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Via Crucis Missionaria [2] PDF Stampa E-mail

Cammino di speranza nella passione dei poveri

 

 

Preghiera introduttiva

Signore Gesù, ancora una volta vogliamo ripercorrere la tua salita al Calvario. Ci rendiamo disponibili a fare nostri i sentimenti e le intenzioni che ti hanno sorretto nel tuo cammino: facci risentire la tua dedizione al Padre e alla sua volontà di riconciliazione con tutti noi, facci rivivere il tuo amore e la tua solidarietà con le nostre ferite e con le nostre morti, perché è con questa dedizione al Padre e con questa solidarietà che ci hai aperto la possibilità di una vita nuova.

Vogliamo percorrere questo cammino con te, Signore Gesù, ma anche con tutte le persone che sono nella sofferenza, con tutti i poveri del mondo, con tutti i popoli derubati, offesi nella loro dignità, distrutti: la tua passione continua ora nella loro passione. Per questo li uniamo in un unico cammino: tu li assumi insieme al tuo dolore e alla tua morte e li porti verso la tua risurrezione.

Unisci anche noi, Signore Gesù, in questo tuo cammino: donaci di percorrerlo vicini a te e a loro, nella commozione riconoscente, ma anche nella solidarietà e nella speranza.

 

1. STAZIONE

Gesù è condannato a morte

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Pilato disse alla folla: "Che farò di Gesù chiamato il Cristo?". Tutti gli risposero: "Sia crocifisso!" Ed egli aggiunse: "Ma che male ha fatto?" Essi risposero: "Sia crocifisso!". Pilato lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt 27,22-26).

 

Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo (Gv 12,47).

 

 

Pilato condanna a morte Gesù, pur sapendo che era innocente. Dio, invece, ha mandato suo Figlio a noi, che eravamo colpevoli, non per condannarci, ma per riconciliarci a sé, per rinnovarci. L'uomo condanna gli innocenti, Dio invece manda Gesù a salvare i colpevoli: la via crucis è la via percorsa da Dio per venire incontro a noi "mentre ancora gli eravamo nemici".

La via di sofferenza di Gesù è la via della speranza per noi: per quanto grande sia la nostra personale realtà di peccato, per quanto grandi siano le ingiustizie, le divisioni, le violenze, gli odi, le morti del nostro mondo, non dobbiamo cedere alla disperazione, ma aprirci alla speranza: quest'uomo-Figlio di Dio condannato a morte, ha preso su di sé tutte le nostre condanne, tutte le nostre ingiustizie. Grazie a lui, grazie al suo amore. grazie alla sua solidarietà con noi, una "vita nuova" è possibile.

 

Intercessioni

Signore Gesù, ti ringraziamo di aver assunto su di te, tu innocente, le nostre colpe e il male di tutto il mondo.

La tua solidarietà ci salva.

Per quanto grande sia il nostro peccato, tu ci accogli e vuoi rinnovarci.

Il tuo amore ci libera dalla disperazione.

Per quanto forti e diffuse siano le ingiustizie, le oppressioni e le menzogne degli uomini, tu ci dici di non scoraggiarci e di lavorare con te alla costruzione di un mondo diverso.

Il tuo esempio e la tua forza ci danno speranza.

 

 

2. STAZIONE

Gesù e caricato della croce

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

I soldati, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi, mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano dicendo: "Salve, re dei giudei!". E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo (Mt 27,28-31).

 

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. (Lc 9,23)

 

Gesù è schernito, vestito da re e incoronato per burla; poi viene caricato della croce, che era il supplizio più infamante del tempo. Ecco chi è Dio! Noi preferiamo altre immagini di Dio, più a nostra immagine e somiglianza, meno scomode, più rassicuranti; ma la passione e la croce di Gesù ci presentano l'immagine più esatta di chi è veramente Dio: ci ama di un amore talmente disinteressato e gratuito fino al punto di accettare l'annullamento della sua stessa dignità, la derisione per noi.

