regna onnipotente, d'accordo, sul mondo degli spiriti, ma noi qui siamo nel mondo dei corpi. E su questa terra ove egli ha posato i suoi passi, come l'abbiamo visto, se non come un innocente sulla paglia, come un vagabondo che non ha una pietra sulla quale posare il capo, come un suppliziato impiccato a un quadrivio e che si chiede anche lui perché Dio lo ha abbandonato? Ognuno di noi è debole; ma è una consolazione pensare che egli è ancora più impotente e più scoraggiato, e che tocca a noi di generarlo e di salvarlo nelle creature... (M. Yourcenar)
Preghiera Gesù, che hai detto: "Qualunque cosa farete ad uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me" aiutaci ad amare il prossimo come tu lo hai amato. Aiutaci a costruire una vera comunità di persone libere e responsabili che sanno reciprocamente accettarsi e nelle loro diversità e difetti, che non convivono insieme solo fisicamente, ma che comunicano in una profonda apertura d'animo la loro interiorità. Signore, non lasciarci chiusi nel nostro egoismo, ma rendici persone aperte capaci di amare. Dacci o Dio, la vista capace di vedere il tuo amore nel mondo, nonostante il fallimento degli uomini. Dacci la fede necessaria ad aver fiducia Nella bontà nonostante la nostra ignoranza e debolezza. Dacci la sapienza così che possiamo continuare a pregare Con cuore consapevole, e mostraci quello che ciascuno di noi può fare per avvicinare la venuta del giorno della pace universale. Amen
Preghiera conclusiva O Signore Gesù, tu sei il Messia, tu sei il centro dei destini dell'umanità, tu sei il liberatore e il Salvatore, perché Tu sei ad un tempo il Figlio dell'uomo, cioè l'Uomo per eccellenza, e Figlio di Dio, cioè il Verbo di Dio che si è fatto uomo. Tu sei il Maestro, il Pane celeste del mondo, sei colui di cui nessuno piò fare senza, sei Colui di cui tutti dobbiamo e possiamo essere amici. Tu ci conosci, tu ci ami, tu ci salvi. tu sei la luce dell'umanità. Tu sei la Vita, la Verità, la Vita. Tu sei la gioia del mondo, la nostra gioia.
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Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì