6° Meeting dei Giovani: Francesco e Giuseppe, "due come noi" sulle strade del mondo...
| I Simboli della liturgia |
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Cosa sono?
Gli specialisti introducono una differenza tra segno e simbolo. Riassumendo: il segno indica o rappresenta un'altra realtà esterna al segno, per esempio: la bandiera e il paese, la colomba e la pace. Ci dà un'informazione che ci indirizza verso la realtà significata. Il simbolo, invece, non solo è informazione, ma in qualche modo contiene la realtà in oggetto e ci introduce in essa; per esempio: l'abbraccio e l'amore, l'acqua e la vita. Noi includeremo in questi due termini ogni oggetto, figura, segno o gesto che rappresenta o significa o conduce a un'altra realtà più profonda. Tenendo conto che stiamo parlando dei segni e dei simboli della liturgia, aggiungeremo che questa realtà nella quale ci introducono, è il mistero di Dio e della Chiesa, ed è la comunione con lui e con i fratelli.
Diversi generi
- Oggetti: anello, cero, calice... - Elementi naturali: acqua, luce, vino, olio... - Luoghi: monte santo, grotta, edificio... - Gesti: bacio, stretta di mano, applauso... - Riti: unzione, elevazione del calice, processione... - Parole: alleluia, osanna, «Il Signore sia con voi»... - Segni convenzionali: colori liturgici, suono delle campane...
Da sempre e ovunque Tutta la vita dell'uomo è piena di simboli fin dall'inizio della storia: saluto o minaccia, gioia o noia sono accompagnati da segni espressivi; disegni rupestri, pietre che segnalano le sepolture, danze per la festa..., sono altrettanti modi di esprimersi simbolicamente. Ma un capitolo particolarmente importante è formato dai segni e simboli relativi alla sfera religiosa: fiumi, monti o luoghi sacri, templi, sculture delle divinità, cerimonie rituali …, sono altrettanti modi per entrare in contatto con il mistero della vita e dell'universo. Ben si spiega l'universalità del culto al sole: di dà calore, indica la vittoria sulla notte, il risveglio della vita... Ma i segni e i simboli sono anche ricerca ed espressione di qualcosa di più profondo e trascendente, cioè dello spirituale, del magico, del divino… 1 segni e i simboli sono essenziali nell'esperienza personale e nei rapporti fra persone e risultano imprescindibili nell'incontro con il trascendente, con Dio. Mettendo in moto tutta la persona, in modo che l'essere umano al completo esprime queste esperienze vitali, con la sua corporeità, con il suo spirito, con la sua parola e il suo gesto.
Ricchezza della simbologia liturgica
Nella liturgia i simboli hanno un ruolo molto evidente. Si tratta di celebrare il mistero, in modo che il credente venga immerso in esso e, sentendosi « commosso fin nell’intimo », esprima il suo entusiasmo, il suo « riempirsi di Dio », con tutta la sua persona e con i fratelli e sorelle. Per questo è importante scoprire il valore e il significato dei simboli liturgici. La riforma liturgica, secondo l'orientamento conciare (SC 34), intraprese una revisione - che deve essere continuata - sopprimendo alcuni riti estranei e sottolineando altri riti che per valore e tradizione ecclesiastica plurisecolare rappresentano un tesoro e contengono una ricchezza inesauribile. Si tratta di individuarne il contenuto con una buona catechesi e poi di celebrarli con tutta la loro forza espressiva.
L'acqua, la luce, il fuoco
L'acqua
L'acqua è fonte di vita, sazia la sete, fa rinverdire ciò che è arido, pulisce e purifica, ma può anche far affogare e distruggere. Il suo simbolismo religioso risulta evidente: - Fonte di vita: la Genesi ci dice che « lo spirito di Dio aleggiava sulle acque » (Gn 1,2). L'acqua iniziò la creazione e la vita divenne feconda. Cristo le attribuirà un simbolismo di vita più piena: « Rinascere alla vita di Dio nell'acqua e nello Spirito » (Gv 3,5). -Elemento che sazia la sete e fa rinverdire ciò che è arido: la Scrittura presenta 1' acqua come segno messianico: « Il suolo riarso si muterà in sorgenti d’acqua »(Is 35,7 ), e come simbolo di una sete più profonda « L'anima mia ha sete di Dio » (Sal 62/63,2). Ne contro con la samaritana, Gesù parla della sua « acqua di vita eterna » (Gv 4). - Lavacro e purificazione: basti il Sal 50(51),4: « Lavami da tutte le mie colpe, mondami dal mio peccato ».Ricordiamo anche le «abluzioni » rituali degli ebrei. Riguardo all'acqua come distruzione che sommerge citiamo il diluvio e il passaggio del Mar Rosso: la cattiveria e la schiavitù vengono sepolte, ma il popolo ebreo passa alla salvezza e alla libertà.
L'acqua del battesimo: in essa si ritrovano tutti i significati dell'acqua: nascere alla vita di Dio, saziarsi alla fonte di acqua viva, purificazione e morte del peccato, rinascere a una nuova creatura, passaggio alla vita risuscitata di Gesù Cristo. Aspersione e acqua benedetta: aspergere con acqua benedetta le persone, i luoghi e gli oggetti ha il significato di ricordare il battesimo e il nostro impegno di viere da cristiani. Lo stesso significato ha l'acqua benedetta con cui facciamo il segno della croce. Anche quando aspergiamo il corpo di un cristiano defunto, affermiamo che, in forza del battesimo ricevuto, la sua morte è passaggio alla vita con Cristo.