Accettare di portare anche noi la croce e seguirlo vuol dire essere disponibili a capovolgere i valori che reggono la nostra vita: se Dio, per amore nostro, è arrivato a queste forme di umiliazione, è perché ritiene che l'amore per l'uomo così com'è, con tutti i suoi limiti e le sue miserie, sta al di sopra di tutto. La sua croce giudica i nostri pseudo-valori; la sua croce deve mettere in crisi le nostre sicurezze, i nostri egoismi, le nostre scelte abituali.

 

Intercessioni

Signore Gesù, tu per amore dell'uomo e per dare a noi la possibilità di una vita nuova ti sei spogliato della tua gloria.

Insegnaci a liberarci dall'attaccamento a noi stessi e dai nostri orizzonti egoisti.

Tu, assumendo la condizione di servo per amore dell'uomo, ci mostri qual è il vero valore della vita.

Liberaci dai falsi valori che reggono la nostra vita.

Tu sei l'Agnello di Dio, colui che porta su di sé i peccati del mondo.

Facci credere nella possibilità di cambiare questo nostro mondo sullo stile del tuo amore.

 

 

3. STAZIONE

Gesù cade la prima volta

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Pietà di me, Signore, vengo meno; risanami, Signore; tremano le mie ossa. L'anima mia è tutta sconvolta, ma tu, o Signore, fino a quando? Volgiti, Signore, a liberarmi, salvami per la tua misericordia.

(Salmo 6)

 

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime (Mt 11,28-29).

 

 

Gesù non è un super-uomo che affronta le sofferenze quasi senza avvertirle, un capo orgoglioso e prepotente che guida indomito i suoi uomini alla vittoria. No, non solo ha aiutato i sofferenti e gli esclusi della società, restituendoli alla loro dignità umana, ma si è identificato con loro, con la loro sofferenza, con la loro debolezza.

Gesù cade sotto il peso della croce. Ecco dove trovare Dio! Questo uomo stremato, che barcolla, che cede e cade a terra è il Figlio di Dio, Ci dice che dovunque delle persone soccombono schiacciate dalla loro debolezza, Dio è con loro; dovunque dei popoli barcollano sotto il peso di schiavitù politiche o economiche, Dio è dalla loro parte; dovunque c'è qualcuno sfinito, sfiduciato, avvilito perché non vede futuro, dobbiamo dire con certezza: Dio è qui con lui, soffre con lui.

Si racconta che una volta S.Caterina da Siena gridò a Dio: "Mio Dio, dov'eri quando il mio cuore era nel buio e nella melma?". Si sentì rispondere: "Figlia mia, non ti sei accorta che ero nel tuo cuore?".

 

 

Intercessioni

Signore Gesù, donaci di vedere la tua grandezza, che si rivela nel volto sfinito del tuo Figlio caduto a terra.

Facci vedere dove oggi tu sei presente e in azione.

Donaci la capacità di prendere sul serio il mistero della tua debolezza, quella di ieri e quella di oggi.

Facci vedere dove oggi tu sei presente e in azione.

Fa' che tutti i deboli, i sofferenti, gli oppressi sentano la tua presenza accanto a loro e in loro.

Facci vedere dove oggi tu sei presente e in azione.

 

 

4. STAZIONE

Gesù incontra sua madre

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima (Lc 2, 34-35).

 

Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa' la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella, madre (Mt 12,48-49).

 

 

A questo punto della via che sale al Calvario ci vengono proposte tre diverse persone che si sono incontrate con Gesù e gli hanno mostrato la propria partecipazione alla sua sofferenza: Maria, sua madre, Simone di Cirene e la Veronica. Sono tre modelli che ci insegnano come anche noi, oggi, possiamo unirci alla passione di Cristo.

Il primo insegnamento, il più importante, è quello della Madonna. Non si lasciò schiacciare dal dolore, non espresse lamenti, accuse, rabbia, disperazione: lo guardò negli occhi, tra lei e Gesù avvenne un dialogo fatto di silenzio. Come già nell'Annuncio, nella nascita e poi in tutta la vita di Gesù, Maria ci viene sempre presentata come colei che rifletteva nel suo cuore a quanto stava avvenendo a suo figlio e a lei: si fidava di Dio, colui che "innalza gli umili", e accettava la sua volontà, scoprendone a poco a poco il mistero profondo. Sono stati questa fede e questa partecipazione profonda alla sofferenza di suo figlio a rendere Maria madre non solo di Gesù, ma anche di tutti quelli che soffrono.

