Commento al Vangelo di Domenica 12 Febbraio 2012

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

+ Dal Vangelo secondo Marco  (Mc 1,40-45)

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va', invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».

Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore


Commento a cura di P. Nicola Rosa 

Il brano evangelico di questa VI domenica del Tempo Ordinario Mc 1, 40-45 ci presenta l'incontro che Gesù fa con un lebbroso che andò da Lui chiedendogli di essere "purificato". Perché l'evangelista non parla di un malato senza specificare il tipo di malattia, ma parla di un lebbroso? Perché secondo la legge del popolo d'Israele (Lv 13-14) la lebbra è una malattia che sfigurando e danneggiando il corpo lo rendi "impuro". Per questo il lebbroso viene escluso dalla comunità umana. Chi lo tocca, diventa anche lui impuro. Vive ma è considerato un morto. Anche ai tempi di San Francesco di Assisi il lebbroso veniva escluso dalla vita sociale, veniva emarginato tanto che a coloro che venivano scoperti con la lebbra, nel luogo all'ora fuori dalle mura della città, dove oggi è costruita la Basilica di S. Francesco, chiamato colle dell'inferno veniva celebrato come un funerale e con tale rito venivano cacciati e non potevano più entrare nella città. Con la costruzione della Basilica significativo in quel luogo, questi fu chiamato colle del Paradiso. Tornando al passo evangelico, possiamo notare che l'uomo non è condotto da Gesù, come si dice degli altri malati, ma è lui che si presenta da Gesù, si inginocchia, atteggiamento di umiltà davanti a Gesù e gli rivolge una parola "Se vuoi, puoi purificarmi!" (1,40) espressione di una illimitata fiducia nel potere di Gesù e con il "Se vuoi..." sembra lasciare a Gesù decidere ciò che vuol fare, da parte sua con il gesto e la parola vuol dimostrare la sua fede in Gesù.

Gesù di fronte a tale testimonianza di fede, "ebbe compassione" e tendendo la mano verso l'uomo lo tocca, niente poteva rendere impuro il Signore essendo Lui che dona la purezza, e parlandogli gli manifesta la sua volontà "Lo voglio, sii purificato!"(1,41) ridandogli la comunione con Dio e con gli uomini. Ciò che Gesù compie verso questo lebbroso è "segno" della missione che è venuto a compiere nel mondo, liberare l'umanità dalla impurità, a causa del peccato, ridando agli uomini la comunione con Dio e tra di loro.

Può sembrare strano quanto Gesù ordina al lebbroso guarito: di non parlarne a nessuno e di andare dai sacerdoti per l'offerta della purificazione, infatti l'uomo non trattiene nulla per se e allontanatosi si mise a divulgare il fatto tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in alcuna città, ma rimaneva fuori in luoghi deserti. Tale atteggiamento di Gesù esprime l'incomprensione che tutto questo poteva causare nei suoi riguardi e cioè, che il tutto si riduceva alla potenza di guarire e sanare, mentre la sua missione era quella di annunciare il regno di Dio . Il cuore dell'uomo non deve desiderare una vita terrena illimitata e sana bensì la vita eterna con Dio, che ci viene rivelata dalla passione, morte e risurrezione di Gesù.

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