La luce e il fuoco. L'incenso
La luce brilla, illumina, risplende; è la vittoria sull'oscurità, sul pericolo, sul niente; è simbolo della vita che nasce (« dare alla luce »), della verità che risplende, dell'amore che arde. In senso religioso, la luce simboleggia Dio; quando egli appare « si fa luce » (Gn 1,3). « Egli è la luce vera » (Gv 1,9). Cristo è « la luce del mondo » (Gv 8,12). La liturgia utilizza moltissimo la luce come simbolo di Cristo risorto, vincitore delle tenebre del peccato e della morte:
- La prima parte della veglia pasquale con la luce del fuoco nuovo, l'ingresso con il cero che viene acclamato, cantato, incensato e venerato, è la celebrazione simbolica più preziosa. - Il cero pasquale nel battesimo e nei funerali: l'inizio della vita con Cristo e sua continuazione nella vita risuscitata. - Le candele, « in segno di venerazione e celebrazione gioiosa » (PNMR 269): segno della luce di Cristo e della luce della fede.
Il fuoco: è calore di vita e fiamma viva, è focolare che riscalda e incendio che brucia. La Bibbia lo presenta come: presenza rilevante di Dio (il roveto ardente); elemento purificatore (la consumazione dei sacrifici); punizione del male (fuoco dell'inferno). La liturgia simboleggia con il fuoco la rinascita della vita nuova in Cristo che risorge (veglia pasquale) e la presenza vivente del Signore (cero, candele...). Il fuoco è il simbolo dello Spirito Santo (lingue di fuoco a Pentecoste), Spirito che è luce, calore, coraggio, entusiasmo, forza...
- L'incenso: è formato da resine profumate bruciate sul fuoco. Il fumo odoroso che si sprigiona è simbolo della preghiera che sale verso Dio. È offerta e riconoscimento di dignità sacra. Per questo vengono incensati la croce, l'altare, i doni, il sacerdote e i fedeli... e il defunto, che torna a Dio.
Il pane e il vino. L'olioIl pane e il vino
Il pane e il vino sono cibo e bevanda, sono alimenti per vivere, sono « frutti della terra e del lavoro dell'uomo »; sono anche rispettivamente simbolo dell'alimento primordiale e della gioia di vivere, oltre che segno di amicizia fra quelli che si siedono a mensa per condividerli. Significato biblico: Da « con il sudore del tuo volto mangerai il pane » (Gn 3,19) fino al banchetto del regno dei cieli, passando per il banchetto di cibi squisiti e vini generosi con cui si annunciano i tempi messianici, la Bibbia ci guida attraverso il segno del pane a quello del cibo superiore: « Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio » (Mt 4,4), e attraverso il segno del vino a quello della prospera felicità e dell'amicizia, ma anche del sacrificio e del sangue. Gesù riprende questo simbolismo e lo porta a pienezza. Si siede alla mensa dell'amico Lazzaro, però mangia anche con i peccatori come Zaccheo. Insegna a chiedere « il pane di ogni giorno » e moltiplica il pane per la folla che lo seguiva. Condivide la sua amicizia nel banchetto di nozze di Cana e regala a quegli sposi il vino buono in abbondanza. Passa poi a fare del banchetto un simbolo preferito del suo regno in diverse parabole e un segno inequivocabile per potervi entrare: « Venite, benedetti del Padre mio... perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare » (Mt 25,35). « Io sono il pane della vita » (Gv 6,35); « La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui » (Gv 6,54-58). Il compimento di questo annuncio è l'ultima cena, l'eucaristia. È d'obbligo far riferimento all'importanza di sottolineare i simboli eucaristici: la mensa, le tovaglie... Il pane deve essere veramente pane, inoltre « si desidera vivamente che i fedeli ricevano il corpo del Signore con ostie consacrate nella stessa messa » (PNMR 56 h), « perché anche con i segni si manifesti meglio la comunione come partecipazione al sacrificio che in quel momento si celebra » (EM 31). Alla presentazione delle offerte è bene che il vino sia contenuto in un recipiente trasparente. Almeno nelle feste solenni è consigliata la comunione sotto le due specie, bevendo dal calice.
L'olio
L'olio, oltre che condimento, è unguento curativo, massaggio fortificante e anche cosmetico. Nella Bibbia ha svolto un ruolo importante nella consacrazione di re, sacerdoti e profeti, che venivano unti con l'olio rituale. Cristo è «l'Unto », come significa letteralmente il termine « Cristo ». Egli è il sacerdote, il profeta e il re per antonomasia. E noi cristiani siamo gli « unti », partecipi della sua triplice funzione. La liturgia usa il simbolismo dell'unzione con olio profumato (l'olio e il crisma) consacrati dal vescovo durante la messa del crisma nella mattina del giovedì santo. Viene unto con «l'olio dei catecumeni» colui che sta per essere battezzato, per significare la forza che deve avere nelle prove della vita cristiana. L'unzione con l'olio degli infermi dona la forza dello Spirito Santo per accettare la malattia e associarla al mistero redentore della passione di Cristo. Con il crisma si unge il cristiano appena battezzato, il cresimato e colui che riceve l'ordine sacerdotale, per significare la loro « consacrazione » speciale a Dio, con Cristo e attraverso lo Spirito. In alcune chiese gli oli sono giustamente conservati n un'urna visibile accanto al presbit |
Chiesa Feriale Festivo
Suore 7,00
SS. Annunziata 18,30 10,00 - 18,30
S. Sebastiano 8,30 8,00 - 11,30
Purgatorio 8,00* - 18,00** 12,00
S. Pietro Apostolo 10,30 - 18,00
Santuario 17,30 (Sabato)
*= Solo lunedì; **=Dal Martedì al Venerdì