 

Intercessioni

Signore Gesù, fa, che anche noi, sull'esempio di Maria, sappiamo comprendere il mistero della sofferenza che sempre accompagna le nostre vite.

Fa' che la sofferenza non ci opprima, aiutaci a viverla con fede.

Sull'esempio di Maria, facci sentire come nostra la sofferenza di Gesù, di tutte le vittime dell'ingiustizia e della violenza, di tutti gli impoveriti dei mondo.

Fa' che sentiamo come nostra la sofferenza dei fratelli.

Sull'esempio di Maria, non vogliamo lasciare soli i fratelli e i popoli che soffrono: vogliamo dare conforto e speranza non solo con le parole, ma con la nostra vicinanza.

Fa' che nessun fratello o popolo sofferente ci lasci indifferenti, ma ci interpelli.

 

 

5. STAZIONE

Veronica asciuga il volto di Gesù

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia (Is 53,2).

 

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti glí risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me (Mt 25,30-40).

 

 

La Veronica che asciuga il volto a Gesù è il terzo modello che ci mostra come possiamo partecipare alla sua passione. Il Vangelo che abbiamo letto ci indica la strada che Gesù oggi sta percorrendo e i tratti da cui possiamo riconoscerlo: quelli che hanno fame, quelli che non hanno acqua, le vite disprezzate, le vittime dell'ingiustizia, le persone oltraggiate nella loro dignità, i gruppi emarginati, ridotti a condizioni disumane di esistenza...

Se vogliamo cercare Dio, incontrare il suo volto, udire la sua parola, non basta guardare la natura, non basta attaccarci a delle pratiche o a delle devozioni, oppure correre a questo o quel santuario. L'immagine più chiara di Dio è il volto del fratello, specialmente del fratello sofferente. La voce più forte di Dio per noi oggi è la voce dei popoli impoveriti a causa anche del nostro stile di vita e del nostro modello di sviluppo: è attraverso loro, come faceva attraverso gli antichi profeti, che Dio ci grida: convertitevi, cambiate il sistema di vita che sta distruggendo non solo loro, ma anche voi.

 

Intercessioni

0 Signore Gesù, fa' che vediamo il tuo volto nei fratelli sofferenza, nei poveri, nei perseguitati, nelle vittime dell'ingiustizia.

Liberaci da tutte le barriere che poniamo tra te e noi.

Fa' che possiamo riconoscerti nei deboli, in tutti gli emarginati della nostra società, negli extracomunitari, negli zingari, nei drogati, negli ex-carcerati.

Liberaci da tutti i pregiudizi che ci impediscono di vederti nei fratelli.

Insegnaci a cercarti non dove vorremmo noi, ma sulla strada che tu stai percorrendo, la strada dolorosa dei tuoi e nostri fratelli.

Liberaci da tutte le nostre evasioni che ci sviano dalla ricerca di te.

 

 

6. STAZIONE

Gesù cade la seconda volta

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Le mie ginocchia vacillano per il digiuno, il mio corpo è scarno e deperisce. Sono diventato loro oggetto di scherno, quando mi vedono scuotono il capo.

(Salmo 109)

 

Dona al tuo servo la forza, salva il figlio della tua ancella. Dammi un segno di benevolenza, vedano e siano confusi i miei nemici, perché tu, o Signore, mi hai soccorso e consolato.

(Salmo 86)

 

Perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: "io ti dico" esclamò rivolto al paralitico "alzati prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua" (Lc 5,24).

 

 

I due brani della Scrittura mettono in risalto la debolezza di Gesù e, nello stesso tempo, il suo potere: colui che ha condiviso la nostra sorte fino a sentirsi quasi sopraffatto e senza la forza di continuare il cammino intrapreso, proprio grazie a questa debolezza ha la capacità di rendere noi forti. Gesù cade, il paralitico si rialza.

La sorgente di questa capacità di Gesù è la sua fiducia nel Padre: è sicuro del Suo soccorso, conta sulla forza che non gli farà mancare. Nonostante la defezione di molti suoi discepoli, il tradimento di Giuda, la negazione di Pietro, la solitudine che prova, l'inutilità e le resistenze ai suoi appelli alla conversione, l'apparente abbandono del Padre stesso, non si lascia vincere dallo sconforto, non cede ad un senso di delusione. Continua a fidarsi del Padre, a credere che vale la pena continuare: la vita nuova, fondata sulla comunione, la gratuità, il servizio, anche se sembra perdente, è possibile. E' la vita di Dio, non può non essere la vera vita.

 

Intercessioni

Signore Gesù, di fronte alle gravi situazioni di ingiustizia a livello mondiale e ai forti poteri nazionali e internazionali dominati dall'egoismo ci sentiamo impotenti e rischiamo di lasciarci vincere dallo sconforto.

Facci sentire che vale la pena continuare a lottare e a impegnarci per un mondo più giusto.

Se ci guardiamo attorno vediamo persone preoccupate solo di se stesse e dei propri problemi, persone che non credono nella solidarietà verso i fratelli e gli altri popoli.

Facci sentire che vale la pena continuare nella ricerca di uno stile di vita come il tuo, nella gratuità e nella condivisione, nell'amore anche dei nemici.

Molti si considerano falliti e delusi per tante aspirazioni distrutte, molti si lasciano vincere dallo sconforto sia nella vita personale e familiare che sociale.

Facci capaci di ricordare loro che tu hai sofferto tutto questo con noi quando sei caduto e che per questo vale la pena sperare.

 

 

8. STAZIONE

Gesù incontra le donne di Gerusalemme

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Gesù disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?" (Lc 23,28-29).

 

Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto (Lc 13,34).

 

 

Salendo verso il Calvario Gesù ci insegna, con l'esempio della Madonna, del Cireneo e di Veronica, cosa dobbiamo fare per partecipare alla sua sofferenza; ora, con le parole rivolte alle donne di Gerusalemme ci mostra ciò che non è vera partecipazione, ma è un atteggiamento sbagliato o insufficiente. Queste donne erano incaricate di piangere su tutti i condannati a morte, il loro pianto era considerato un'opera pia nei loro confronti. Gesù le invita a piangere non su di lui, ma sulle persone che lo hanno condannato e a risalire alle cause delle sue sofferenze, che vanno ricercate nel comportamento degli uomini.

A noi oggi Gesù dice che non è vera devozione quella che è fine a se stessa e lascia immutati i nostri comportamenti. Ci dice che non è vero pianto quello che accetta il persistere di situazioni che generano la sofferenza e la morte di tanti innocenti; non è conversione quella che non ci porta ad impegnarci perché cessino le guerre fratricide, la vendita delle armi, il rifiuto dei profughi, uno stile di vita egoista.

 

Intercessioni

0 Signore Gesù, ti ringraziamo del forte richiamo che ci fai in questa stazione: proprio mentre soffri personalmente in modo più intenso, ti preoccupi di quelli che ti hanno condannato e della loro sorte.

Insegnaci a piangere non solo sulla tua passione, ma anche sulla situazione dell'umanità che sei venuto a guarire.

Tu dal profondo della tua debolezza trovi la forza di pensare agli altri, addirittura tuoi nemici.

Insegnaci a fare nostra la tua passione per l'uomo.

Tu ci inviti a piangere con il cuore e con le opere, con un serio impegno -di vita.

Insegnaci a lavorare concretamente per togliere le cause che producono ingiustizie, razzismi, guerre, morti.

 

 

9. STAZIONE

Gesù cade la terza volta

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Mentre il mio spirito vien meno, tu conosci la mia vita. Nel sentiero dove cammino mi hanno teso un laccio... Io grido a te, Signore; dico: Sei tu il mio rifugio, sei tu la mia sorte nella terra dei viventi. Ascolta la mia supplica: ho toccato il fondo dell'angoscia. Salvami dai miei persecutori, perché sono di me più forti. Strappa dal carcere la mia vita, perché io renda grazie al tuo nome.

(Salmo 142)

 

Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio (Lc 9,62).

 

 

La terza caduta di Gesù ci invita a pensare a tutte quelle persone che vivono dei lunghi momenti difficili, nei quali sentono di toccare veramente il fondo: sono prostrati, all'estremo delle loro forze, spesso anche lasciati soli. Ad esempio certi malati che per paura del contagio vengono emarginati, gli anziani che nessuno va mai a visitare, i respinti dalla società, gli sconfitti dalla vita.

Questa situazione diventa ancora più tragica a livello di interi popoli: la nostra società è come un treno in corsa che, per correre più velocemente, getta giù dalle sue carrozze i pesi morti, i gruppi umani più deboli. Pensiamo agli africani: si dice che se l'Africa sparisse oggi dalla terra, i popoli non se ne accorgerebbero neanche, perché non ha nessun peso nella storia attuale del nostro mondo.

La terza caduta di Gesù ci invita a mettere dinanzi a noi, tutti questi umiliati della storia, tutti gli sconfitti che non hanno più la forza di alzarsi in piedi, tutti i vinti dallo scetticismo e dalla disperazione. Proprio a loro, prima di tutti, è destinata la Buona Novella.

 

Intercessioni

Signore Gesù, di fronte alle gravi situazioni del nostro mondo, anche noi a volte ci sentiamo presi dallo sgomento e ci chiediamo se è davvero possibile sperare in un mondo giusto e fratello.

Accresci la nostra fede, fa' che ci fidiamo davvero del tuo Vangelo.

A volte siamo perplessi di fronte alla nostra debolezza e alla inutilità dei nostri sforzi.

Accresci la nostra fedeltà, facci sentire che non la logica del mondo è giusta, ma la tua, quella del dono di noi stessi, della misericordia, del perdono, della solidarietà.

Tu conosci il dolore dell'uomo e sai cosa vuol dire cadere a terra sfinito, sotto il peso dell'oppressione e dell'ingiustizia.

Accresci la nostra perseveranza, liberaci dalle illusioni di poterti seguire a poco prezzo, facci tuoi discepoli coerenti.

 

 

10. STAZIONE

Gesù e spogliato delle sue vesti

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

I soldati presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: "Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca". Così si adempiva la scrittura: "Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte". I soldati fecero proprio così (Gv 19,23-24).

 

Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo. Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte di croce (Fil. 2,5-7).

 

 

Questa stazione ci rivolge un invito molto chiaro ad andare oltre le apparenze: quest'uomo spogliato di ogni potere, totalmente vulnerabile, umiliato nel più profondo della sua dignità umana, è il Figlio di Dio. Anzi, il brano letto della Lettera ai Filippesi ci dice che proprio quest'uomo, che fra poche ore subirà l'umiliazione così infamante qual è la morte in croce, è il massimo della manifestazione della gloria divina: ci dice nel modo più espressivo chi è Dio e come nel suo essere stesso sia inclusa la disponibilità ad annullare addirittura se stesso per amore dell'uomo.

C'è un'altra apparenza che dobbiamo superare e riguarda il mistero dei poveri nel nostro mondo: spogliati di ogni sicurezza e del frutto del proprio lavoro, spogliati delle loro materie prime e delle risorse vitali, spogliati delle terre e spesso anche dei propri familiari, trattati come cose, umiliati nella loro dignità, sembrano essere nessuno: Gesù, invece, proprio a loro dice di essere stato mandato, di loro dice che è il suo Regno, tra loro ha gettato i semi della trasformazione del mondo.

 

Intercessioni

Signore Gesù, perdonaci se anche noi cristiani ragioniamo con la logica del mondo e vorremmo cercarti dappertutto, ma non nella persona umiliata di tuo Figlio e nell'incontro con i poveri.

Donaci di comprendere che la logica del Vangelo appare al mondo stoltezza, ma è invece la sapienza di Dio.

Perdonaci le ambiguità della nostra vita cristiana, che spesso svuota abilmente dei suoi contenuti inquietanti la Buona Novella.

Donaci di comprendere che la logica del Vangelo appare al mondo debolezza e impotenza ma è ínvece la forza di Dio.

Perdonaci se non sappiamo riconoscerti nei poveri, se non crediamo nella tua presenza in mezzo a loro e nella tua azione per mezzo di loro.

Donaci di comprendere che le loro necessità, le loro esigenze e le aspirazioni sono chiare indicazioni del cammino che l'umanità deve percorrere.

 

 

11 STAZIONE

Gesù è inchiodato sulla croce

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Erano le nove del mattino quando lo crocifissero: e l'iscrizione con il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei. Con lui crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra (Mc 15,25-27).

 

Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me (Gv 12,3132).

 

 

Oggi si è talmente assuefatti a vedere la croce che se ne fa un ornamento di moda, magari d'oro. Per i primi cristiani era, invece, richiamo di una morte infamante, la morte di un condannato ucciso tra il disprezzo di tutti: c'è voluto del tempo perché riuscissero a superare lo choc di questo scandalo; solo con l'aiuto delle Scritture e della fede, la croce, simbolo di morte, divenne ai loro occhi simbolo di vita.

Non è per merito dell'uomo che avvenne questa trasformazione, della morte in vita, ma solo a causa di Dio: la croce mostrava che la passione di Dio per l'uomo era più forte di ogni rifiuto e che la sua fedeltà, giurata ad Abramo e, in lui, alla sua discendenza e a tutti gli uomini, rimaneva nonostante tutti i peccati, i rinnegamenti, le malvagità del cuore umano. In questa umanità, condannata e morente, è entrato Dio; alle nostre croci si è lasciato inchiodare Dio: è questo il fondamento della nostra speranza.

 

Intercessioni

0 Signore Gesù, ti presentiamo tutti i crocifissi del mondo: nessuno di loro, popolo o singola persona, è solo; con tutti i crocifissi ci sei tu, il Figlio di Dio.

Nessuna morte è da te ignorata: sei entrato in tutte le nostre morti, per darci speranza.

O Signore, ti presentiamo tutti i chiodi della nostre croci: gli handicap dei piccoli, le arteriosclerosi dei vecchi, le malattie, la mancanza di valori, di casa, di serenità.

Nessuna sofferenza è da te ignorata: sei entrato in tutte le nostre sofferenze, per darci speranza.

0 Signore, ti presentiamo il grido degli uomini, donne e bambini sull'orlo della disperazione, le pene di quanti sono inchiodati a una croce e che per una malattia o incidente non possono più camminare.

Nessuna persona è da te lasciata sola: vinci le nostre paure, insegnaci la fiducia, perché tu sei entrato nelle nostre morti, per darci speranza.

 

 

12. STAZIONE

Gesù muore in croce

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". Detto questo spirò (Lc 23,44-46).

 

 Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo. Se invece muore, produce molto frutto (Gv 12,24).

 

 

Le sette parole di Gesù sulla croce ci danno una profonda spiegazione di tutta la sua vita. Sono parole di perdono per coloro che "non sanno cosa fanno"; sono parole dì speranza per il suo compagno di supplizio "oggi sarai con me in Paradiso"; sono parole di consegna a noi di Maria sua madre, "Donna, ecco tuo figlio; figlio, ecco tua madre"; sono un grido per l'esperienza tremenda di abbandono del Padre "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?"; Lui, Figlio amatissimo, prova e soffre nella sua carne e nel suo spirito la situazione di lontananza che l'uomo sceglie nei confronti di Dio; sono, infine, parole di offerta definitiva della- sua esistenza, un'offerta piena di amore e di fiducia "Tutto è compiuto; Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito. E mandato un altro grido, spirò".

Ecco chi è Dio: non può manifestarsi più di così; qui è il culmine. In tutta la sua esistenza Gesù ci ha mostrato il Padre ora ce lo rivela al massimo, nel modo più limpido e più eloquente. E' per mostrarci e per offrirci un Dio così che Gesù è stato mandato nel mondo.

 

Intercessioni

0 Padre, sappiamo che tu hai tanti modi di parlare e di mostrarti agli uomini, ma che per dire e donare il tuo intimo più profondo hai voluto mandarci tuo Figlio stesso.

Vivendo in mezzo a noi Gesù ci ha mostrato chi tu veramente sei: vogliamo perciò dirlo a tutti.

Non solo con delle parole, ma soprattutto con la sua vita, i suo comportamenti e la sua morte, Gesù ha mostrato il tuo volto di Padre

E' questa la Buona Notizia: vogliamo perciò annunciarla a tutti.

0 Maria, tu hai saputo comprendere nel tuo cuore tutte le rivelazioni del tuo Figlio e le hai accolte con fedele disponibilità e generosa partecipazione.

Aiutaci ad accogliere anche noi la sua Parola fatta carne e ad offrirla a tutti.

 

 

13. STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre (Gv 19,38-39).

 

Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli (1 Gv 3,16).

 

 

La pietà cristiana ha sempre rappresentato Gesù deposto dalla croce nelle braccia di sua madre. Maria comprende che sta avverandosi la profezia di Simeone: "Una spada ti trafiggerà l'anima". In tutta la sua vita, l'unione intima che si è formata tra amore e dolore, ci insegna che amare veramente significa essere disposti ad abbracciare il dolore. Chi cerca di evitare il dolore è incapace di amare.

L'amore di Maria per Dio era talmente grande che è stata scelta a diventare sua Madre: ma questo ha comportato la sua partecipazione all'amore che Dio ha per gli uomini fino a portare nel proprio cuore anche le sofferenze di Dio per i suoi figli.

Il discepolo non è da più del maestro e partecipa al suo cammino rischioso nel mondo: l'unione tra amore e dolore continua anche oggi in tutti quelli che accettano di vivere vicino al cuore di Dio. Quanto più uno è capace di amare, tanto più è capace di soffrire.

 

Intercessioni

Signore Gesù, sull'esempio di Maria, vogliamo anche noi partecipare non solo al tuo amore, ma anche alle tue sofferenze per l'uomo.

Rendici capaci di seguirti nella concretezza dei nostri impegni per i fratelli.

Sull'esempio di Maria, vogliamo anche noi assumere il tuo cammino rischioso nel mondo.

Rendici capaci di amare, accettando le prove, le fatiche, il dolore che l'amore vero sempre comporta.

Sull'esempio di Maria, rendici tuoi collaboratori, anche se siam deboli e incostanti.

Rendici capaci di dare anche noi la vita per i fratelli.

 

 

14. STAZIONE

Gesù è deposto nel sepolcro

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con olií aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino (Gv 19,40-42).

 

Io sono la risurrezione e la vita: chi crede in me, anche se muore vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno (Gv 11,25-26).

 

 

Gesù ha voluto percorrere fino in fondo il nostro cammino di sofferenza e di morte, ha voluto assumere fino in fondo la sorte di quelli che sono schiacciati dalla prepotenza e dalle ingiustizie, ha condiviso addirittura i nostri sepolcri.

Chi soffre crede di essere abbandonato da Dio. Ma chi nei suoi dolori grida verso Dio può scoprire di essere sintonizzato con il grido di morte di Gesù "perché mi hai abbandonato?", e può così scoprire in Gesù sofferente il Dio che soffre con lui, il Dio che lo capisce. In Gesù Dio è diventato umano, grida con noi, piange con noi. Come facciamo anche noi nei confronti di una persona amata che vediamo soffrire; non possiamo far scomparire il suo dolore, ma i nostri gesti di attenzione le fanno sentire che nel suo soffrire non è sola, non è dimenticata.

Chi crede nel Dio che soffre con noi, vede Dio nella sofferenza e trova nella sua comunione la forza di resistere nelle difficoltà, nelle sofferenze, negli impegni quotidiani.

 

Intercessioni

Signore Gesù, facci scoprire dove ti trovi, facci cogliere la tua presenza in mezzo ai nostri dolori e ai dolori dei nostri fratelli e sorelle.

Donaci di comprendere che è questa la fonte dalla quale sgorga la vita nuova.

Facci scoprire la tua presenza, che attraversa tutto il cammino umano che dall'oppressione tende alla libertà, e che anima tutti gli sforzi umani dalla morte verso la vita.

Donaci di sentire questa tua presenza di fratello che ci capisce perché ci tolga dalla solitudine

e ci rialzi.

Facci capire che chi si pone sulla tua via entra nella lotta della vita contro la morte e contro coloro che diffondono la morte.

Donaci il coraggio di metterci dalla parte delle vittime e di lottare con te contro gli idoli che corrompono la nostra società.

 

 

15. STAZIONE

Gesù risorge da morte

 

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

Perché con la tua croce hai redento il mondo.

 

Le donne, entrando nel sepolcro, videro un giovane seduto sulla destra, vestito di una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui...". Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura (Mc 16,58).

 

Vidi un nuovo cielo e una nuova terra... Udii allora una voce potente che usciva dal trono: Ecco la dimora di Dio con gli uomini... Egli tergerà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né lutto. né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate. Colui che attesta queste parole dice: Sì, verrò presto (Ap 21-22).

 

 

In passato la via crucis terminava con la deposizione di Gesù nel sepolcro, ora si ama aggiungere una quindicesima stazione che ci richiami la risurrezione di Gesù. E' qui, infatti, il fondamento della nostra sicurezza: "Non abbiate paura... Gesù, il crocifisso, è risorto". E' perché il Risorto è in azione nel mondo che attendiamo i cieli nuovi e la terra nuova di cui ci ha parlato S.Giovanni: è questo l'orizzonte che mobilita tutte le nostre energie, tutte le nostre speranze. Grazie al Risorto, nessun sforzo per costruire un mondo nuovo si perde nel vuoto.

Il Vangelo ci dà i segni da cui possiamo riconoscere il mondo nuovo costruito grazie all'azione del Signore Risorto: la Buona Novella è data ai poveri, la libertà ai prigionieri, la vista ai ciechi, la libertà agli oppressi... Quando vediamo questi segni dobbiamo dire: il nuovo è già qui, già germoglia, non ve ne accorgete?; proprio come quando Gesù è vissuto in mezzo a noi.

 

Intercessioni

Ti ringraziamo, o Signore Gesù, per la tua presenza e azione di Risorto nel nostro mondo, per tutti quelli che l'accolgono, la celebrano, la irradiano attraverso la loro vita trasformata.

Fa che tutte le comunità cristiane siano dei centri di speranza, di coraggio, di fiducia.

Ti ringraziamo, o Signore Gesù, per la tua presenza e azione nel cammino dei popoli che lavorano per una vita dignitosa, giusta, libera.

Fa' che ascoltiamo il loro grido, non per difenderci, ma per aprirci ad una sincera collaborazione.

Ti ringraziamo, o Signore Gesù, per quanti ci rivelano i segni della tua azione con i loro impegni per creare relazioni più giuste a partire da chi è in maggiori necessità. per superare i conflitti senza distruggere i fratelli, per costruire strutture più fraterne e solidali.

Fa' che acconsentiamo a darti le nostre mani e tutta la nostra vita perché tu possa far sentire il tuo amore e la tua vicinanza a tutti i nostri fratelli.

 

 

Preghiera finale

Signore Gesù, abbiamo ripercorso con te e con tutti i sofferenti e i poveri del mondo il tuo cammino di passione e di morte. Nel tuo volto segnato dal dolore abbiamo scoperto quanto seria sia la sofferenza di Dio a causa del suo amore per noi e della condivisione della nostra situazione di ingiustizia e di violenza; ma abbiamo anche scoperto che tu hai trasformato questa nostra situazione e che ci hai mostrato la via che dobbiamo continuare a percorrere: via del riconoscimento della dignità di ogni persona e di ogni popolo, via della solidarietà e dell'impegno coerente, via della fedeltà al Vangelo, via della speranza fondata sulla tua presenza e azione di Risorto.

Fa' che quanto ci hai fatto sentire e vivere quest'oggi sia fermento di tutta la nostra vita. Fa' che crediamo, insieme a tutti i fratelli nel dolore, alla tua parola: "Voi avrete tribolazioni nel mondo, ma abbiate fiducia, io ho vinto il mondo". Siamo deboli e il male in noi e attorno a noi è grande, ma ci affidiamo alla forza del tuo amore, che è forza di risurrezione per il nostro mondo.

Amen.

 

 

Benedizione

 

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